Dinamiche di guerra
La Germania, divisa dalla Prussia Orientale dopo la sconfitta del 1918, la rinascente Polonia, alla quale fu concessa una porzione di territorio giaĢ€ tedesco per uno sbocco sul Mar Baltico, quindi la questione di Danzica, formalmente dichiarata ā€œcittĆ  liberaā€, e la richiesta tedesca di un corridoio, l’ostinato diniego di Varsavia, che punta tutto sul nuovo porto commerciale e militare di Gdynia (Gdingen), a 25 km da Danzica. Questo quadro della situazione non ricorda in qualche modo, in sovrapposizione analogica, la questione del gasdotto Nord Stream2 e la vicenda dell’Ucraina?
Hitler nell’agosto del 1939 trova un accordo con Stalin e pensa di avere le mani libere, di poter costringere, invadendola, la recalcitrante Polonia, ma la sua illusione dura poco. Londra e Parigi firmano un patto di alleanza e assistenza con Varsavia. Berlino propone un accordo, una conferenza, una mediazione. Il tempo stringe. Va in scena la solita commedia: comunicazioni con Londra e Parigi che non funzionano, ambasciatori riluttanti a spostarsi, aerei messi a disposizione da Berlino, il solito imbecille ministro degli esteri Ribbentrop, eccetera. CioĢ€ che intende fare Londra non eĢ€ chiaro, Parigi eĢ€ a rimorchio. Hitler sposta la data dell’attacco dal 26 agosto al 27, poi chiede un incontro con un rappresentante del governo polacco, che non si presenta. L’ambasciatore polacco eĢ€ a sua volta latitante. A Londra manca la volontaĢ€ e la forza per piegare Varsavia alla trattativa, anche solo a un incontro con Goering.
Scriveva il 4 settembre l’ambasciatore a Berlino, Attolico, che il contegno polacco si spiegava, oltreché con un orgoglio disgiunto da un qualunque Ā«senso di proporzioniĀ», anche col deliberato proposito di voler giocare la carta della guerra poiché la Polonia era sicura di poter contare sull’Inghilterra. Ogni tentativo di aprire una trattativa fallisce. Il primo settembre del 1939 la Germania invade la Polonia. Londra e Parigi chiedono a Hitler di ritirare le truppe, ben sapendo che questi non puoĢ€ perdere la faccia. Dopo la dichiarazione di guerra alla Germania, non muoveranno un dito (la cosiddetta "drĆ“le de guerre") garantendo cosiĢ€ mano libera a Berlino (e qualche giorno dopo a Mosca) in Polonia; a rimetterci saranno dunque i polacchi, mentre il loro governo e l’élite economica polacca fuggono a Londra.
Tutto il resto eĢ€ conseguenza: cinquanta milioni di morti, forse di piuĢ€, l’Europa devastata, il mondo intero che progressivamente precipita in guerra. Certo, la responsabilitaĢ€ eĢ€ di Hitler e della Germania che hanno aggredito la Polonia dopo aver invaso un anno prima la Cecoslovacchia, facendo carta straccia del Patto di Monaco. Tuttavia solo per dire che la storia eĢ€ un po’ piuĢ€ complessa di come si vuol fare apparire: quella complessitaĢ€ di cui ci si vuole sbarazzare perché fastidiosa, ingombrante. Piacciono le cose semplici, comode a certi interessi, oltremodo fasulle.
(Mario Rossi, via Facebook)

1 comment

paxvobiscum Palermo
Sullo scoppio della guerra ci sono teorie quantomeno controverse. A leggere Ciano, Ribbentrop gli fa capire che la guerra era già stata decisa da tempo. Bisogna però ricordare l'odio che c'era tra i due. Secondo altri, gli inglesi avevano assicurato ( sottobanco )che non sarebbero intervenuti. In effetti, il comportamento delle democrazie occidentali subito dopo l'invasione della Polonia ( tra i francesi e Berlino non c'era nulla ) non lascia adito a dubbi.
In ogni caso, tentare di spiegare la complessitĆ  a chi voleva combattere Berlusconi coi girotondi, significa discutere coi girotonti.