Se la banca centrale alza i tassi di interesse viene accusata di strangolare l'economia. Se la banca centrale non alza i tassi di interesse lasciando correre l'inflazione viene accusata di disintegrare il potere d'acquisto. In qualsiasi caso la scelta non è mai neutra e favorisce qualcuno a danno di qualcun'altro. Spetterebbe al Governo, titolare della leva fiscale riuscire ad attenuare i troppi scompensi che si vengono a creare a causa delle politiche monetarie. Vero è che siamo campo di battaglia tra potenze - e noi stessi parte in causa - di questa lotta sotterranea. Se l'OPEC+ taglia la produzione di petrolio aumentano i prezzi al barile, ovvero importiamo inflazione. Allo stesso tempo se la Cina e l'Arabia ritirano capitali dagli USA la FED deve alzare i tassi per attrarre capitali ed evitare la crisi fiscale allo stato e le crisi bancarie: posto che la stessa FED non può stampare in eterno. In questo gioco la scelta della BCE è obbligata, temo. Questo è quello che succede. I cinesi dicono agli interlocutori "che tu possa vivere tempi interessanti". Lo sono dal 2008, ma il bello deve ancora venire.
Ha ragione Fabio M come ci dice anche il buon Cicalese, l'aumento del tasso BCE non influisce su un'inflazione da aumento dei costi delle materie prime. Può contrastare l'inflazione se questa è causata da aumento della domanda. Quindi non aumentare i tassi in questo momento sarebbe equivalente a dare una mano all'economia specialmente di piccole e medie imprese. Non farlo significa sfruttare il momento per distruggere tutta l'imprenditoria che non sia dei grandi gruppi multinazionali.