Ottimo non possono obbligare anche perché questo non è un vaccino, quindi non ha senso chiamarlo obbligo vaccinale ma sarebbe l'obbligo di diventare cavie, e non lo diciamo noi ma i dati e le dichiarazioni rilasciate
Il lockdown serve a scongiurare, almeno per un po', l'incubo di ogni classe dominante: LA RIVOLUZIONE. La rivoluzione si verifica quando i privilegi concessi ai grandi patrimoni innescano una crisi politica e quando serpeggia nella società la percezione di avere a che fare con classi dirigenti incapaci di dirigere, cioè di fronte a dominanti oggetto di opposti interessi e capaci solo di dominare, di opprimere. Una classe dirigente incapace di interpretare il presente per guidare le masse è totalmente inutile (e per questo si tende a sbarazzarsene). Oggi siamo in presenza di una situazione simile a quella che ha portato alla Rivoluzione francese: c'è una fuga nel debito pubblico che il mainstream giustifica dicendo che le classi dominanti, in quanto nostri "salvatori", non possono essere oggetto di tassazione ed esproprio. Nel 1789 la nobiltà francese non voleva pagare le tasse. Ciò ha prodotto una crisi politica, gli Stati Generali, l'Assemblea Nazionale e la fine dei privilegi della nobiltà. La classe dirigente francese nel 1789 cadde non perché autoritaria bensì perché aveva fatto sprofondare la Francia. La classe dirigente francese aveva reso quella che era la prima potenza del Continente una nazione indebitata, sconfitta da tutti, senza comerci e senza più colonie nel Nord America. La classe dirigente francese nel 1789 fu spazzata via perché soffocava il potenziale della nazione. Tuttavia, non fu una passeggiata. La rivoluzione è sempre un periodo estremamente violento, durante il quale l'insoddisfazione e la rabbia sociale represse per decenni si sfogano in pochi mesi. Oggi le classi subalterne europee, anche italiane, sono incapaci di difendere i propri interessi e non sembrano dotate di capacità intermodale. Perché? Perché non hanno la disponibilità di surplus di risorse da investire nell'interpretazione della realtà. Deambulano, mangiano, cagano, tentano di accoppiarsi, si inebetiscono con le trasmissioni sul calcio e con la pornografia in rete, ecc. Ma non hanno né tempo né risorse né esperienze che consentano loro di capire cosa succede. Non hanno surplus. E, soprattutto, non sono organizzate. Il ruolo, oggi latitante, degli intellettuali è infatti quello di fornire interpretazioni e mobilitare le masse. Ma gli intellettuali sono stati al 99% cooptati nel mainstream e arruolati come gruppo sociale dominato delle classi dominanti (cit. A. Bourdieu). Oggi gli intellettuali sono perlopiù dei manipolatori sociali cooptati e dominati dalle classi dominanti. In ogni caso, la rivoluzione sarà la necessaria conclusione della fase attuale perché la ciclodinamica ci dice che, piaccia o no, le rivoluzioni TORNANO. La domanda non è SE ma COME e QUANDO questo avverrà. Quando? Sicuramente, dal momento in cui si inizierà a parlarne seriamente avremo un riavvicinamento con questa categoria, il che la renderà meno lontana. Pochi però ne parlano: non rende in termini di visibilità e consensi. Quando si comincerà a parlare apertamente di rivoluzione, la Storia cambierà. Una certezza in ogni caso l'abbiamo: il caos invece di diminuire aumenterà. E nessun sistema può sostenere un tale livello di complessità caotica a lungo. [Paolo Borgognone]
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Giusto la libertà non si baratta!
[Paolo Borgognone]