Il triste contatore delle vittime dell'assedio di Gaza include 3,760 bambini e 2,326 donne. I morti complessivi sono 9,061. Ulteriori 32000 persone sono rimaste ferite.
Incazzato? Ma no. Lo fossi, avrei già troncato da un pezzo la discussione. Lei si diverte credendo di vedermi incazzato, io mi diverto sapendo del quarto d'ora di celebrità che si è conquistato in rete. Ognuno ha il suo passatempo.
Certo che è incazzato. Basta leggere i messaggi. E siccome con le parole non le riesce, passa a vaghe minacce. Sono in rete? Amen. Faccio parte di un club enorme....
Non traspare alcuna incazzatura dalla lettura dei messaggi, se però preferisce credere di avermi rovinato la giornata per stare meglio, allora si accomodi. Apprezzo il suo minimalismo che la porta ad accontentarsi di poco.
Non mi pare ad ogni modo di averla mai minacciata in alcuna sede. Non è il mio stile, glielo assicuro. Quello è un genere di comportamento che si addice molto di più agli antisemiti. Quelli, per intenderci, che come negli anni '30 del secolo scorso, hanno ricominciato a marchiare con stelle di David le case abitate da ebrei.
Sostenere di essere antisionista ma non antisemita è come se io le dicessi di appartenere alla specie homo sapiens sapiens, ma di non essere un mammifero. Un evidente controsenso e cortocircuito logico prima ancora che zoologico.
Visto che si dice amante della concretezza, proviamo a portare la discussione su un terreno concreto. Alla consueta domanda relativa allo stanziamento dei cosiddetti palestinesi nella cosiddetta Palestina, ne aggiungo una: in quale misura l'antisionismo non si presta ad essere considerato antisemitismo?
Vediamo se sarà finalmente in grado di dare sfoggio di concretezza, dando una risposta di senso compiuto, o se farà appello a fonti di cui al momento non dispone, o se semplicemente chiarirà di saper rispondere ma di non volerlo fare.
Mi sono nuovamente fermato a "antisemita-antisionista". Lei è noioso. Ma mi diverte sapere che scrive tanto e io non leggo. Attendo il prossimo papiro.
Mi riesce difficile crederle. Mi ha accusato di scarsa concretezza. Su cosa ha basato il giudizio, dal momento che non ha letto, e dunque valutato, quanto ho scritto? Ha ricevuto illuminazione divina per caso?
Più plausibile che abbia letto (visto il tempo impiegato per rispondermi) e che, come sempre, sia incapace di rispondere.
Tuttavia trova sempre tempo per rispondere. Mi lusinga. Mi scuso se mi trova ripetitivo, ma è lei che mi costring, ogniqualvolta rifiuta di rispondere alle mie domande.
Lei si diverte credendo di vedermi incazzato, io mi diverto sapendo del quarto d'ora di celebrità che si è conquistato in rete.
Ognuno ha il suo passatempo.
Basta leggere i messaggi.
E siccome con le parole non le riesce, passa a vaghe minacce.
Sono in rete?
Amen.
Faccio parte di un club enorme....
Apprezzo il suo minimalismo che la porta ad accontentarsi di poco.
Non mi pare ad ogni modo di averla mai minacciata in alcuna sede.
Non è il mio stile, glielo assicuro.
Quello è un genere di comportamento che si addice molto di più agli antisemiti. Quelli, per intenderci, che come negli anni '30 del secolo scorso, hanno ricominciato a marchiare con stelle di David le case abitate da ebrei.
Il suo stile è confuso, altalenante nei modi,forbito ma privo di concretezza.
E neanche se ne accorge
Un evidente controsenso e cortocircuito logico prima ancora che zoologico.
Visto che si dice amante della concretezza, proviamo a portare la discussione su un terreno concreto.
Alla consueta domanda relativa allo stanziamento dei cosiddetti palestinesi nella cosiddetta Palestina, ne aggiungo una: in quale misura l'antisionismo non si presta ad essere considerato antisemitismo?
Vediamo se sarà finalmente in grado di dare sfoggio di concretezza, dando una risposta di senso compiuto, o se farà appello a fonti di cui al momento non dispone, o se semplicemente chiarirà di saper rispondere ma di non volerlo fare.
Attendo le sue concretissime risposte.
Lei è noioso.
Ma mi diverte sapere che scrive tanto e io non leggo.
Attendo il prossimo papiro.
Mi ha accusato di scarsa concretezza. Su cosa ha basato il giudizio, dal momento che non ha letto, e dunque valutato, quanto ho scritto?
Ha ricevuto illuminazione divina per caso?
Più plausibile che abbia letto (visto il tempo impiegato per rispondermi) e che, come sempre, sia incapace di rispondere.
Ritiene di dire cose importanti.
E invece è ripetitivo,vuoto,indottrinato.
Ma, come già detto, molto forbito.
E un po' sciocco: suda molto per costruire questa immagine, poi fa cadute di stile da manuale......
Quindi no, non mi interessa rispondere, giustificare, ne leggere i suoi papiri.
Non ci crede?
Bene, allora ne scriva altri.....
Mi lusinga.
Mi scuso se mi trova ripetitivo, ma è lei che mi costring, ogniqualvolta rifiuta di rispondere alle mie domande.
Impossibile ragionarci.
Mi basta dileggiarla.....