"Gli eserciti di occupazione tedesca, le SS e la Gestapo si posero come il braccio armato di un progetto che mirava alla costruzione degli Stati Uniti d'Europa. L'industria tedesca aveva le idee chiare nel sostenere questa politica. I grandi industriali della Westfalia e della Renania, i quali avevano cautamente criticato la linea politica della burocrazia nazista nel 1936 e nel 1937, diventarono più entusiasti quando si cominciò a profilare il disegno dell'«unità » europea in seguito a ogni occupazione: Olanda, Belgio, Danimarca, Francia, Europa orientale, e dall'altra parte la IG Farben, 'trust' chimico di immense proporzioni, la Krupp, le capacità produttive della Saar, della Ruhr, il ferro e il carbone e i monopoli attrezzati per il loro sfruttamento e i monopoli dell'alimentazione, del vestiario e delle uniformi, e naturalmente i re dell'armamento...Quando tutto ciò andò in frantumi, quando scomparve questa Europa forzata e non volontaria, la Germania, con tenace pazienza, si volse, nel dopoguerra, a ricostituire gli Stati Uniti d'Europa in un'altra maniera: come unione volontaria degli stati europei. La 'leadership' germanica doveva essere qualcosa di naturale, di democratico, qualcosa di non proclamato ma effettivo. Il prodotto di una serie di accordi."
Hosea Jaffe, "Germania. Verso il nuovo disordine mondiale", 1994