Tutto ciò rende l'osservazione della guerra un po' esasperante, ma è un modello di comportamento costante che richiede una spiegazione. Ecco la mia teoria...ma è solo una teoria.
Il governo russo ha costantemente cercato di porre fine alla guerra attraverso un trattato di pace con l'attuale governo ucraino, non attraverso un cambio di regime, una conquista diretta o addirittura l'uccisione di un numero sufficiente di membri di quel governo per trovare un interlocutore più flessibile tra i seguaci di Maidan.
Putin a quanto pare vuole un trattato con Zelensky. I russi hanno anche costantemente avanzato richieste al governo ucraino – e ai suoi sponsor della NATO – che sono assolutamente inaccettabili per il regime dell'era Maidan e che quel regime, per sua stessa natura, semplicemente non può accettare.
Il che mi porta a una conclusione brutale: Putin non vuole che l'Ucraina venga conquistata. Non ha mai espresso pubblicamente alcun desiderio in tal senso. La politica coerente della Russia è invece quella di vedere l'Ucraina - un'Ucraina "libera" e "indipendente", giunta a questo punto morto per sua volontà sovrana - completamente umiliata.
Putin vuole che Zelensky indossi un abito elegante, si presenti strisciante al Cremlino e firmi un trattato che vedrà il governo maidanita consegnare le armi, cedere enormi quantità di territorio e ribaltare ogni singola posizione politica anti-russa che abbia mai avuto.
Il nazionalismo ucraino verrà screditato da un giorno all'altro per mano di quegli stessi nazionalisti e lo Stato residuo, economicamente irrilevante e demograficamente distrutto, verrà risucchiato nell'orbita politica della Russia nel giro di pochi giorni. Quindi è ovvio perchèi russi stanno avanzando nel modo più lento possibile.
Il loro obiettivo è quello di mettere il governo ucraino in una situazione militarmente insostenibile, in modo da imporgli un trattato di pace palesemente umiliante, che include ampie concessioni territoriali oltre la linea di controllo (il massimo tabù ucraino), in modo da screditare il nazionalismo ucraino per mano degli stessi ultranazionalisti che hanno portato la loro nazione in guerra,e alla completa rovina assieme alla Nata e alla UE.
L'obiettivo era la demilitarizzazione ucraina. I russi sono partiti male all'inizio, forse per via degli accordi in corso poi boicottati dall'occidente (inglesi in primis). Li hanno subito perdite serie e si sono dovuti ritirare dalle posizione appena conquistate. Poi ci sono state un sacco di defenestrazioni tra i vertici dell'esercito russo. Vi è stato un ammodernamento ed una riorganizzazione di tutte le forze armate. Da li la stabilizzazione dei fronti con lo scopo di logorare le forze nemiche riducendo al massimo le perdite. I russi non avanzano per non subire perdite, nel frattempo gli ucraini devono fare arrivare forze da altre posizioni del fronte indebolendo tutta la linea e praticamente facendo crepare migliaia di uomini ogni singolo giorno. Ecco come si compie la demilitarizzazione ucraina. Finiti gli uomini sarà inutile fornirgli armi.
Sarebbe meglio smetterla con queste inutili esternazioni ed attenersi strettamente giorno per giorno alla situazione effettiva del fronte. La teoria che i Russi non avanzano poi è stata smentita dallo stesso Gerasimov che ha mostrato che il ritmo di liberazione dei territori è raddoppiato rispetto all' inizio dell' anno ed è in progressiva accelerazione. Va tenuto conto poi che in Donbass gli Ucraini hanno costruito indisturbati per 8 anni fortificazioni di cemento armato e campi minati con mine sovietiche TM62 che sono un' incubo. Ovvio che in queste condizioni non si avanza di 50 Km al giorno. Ma quando sarà finito il Donbass e tutte queste fortificazioni la guerra diverrà meno posizionale e più dinamica.
Uno sproloquio per non ammettere l'evidenza. La Russia, con questa guerra al rallentatore collabora al progetto di distruzione dell'Europa (e degli USA come nazione). Quello organizzato dalla banda Obama Clinton. Quello che ha spostato ogni fottuta fabbrica in Cina. È il progetto dei BRICS.
I russi sono partiti male all'inizio, forse per via degli accordi in corso poi boicottati dall'occidente (inglesi in primis). Li hanno subito perdite serie e si sono dovuti ritirare dalle posizione appena conquistate.
Poi ci sono state un sacco di defenestrazioni tra i vertici dell'esercito russo. Vi è stato un ammodernamento ed una riorganizzazione di tutte le forze armate.
Da li la stabilizzazione dei fronti con lo scopo di logorare le forze nemiche riducendo al massimo le perdite. I russi non avanzano per non subire perdite, nel frattempo gli ucraini devono fare arrivare forze da altre posizioni del fronte indebolendo tutta la linea e praticamente facendo crepare migliaia di uomini ogni singolo giorno.
Ecco come si compie la demilitarizzazione ucraina. Finiti gli uomini sarà inutile fornirgli armi.