«A dir vero, egli sorride con alterigia anche della Russia e non c’è nulla di piú piacevole per lui che dichiarare la bancarotta della Russia sotto tutti gli aspetti di fronte ai grandi ingegni dell’Europa, ma per quanto riguarda lui stesso, nossignori, egli ormai si è librato al disopra di questi grandi ingegni europei; essi non sono tutti altro che materiale per i suoi giochi di parole. Prende l’idea altrui, le appiccica la sua antitesi e il gioco di parole è pronto. Il delitto esiste, il delitto non esiste; la verità non esiste, non esistono i giusti; l’ateismo, il darwinismo, le campane di Mosca... Ma ahimè, egli non crede piú alle campane di Mosca; Roma, gli allori... Ma egli non crede nemmeno agli allori... Qui viene un accesso obbligatorio di angoscia byroniana, un ghigno alla Heine, qualcosa di Pečorin 5, e avanti, avanti, forza alla macchina...»

Fëdor Michajlovič Dostoevskij, I demoni, Parte Terza, Capitolo I, Paragrafo III.

1 comment

,, questo brano mi dice che non si può commentare se non si è letto o Demoni🧐tuttavia esiste un filo d 'Arianna ,nelle opere di Dostoevskij ,che collega l'Idea del protagonista principale ( di Roskolnikov in Delitto e Castigo e Dolgoruki in L'Adolescente) ,dove emerge più volte il riferimento alla cultura Europea che si considera superiore a quella del russo /i russi, un popolo descritto psicologicamente inferiore che ,ancor prima di Dostoevskij, aveva introiettato i pregiudizi infami del marchese francese De Custine che scrisse un libretto infamante (Lettere dalla Russia del 1839),che esprime il livore della nobiltà francese memore della sconfitta francese dell'impero napoleonico del 1812 nelle steppe russe e dell'ucraina.✍️🤔