Oggi parliamo di una categoria di persone che mi ha sempre incuriosito quale espressione del totale rincoglionimento vissuto negli ultimi 30 anni a livello globale: gli schiavetti della differenziata.

All’ interno di questa categoria, è possibile isolare una sub-categoria che potremmo definire “I poveri fessi della Raccolta Plastica”.

Partiamo dunque dalla base:

1. Il riciclo della plastica è economicamente privo di senso oltre che tecnicamente poco praticabile.

2. Nonostante quanto al punto 1), le aziende del settore petrolchimico, per decenni, hanno gestito un’imponente struttura propagandistica, di marketing, tesa a convincere le masse del contrario in modo da poter continuare a creare plastica vergine da vendere ad altre aziende ed ai consumatori finali perché «tanto poi è riciclabile».

Tuttavia, esistono migliaia di tipi di plastiche, ognuna con la sua struttura molecolare e solo alcuni di essi possono essere efficacemente raccolti, processati, lavorati, riciclati.

Fatti: negli USA, il tasso di riciclo della plastica, nel 2021 è stato del 5-6%. Pensiamoci un attimo: 60 anni di propaganda sul riciclo per arrivare al 5-6% nell’ economia più avanzata del mondo.

Fatti: negli USA, LA U.S. Environmental Protection Agency (EPA) ritiene che solo due tipologie di plastiche consentano un riciclo utile alla creazione di prodotti di alta qualità: il PET e l’ HDPE.

Il Povero Fesso che fa la raccolta, in rincoglionito cuor suo, pensa di salvare il mondo ed è ben lieto di farlo, si sente un cittadino modello, talvolta un figo ecologista, ammonisce gli incivili che «mischiano tutto senza pensare alle generazioni future».

Il Povero Fesso, tuttavia non sa che:

1. Il riciclo richiede un elevato grado di purezza del materiale di base, quindi una praticamente impossibile selezione, nella massa di rifiuti, tra le migliaia di tipologie di plastiche conferite ogni giorno nei centri di raccolta.

2. E’ economicamente impensabile separare tutti i componenti chimici (polimeri) di alcuni tipi di plastiche, come quelle impiegate in piatti, bicchieri, stoviglie usa e getta.

3. Anche le plastiche chimicamente omogenee ma non identiche non posso essere riciclate insieme: il PET verde non può essere riciclato con quello trasparente, le bottiglie di PET non possono essere riciclate con i contenitori in PET per i cibi e via discorrendo.

4. La qualità e l’integrità della plastica degradano ad ogni processo di riciclo: la plastica non ha una vita circolare ma lineare. Nasce, si ricicla una volta al massimo due, inizia a fare schifo, viene incenerita o seppellita nelle discariche, muore.

5. La tossicità degli additivi necessari per riciclare la plastica la rendono utilizzabile in un numero di campi molto ridotto ragion per cui, ad esempio, in ambito alimentare sono poche, tra le migliaia disponibili, le tipologie di pastiche riciclate impiegabili.

Fatti: il costo del riciclo è molto più elevato del costo di produzione di plastica vergine, sino al 160% in più in caso di processo condotto attraverso l’uso di solventi chimici. Tra l’altro, questa pratica consente di utilizzare solo tra l’1 ed il 14% dei materiali trattati mentre tutto il resto diventa rifiuto o altro prodotto del settore petrolchimico.

Tuttavia, è abbastanza divertente vedere tutte queste brave persone impegnate quotidianamente a riempire con diligenza sacchi e mastelli secondo il “regolamento del proprio comune”. Questa è l’ Italia che ancora aspetta di lavorare un giorno in meno guadagnando come se lavorasse un giorno in più. Questa è l’Italia migliore, non v’è dubbio: sono gli stessi che tra la fine degli anni '50 ed i primi anni '60 si bevvero la storiella propagandata dalle multinazionali del petrolchimico circa la sostenibilità del modello usa e getta nel settore della plastica.

Non svegliateli: nella vita serve qualche certezza.

Erik packer via facebook

14 comments

CARISSIMO GIUSEPPE.
CONCORDO PIENAMENTE CON QUANTO AFFERMI, RIGUARDO LA PARTE TECNICA.
PER QUANTO RIGUARDA LA REALTÀ OGGETTIVA, INVECE, NON PUOI IGNORARE IL FATTO CHE MOLTI COMUNI ITALIANI FANNO OBBLIGO AI CITTADINI DI INSERIRE L'IMMONDIZIA IN SACCHI TRASPARENTI. QUESTO COMPORTA IL FATTO CHE IL PERSONALE ADDETTO ALLA RACCOLTA LASCIA I RIFIUTI SUL POSTO SE NON CONFORMI AI LORO STANDARD; SE NON, ADDIRITTURA, DISPENSANO MULTE DI TIPO FINANZIARIO.
QUINDI, CARO GIUSEPPE, È INGIUSTO CHE TU TE LA PRENDA CON CHI VIENE SOTTOPOSTO AD UN RICATTO AL QUALE NON PUÒ SOTTRARSI.
UN CORDIALE SALUTO ED UN RINGRAZIAMENTO PER IL LAVORO SVOLTO ATTRAVERSO IL TUO CANALE TELEGRAM E COME OSPITE SUI CANALI YOUTUBE.
GRAZIE DAVVERO
Boh, sulla plastica immaginavo una situazione simile, ma da povero fesso continuo a pensare che separare l'umido, la carta, lattine e vetro da secco e plastica un suo valore ce l'abbia.

Se poi sono fesso per questo, amen.

Che a me quelli"svegli"che hanno capito tutto loro e noi solo pirla, con divisioni bianco nero.....ecco,è una categoria che non è che tengo ad appartenere
Ma che minchia dice questui ?! dividere plastica, carta, umido il suo senso ce l'ha. Se mai saremo ad un livello avanzato quando non esisterà più l'indifferenziato.
Mai letto tante cazzate tutte insieme così. Sono un chimico industriale. Se vuoi organizziamo una videoconferenza e ti smonto punto per punto ste cazzate. Che delusione non ti face così ignorante. Sembra un post scritto da un avventore del bar dello sport, quando perde la sua squadra del cuore
Ma di cosa parli? A parte che la raccolta "plastica" generalmente è Multumateriale. Va da sé che viene diviso in seguito, metallo alluminio plastiche etc.
Il problema è la enorme quantità di mennezza che la gente acquista e poi diventa subito rifiuto.. sempre dovuto alla merda di modello economico spinto dalle oligarchie occidentali negli ultimi decenni
Per lo meno divididmola dal cartone dalla munnezza di cucina dal vetro dalle pile dagli oli. Io nn vedo quale sia il tuo problema. Masala tipico ione indiano. Forse a lei piace la merda di paese che si chiama India. Forse vuole L Italia una cloaca a cielo aperto. Già abbiamo ke cloache europee che ci governano. Almeno le strade lasciamole libere dagli scarti. Articolo per lo meno pessimo se nn delirante sempre contro una età (boomer) oggi accusata di tutto. Cerchi e torni al WEF che sta programmando la dismissione di 5 miliardi di persone quelle di considerate da loro monnezza!! .
Masala sporco (e) sionista
Non mi piace chi da dell'imbecille agli altri. A volte sarebbe meglio parlare di cose che si conoscono
Come scrivere cose parzialmente vere per nascondere il vero problema della gestione della plastica come rifiuto, e cioè il fatto che viene brucita negli inceneritori per produrre energia e risparmiare gas. Con tutti i problemi delle emissioni.
Lorenzo M. Agnoli
Probabilmente c' è del vero in quanto scritto, ma è stupida la dedizione.
Il modello produttivo è sbagliato, ma quello di buttare tutto in maniera differenziata lo è ancora di più.
Se il modello produttivo di adesso fa schifo, questo non ci autorizza a fare peggio.
Comunque la raccolta differenziata di carta metallo, vetro e facendo umido sono u a buona cosa.
Quella meno efficace è quella della plastica, ma per quanto si vuole eliminare tutto?
Gianfranco
Sono proprio fesso che ti ho letto mio caro masala
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