DALL’INVIATA DI GUERRA IN UCRAINA, ANZI NO: A “SCATTARE” LE FOTO E’ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
di Vera Mantengoli

Una terra devastata dai bombardamenti con file di bare di vittime di guerra, piante da un popolo distrutto da una sofferenza che sembra non finire mai. Il reportage sull’Ucraina della fotografa veneziana Barbara Zanon fa venire i brividi, ma quanto postato sul suo profilo FB è esistito solo nella sua fantasia.
Il servizio è stato realizzato provocatoriamente da casa, utilizzando la piattaforma Midjourney, accessibile dal canale Discord. Lo scopo è mettere in guardia il pubblico della complessità dell’AI, l’intelligenza artificiale.
Come avviene per ChatGPT, si descrive l’immagine che si ha in testa. In pochi secondi l’AI fornisce una molteplicità di immagini con quel soggetto e all’utente non resta che scegliere quella che più si avvicina alla sua fantasia. «Ho utilizzato appositamente uno scenario di guerra entrato negli ultimi mesi nell’immaginario collettivo in modo che le persone potessero credere che si trattava di un vero viaggio», spiega la fotogiornalista di 44 anni, nota per i lavori Filling the void e The daily life of three sibling with autism. «Il mio intento era quello di mostrare alle persone quanto l’intelligenza artificiale possa ingannarci e quanto sia necessario imparare a leggere immagini e fotografie e capirne la differenza».
Per Zanon le fotografie fanno parte dei ricordi delle persone, mentre… CONTINUA

1 comment

Un pò estremo, ma condivido in pieno ciò che dice, parlo da fotografa