https://go.byoblu.com/BitcoinMarco Amadori è stato un pioniere della ricerca sui bitcoin e sulla blockchain. Ricercatore della Fondazione Bruno Kessler e fondatore di
inbitcoin.it, oggi risponde in esclusiva su Byoblu alle domande che nei giorni scorsi la comunità di “byobluomani” gli ha posto, sullo speciale canale Telegram approntato per l’occasione (dove ancora per qualche giorno continuerà ad esserci ed interagire:
t.me/BitcoinBlockchainDomande). Dai consigli su come acquistare bitcoin in contanti, passando per la spiegazione della leva finanziaria, per il concetto di tracciabilità e anonimato, con un pizzico di Smart Contract, fino ad arrivare ad una spiegazione il più chiara possibile del lavoro che fanno i minatori, di come si risolve un blocco e di cosa succederà al raggiungimento dei fatidici 21 milioni di bitcoin in circolazione, sono tante le risposte che avrete in questa ora e quaranta di trasmissione. Con una sorpresa: in tanti abbiamo sentito parlare del brevetto Microsoft da molti ribattezzato “666: il marchio della bestia”. C’è davvero da preoccuparsi? Su #Byoblu24
https://go.byoblu.com/BitcoinVuoi approfondire le Side Chain e le Lighting Network su Byoblu? Guarda il video di Gabriele Domenichini, ripreso da Byoblu
https://www.youtube.com/watch?v=roMNBNTKSZsFirma anche tu la Petizione per nazionalizzare il debito pubblico con i BTP Italia:
https://go.byoblu.com/LiberiamociDalDebito
Per capire il modo di far girare software, vado meglio.
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A parte questa doverosa premessa, ho visto (Wikipedia) che la "generazione" di criptovaluta necessita di un quantità di hardware così grande da diventare consumatore importante (principale in alcune nazioni) di energia elettrica.
Ed ecco che si ritorna lì. 150kWh (~ 10lt di gasolio) per una transazione (dico bene?). Oppure sbaglio? Non vogliatemene, è solo per capire.
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Credo che il concetto sia: se il rischio di contraffazione è controllato da una pesante elaborazione di criptazione, una transazione richiederà anche una decriptazione (che verifichi il dato sottostante) e una ricriptazione.
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Se una transazione BitCoin dura 0,33s perché impegna una intera rete di computer, quei consumi di energia sembrerebbero plausibili.
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D'altra parte se qualcuno ormai, comincia a riflettere sull'aspetto energetico di una singola mail, significa che stiamo dicendo cose che hanno un senso.
Sembrerebbe ragionevole ritenere che queste fasi possano effettivamente richiedere molta energia. Pensate in prospettiva a miliardi di transazioni.
Tutto ok?