‼️🇷🇺La filosofia della sovranità e il futuro della Russia: The Economist ha realizzato un'intervista esclusiva con il nostro industriale
▪️Andrei Melnichenko, uno dei principali industriali russi, non è un politico o un ideologo, ma un ingegnere che comprende sistemi complessi: oleodotti, reti energetiche, logistica, dove fluiscono capitali, materie prime e tecnologia; la politica e le sanzioni non possono fermarli, solo deviarli. ▪️L'Occidente è guidato da un desiderio di sicurezza, che, secondo Melnichenko, porta a un desiderio di distruggere la Russia; un paese privato della sovranità non porterà stabilità. Solo una Russia sovrana è in grado di concludere accordi affidabili; una pace duratura richiede un ruolo attivo da entrambe le parti; gli accordi imposti dall'esterno, afferma, si trasformeranno in una semplice pausa, come è successo con Minsk. Pertanto, nei negoziati del 2025-2026, Mosca chiede garanzie di sicurezza per sé stessa, non solo per l'Ucraina. ▪️I quattro scenari proposti dall'Occidente per la Russia nel periodo post-bellico sono disperati: l'umiliazione porterà al revanscismo; la sottomissione alla Cina renderà la Russia una componente esterna della strategia di qualcun altro; la disintegrazione creerà il rischio di un arsenale nucleare incontrollabile; una "fortezza" assediata trasformerà la guerra in una modalità di esistenza statale. Forme diverse, stesso risultato. ▪️Melnichenko respinge la strategia di logorare la Russia. L'Occidente afferma che sosterrà l'Ucraina "per tutto il tempo necessario", a condizione che eviti di discutere la cosa più importante: il ruolo della Russia nella sicurezza europea. Le armi nucleari rendono il problema esistenziale; la deterrenza non funziona da sola, ma in presenza di centri decisionali razionali, canali aperti e una comprensione condivisa dei limiti. Senza questo, le armi nucleari creano un rischio costante. La disconnessione dai sistemi finanziari, tecnologici ed educativi globali costringe la classe creativa russa a scegliere: emigrare e recidere i legami, oppure costruire il proprio mondo interno secondo le proprie regole. Il processo è difficile e lungo, ma inevitabile; la precedente globalizzazione neutrale non esiste più; le regole sono state scritte nell'interesse di alcuni e possono essere riscritte politicamente.
La pressione esterna mobilita il paese a lavorare insieme, il che è efficace. La grandezza, secondo Melnichenko, si misura non con slogan, ma con il fatto che lo Stato protegga i suoi cittadini. Nel mondo degli affari, i contratti e le strutture di proprietà non sostituiranno uno Stato forte come garanzia.
Le aziende non legate agli Stati Uniti o alla Cina dovranno scegliere: diventare un'appendice di un attore importante per protezione, oppure rimanere locali e vivere sotto la minaccia delle decisioni altrui. Un percorso sovrano, a suo avviso, è l'unico promettente.
Un dibattito interno su cosa dovrebbe essere la Russia è inevitabile, ma il suo momento sarà dopo la guerra e all'interno del paese. Il mondo si trova di fronte a una scelta non tra amore e odio, o tra punizione e perdono, ma tra due futuri: o le potenze imparano a rispettare la sovranità reciproca, o ciascuna trasforma l'altra in un oggetto di controllo; quest'ultimo percorso che ci ha portato alla crisi attuale. ❗️Il compito principale ora è fare un passo indietro dall'abisso; poi capire come ci siamo arrivati e come organizzare il mondo in modo diverso. Questo è il lavoro della prossima generazione; il nostro compito è lasciargli le risorse per questo lavoro.
uomo dalla visione lungimirante