💥💥💥🔥🔥🔥🔥 Fa davvero sorridere vedere la Francia in preda alle convulsioni politico-istituzionali. Per decenni quelli che ne capiscono ci spiegavano che per risolvere il problema dell'instabilità politica italiana dovevamo puntare su un sistema semi-presidenziale alla francese. E ora scopriamo che anche il sistema francese è instabile. E allora la domanda è, da cosa deriva l'instabilità dei sistemi politici? Ci da la risposta il vecchio Marx, che quando c'è il popolo in Piazza non sbaglia mai un tiro: qualunque sistema istituzionale è comunque sovrastruttura mentre la struttura è il sistema economico-finanziario. Se c'è crisi e la gente non ce la fa, puoi avere il sistema politico che ti pare ma la gente si ribella. Questo è quanto.
E allora? E allora la Francia con circa 900 miliardi di posizione finanziaria netta passiva (il triplo di quella che aveva l'Italia quando fummo commissariati con Monti) è in grave pericolo. La situazione per Parigi è aggravata dal fatto che i "grandi creditori" a partire dai tedeschi hanno finito con le vacche grasse e non possono più saldare a pie' di lista.
Che la situazione è grave è testimoniata dal fatto che la Lagarde ha dovuto dichiarare che il sistema finanziario "è solido". E come sempre, quando un banchiere centrale dichiara questo è la riprova certa che il sistema finanziario del paese boccheggia.
Il sistema politico e le élites di Parigi provano ad affrontare il problema con la risposta tipica di tutte le élites nel momento della crisi: cercano un nemico esterno questa volta indiividuato in Putin.
Situazione da seguire nel tempo perchè molto pericolosa. Parigi val bene una messa
La Francia è in mano al mondo finanziario di cui Macron è solo l'ultimo agente. È una lunga storia e parte dalla Rivoluzione Francese quando l'aristocrazia feudale fu sostituita da quella borghese-finanziaria. Contemporaneamente a questo, però, resiste qualche barlume di sinistra storica e il tessuto sociale è nettamente diviso fra francesi autoctoni e francesi figli di colonizzati, in Francia da varie generazioni e mai veramente accettati. Quindi la situazione è una bomba ad orologeria. Perché tutto si regge sullo stato sociale, che Macron sta cercando da anni di smantellare senza riuscirci e ora prova la mossa finale, quella di entrare in guerra e dichiarare lo stato d'emergenza per arrivare al suo fine ultimo, che è quello dei gruppi finanziari che rappresenta. La società però, tutta poggiata su sussidi e finanziamenti statali, resiste. E contemporaneamente a ciò, quella moltitudine di francesi figli delle colonie e mai accettati, ha covato odio e non vede l'ora di dar fuoco a tutto. Saranno mesi decisamente interessanti.
Direi chiaro, ben esposto e condivisibile. E magari desiderabile....se si realizza uno dei fronti bellicosi di questa Europa demenziale viene disinnescato dagli eventi
paxvobiscum Palermo
Appare evidente che si rincorrono notizie sensazionali per coprire quello che combina Israele ed il disastro francese. Dobbiamo sperare che a qualcuno non sfugga la situazione di mano.
La speranza è che, ora come allora, un'ondata parta dalla Francia. Perchè dovesse cadere Rotschild/Macron e tutta la sua linea intransigente di guerra, e dovesse invece vincere qualcuno che vuole finirla con la guerra e usare quei soldi per sistemare lo stato sociale, questo potrebbe avere grosse ripercussioni in tutta Europa e dare coraggio ad altre forze analoghe.
Quelli che tu chiami "mai accettati" sono i primi beneficiari della valanga di aiuti sociali che hanno contribuito direttamente e indirettamente a distruggere la classe dei lavoratori in francia. Mai sazi, vivono in perenne rivendicazione di chissa quali torti subiti generazioni fa. Hanno sacchggiato il paese per tre settimane quando uno di questi delinquenti alla guida di un lussuoso bolide fu ucciso nel tentativo di sottrarsi alla polizia. Si sono resi protaginisti della "caccia al bianco " all'ultima fête de la musique con pestaggi gratuiiti che non risparmiavano neanche le ragazze. Non è odio sociale. E' odio razziale.
Penso che tu non abbia mai vissuto in Francia, non abbia mai parlato con la gente, e penso che tu sia fondamentalmente razzista. La massima aspettativa di vita di questa fetta di francesi (perchè sono francesi da 4 o 5 generazioni) è fare i cassieri nei market. Mentre metà dei francesi autoctoni vive di sussidi, finanziamenti e quant'altro. E quel ragazzo freddato dalla polizia era solo uno dei tanti che negli anni son stati freddati dalla polizia francese, tutti appartenenti alla categoria dei francesi non francesi. Magari, prima di parlare, vivi nei posti e informati nei posti.
Vivo in francia da più di 15 anni. E questa gente la conosco. Come conosco il sottoproletariato urbano (sud Italia, per capirci).
Parli di razzismo ? La culla del razzismo in Francia sono le banlieues con le loro moschee e centri di propaganda salafita (soldi del Qatar). Oggi hanno dato fuoco ad un'altra chiesa in Bretagna, a Guengamp.
Francamente, lascia perdere. Tu ne fais pas le poids 😊
Vabbè il tuo stile mi ricorda quello del sionista Bardella. Quindi se un salafita dà fuoco alle chiese con i soldi del Qatar, è colpa di gente che è stata prelevata dalle colonie, chiusa ai quartieri Nord, snobbata e mollata lì in mezzo ai topi in qualche bel palazzo di edilizia francese popolare? Questa la tua profonda analisi della Francia dopo 15 anni?
Che vuoi che ti dica ? Pensi che siano tutti vittime ? Io penso che fai una grande confusione.
Nessuno ha obbligato i maghrebini a venire qui. Ci sono venuti per il lavoro. Questo è stato il volano del boom industriale degli anni 60. Finché è durata, le cose sono andate bene.
Il comunitarismo è un fenomeno recente. Una crisi prima economica e poi culturale che investe i giovani (le seconde e terze generazioni) insieme a quelli sbarcati adesso più o meno legalmente.
Gli effetti di questo melange sono devastanti. L'obiettivo però è politico. Il comunitarismo con il suo portato di violenza e insicurezza blocca ogni movimento sociale autentico. Come hai potuto vedere oggi.
Poi parli di edilizia popolare e quartieri nord. Ma a nord di cosa ? Parigi, Marsiglia, Lille ? L'edilizia popolare non è fatta solo di cités, sai ? C'è anche il modello misto, con immobili di pregio che ospitano famiglie meno abbienti nei centri cittadini.
Come vedi le cose sono più complesse della semplificazione povero=vittima della società.
Direi che ci son tutte le occasioni per far assagiare loro la stessa medicina che ci hanno somministrato. Serve un lavoro di politica fine, purtroppo non so se ne siamo capaci,la Meloni,pur essendo ai miei antipodi,bisogna amettere che è del mestiere,speriamo voglia cogliere le occasioni.
Siamo d'accordo su un punto: è stato un disastro. E siamo d'accordo che complica i movimenti sociali. E siamo d'accordo che l'integrazione non ha funzionato. Ho vissuto a Marsiglia e ho lavorato ai quartieri Nord e ti assicuro che non è come dici tu, la violenza è un effetto della marginalizzazione e c'è molta ipocrisia in Francia. Se chiudi la gente in un ghetto e la molli lì, succede quel che succede. È stato un esperimento fallito. Ma questo non significa che devi prendertela con gente nata lì, vissuta lì, mollata lì.
Contemporaneamente a questo, però, resiste qualche barlume di sinistra storica e il tessuto sociale è nettamente diviso fra francesi autoctoni e francesi figli di colonizzati, in Francia da varie generazioni e mai veramente accettati.
Quindi la situazione è una bomba ad orologeria.
Perché tutto si regge sullo stato sociale, che Macron sta cercando da anni di smantellare senza riuscirci e ora prova la mossa finale, quella di entrare in guerra e dichiarare lo stato d'emergenza per arrivare al suo fine ultimo, che è quello dei gruppi finanziari che rappresenta.
La società però, tutta poggiata su sussidi e finanziamenti statali, resiste. E contemporaneamente a ciò, quella moltitudine di francesi figli delle colonie e mai accettati, ha covato odio e non vede l'ora di dar fuoco a tutto.
Saranno mesi decisamente interessanti.
Così avranno altro a cui pensare invece di fare i bellicosi
E magari desiderabile....se si realizza uno dei fronti bellicosi di questa Europa demenziale viene disinnescato dagli eventi
E quel ragazzo freddato dalla polizia era solo uno dei tanti che negli anni son stati freddati dalla polizia francese, tutti appartenenti alla categoria dei francesi non francesi.
Magari, prima di parlare, vivi nei posti e informati nei posti.
Vivo in francia da più di 15 anni. E questa gente la conosco. Come conosco il sottoproletariato urbano (sud Italia, per capirci).
Parli di razzismo ? La culla del razzismo in Francia sono le banlieues con le loro moschee e centri di propaganda salafita (soldi del Qatar). Oggi hanno dato fuoco ad un'altra chiesa in Bretagna, a Guengamp.
Francamente, lascia perdere. Tu ne fais pas le poids 😊
Questa la tua profonda analisi della Francia dopo 15 anni?
Nessuno ha obbligato i maghrebini a venire qui. Ci sono venuti per il lavoro. Questo è stato il volano del boom industriale degli anni 60. Finché è durata, le cose sono andate bene.
Il comunitarismo è un fenomeno recente. Una crisi prima economica e poi culturale che investe i giovani (le seconde e terze generazioni) insieme a quelli sbarcati adesso più o meno legalmente.
Gli effetti di questo melange sono devastanti. L'obiettivo però è politico. Il comunitarismo con il suo portato di violenza e insicurezza blocca ogni movimento sociale autentico. Come hai potuto vedere oggi.
Poi parli di edilizia popolare e quartieri nord. Ma a nord di cosa ? Parigi, Marsiglia, Lille ? L'edilizia popolare non è fatta solo di cités, sai ? C'è anche il modello misto, con immobili di pregio che ospitano famiglie meno abbienti nei centri cittadini.
Come vedi le cose sono più complesse della semplificazione povero=vittima della società.
E siamo d'accordo che l'integrazione non ha funzionato.
Ho vissuto a Marsiglia e ho lavorato ai quartieri Nord e ti assicuro che non è come dici tu, la violenza è un effetto della marginalizzazione e c'è molta ipocrisia in Francia. Se chiudi la gente in un ghetto e la molli lì, succede quel che succede.
È stato un esperimento fallito.
Ma questo non significa che devi prendertela con gente nata lì, vissuta lì, mollata lì.