La Chiesa, Elena di Troia e la ResponsabilitĂ  (pippone della Befana).

Senza polemica, una breve riflessione. Detto il Papa teologo per la profondità dottrinale del suo pensiero, Benedetto XVI fu anche solidale e vicino alla gente. Tuttavia lasciò il sommo incarico perché vide con chiarezza il PROBLEMA cui non poteva porre rimedio: cioè che la Chiesa non ha futuro e non è riformabile. Infatti Ratzinger non seppe (o non volle) opporsi ai Poteri forti politico-economici del mondo occidentale quegli stessi poteri che consentono l’apparato e la magnificenza e procurano alla Chiesa il seguito delle masse.
Sono convinta che la Chiesa sia destinata ad essere progressivamente annullata, proprio perché ha rinunciato a prendere partito, ha smarrito nei fatti la vocazione di Povertà e Giustizia e a stare dalla parte degli ultimi. Al contrario, la Chiesa oggi gode di tutti i vantaggi del sistema liberal-capitalistico-finanziario di mercato, quello che usa i diritti umani come arma ibrida. Forse Benedetto aveva capito che non esiste appello che tenga alla Responsabilità, finché la Chiesa resta radicata nel sistema.
Qualche barlume di atteggiamento riformatore lo abbiamo visto nei “gesti politici” di Papa Francesco: non ricevere Mike Pompeo quando Trump voleva intromettersi nella questione della nomina dei vescovi cattolici in Cina, qualche mezza parola sulle responsabilità della guerra in Ucraina, qualche mano tesa a Putin e alla Chiesa Ortodossa russa, l’incontro con l’Islam… Tutte cose che però non scalfiscono il pensiero unico dell’unipolarismo atlantico che tiene stretto il mondo in una morsa.
E adesso, perdonate l’eresia, arrivo alle rovine fumanti di Troia: davanti alle macerie c’è, statica e impassibile, Elena del pittore Gustave Moreau. Elena è una fissazione per Moreau, quasi quanto Salomé, la sua immagine si fa spesso incerta, talvolta perde il volto, l’ornamento decorativo scompare, fino a diventare espressione di un sogno trasformato in sofferenza. Elena è solo lo strumento, destinato a sopravvivere, di un fato di morte e distruzione. Eppure, nel momento in cui la Storia si avvera, ogni speranza, auspicio e progetto di vita diventano responsabilità. Immaginare e fare propositi vuol dire anche assumersi il peso della responsabilità. La disperazione è solo delle vittime.
Per ritornare a Benedetto, forse aveva capito che il mondo non si governa per mezzo della Teologia, bensì dovrebbe essere governato dalla Responsabilità, quella etica di Kant, intendo, senza scuse.

Maria Morigi, facebook

4 comments

Ahahah ridurre la Chiesa a Stato Pontificio e guerra coi boderi fordi. Dica a Maria Moriggi che fa ridere.
Salus animarum suprema lex
Ovviamente la signora Moriggi non sa di cosa parla.
Giacomo
Non sa minimamente ciò di cui parla. Analisi errata sotto tutti i punti di vista.
Invece c'è poco da ridere, anzi da piangere. E lo dico da cattolico romano. Che i cattolici si sentano immuni da colpe ed errori è la causa stessa del disfacimento della Chiesa. L'autrice ha individuato, pur con un taglio un po' cinico e senza pretese teologiche, la radice del problema, cioè che la Chiesa è parte integrante dell'attuale potere globale anticristiano, col quale condivide non solo il potere ma anche la filosofia. D'altronde che "il fumo di Satana" sia entrato nella Chiesa lo riconobbe proprio PaoloVI