L'ossessione per il cibo è una deriva attualissima degli italiani.
Nasce nei primi anni 2000, insieme all'esplosione dei programmi di cucina e al riflusso dell'impegno civile durante la fase centrale della seconda repubblica.
Una tradizione, quella della cucina, davvero inventata perché selettiva e calata dall'alto, in un processo riconoscibile per chi ha vissuto il mondo "prima".
La cucina delle mie nonne era una cucina molto sobria, fatta di zuppe di legumi e di minestroni (ecco: quante volte si parla di minestroni in tv e nelle disgustose tavolate di oggi?), di pane più che di pasta.
Aggiungo che a tavola non si parlava di altro cibo, ma di politica, di religione, di pallone, di persone presenti o meno. Insomma, della vita che si viveva.
Poi, i vecchi se ne sono andati. I nuovi vecchi sono i boomer, gli ex giovani. I nuovi adulti (noi) passavano più tempo fuori che in famiglia, e avevano già perso l'abitudine alla conversazione. Soprattutto, si sono tutti scoperti stanchi, senza più alcuna voglia di interessarsi agli altri, tutti ripiegati in sé stessi, nel proprio pelosissimo ombelico, pronti a dividersi e con violenza al primo tema "scomodo", dalle opinioni sull'agenda politica in voga all'identità sessuale delle proprie frequentazioni.
E si è finito a parlare di cucina per non parlare di nient'altro, anzi per non sentirsi più obbligati a dirsi qualcosa.
Per ubriacarsi di cibo e lasciarsi ammazzare dolcemente, mentre tutto fuori peggiorava.
Paese di merda ma, ancor di più, generazioni di merda.

Dario Biagiotti, facebook

10 comments

Fulvio
Consiglio " denominazione di origine inventata" di Alberto Grandi.
Pure questo Biagiotti sta a guardarsi il proprio peloso ombelico!
Scommetto che non sa coltivarsi due verdure in croce né sa riconoscere nessuna erba spontanea così, all'avanzare della carestia, potrà mangiarsi questo articolo.
Donatella
Tutto vero!!! Ritornata a vivere in Italia dopo 45 anni di assenza e questo fenomeno è evidentissimo. Questa passione per il cibo è una follia collettiva. Non si parla d'altro.
Aggiungo che i programmi di cucina sono gli unici che puoi vedere alla tv senza procurarti la nausea, quando mi impongono di accendere la tv metto quelli
A dire il vero io li guardo a tavola solo per non vedere i tg, verso cui urlo continuamente per le bugie....quindi per non rovinarmi il fegato e rovinate sistematicamente la cena agli altri . Tra l'altro discutiamo anche su quello!
E, da over 50 resistente, un cavolo che mi sono lasciata sottomettere.....
Non guardo TV da 15 anni ormai...solo a tavola
E non e l’ unica ossessione...cibo...sport...viaggi...moda...automobili...sesso...tutte volte a distrarre totalmente dalla realtà chi di fa assorbire dalla “passione” di turno.
L’ importante e sentirsi appagati da la passione che ci brucia dentro che assorbe le nostre vita a discapito del tempo .della famiglia ,del lavoro .del denaro e naturalmente della realtà...realtà che alla fine prepotentemente viene sempre a sbatterci contro.
Naturalmente in nome di queste passioni la maggiorana...non tutti eh...si sono immolati al salvifico vaccino, sia mai non poter andare più al ristorante/viaggiare/giocare a padel/in palestra/in discoteca...e no questo mai se no che vita di merda è???
paxvobiscum Palermo
Questa cosa è una gran cazzata. Aggredire una generazione serve a sostituire con uno scontro orizzontale quello che dovrebbe essere una lotta verticale, tra classi. I liberisti ringraziano.
Mah.

Nei paesi dove non si cucina, come oramai in gran parte dell'Occidente, si mangia merda industriale fatta di carboidrati ed olii di semi, un disastro metabolico in confezioni dalle etichette colorate.

Le nonne mangiavano zuppe di fagioli perché quello avevano, i ricchi mangiavano bistecche e polli arrosto. Da sempre.
Ma ora si pubblica ogni riflessione"sovversiva"da facebook?
Che trovo per buona parte una gran stronzata.
Me ne abbia pure il signor Biagiotti : l'ossessione per il cibo la vede solo lui, che saper cucinare ormaiè appannaggio di una minoranza,ed i "saltinpadella"regnano sovrani in cucina assieme alle pizze surgelate.
In famiglia parliamo di tutto(compreso di cucina, constatando in quanti ormai NON sanno cucinare)e facciamo spesso zuppe e minestroni.

Del resto pur di dare fiato al malcontento la gente parla più volentieri su facebook che in famiglia.
Come il saggio Biagiotti forse sa bene
Intere generazioni ripiegate sui 7 vizi capitali e sui vizi del capitale