REFERENDUM NO GREEN PASS: cosa ne pensa Lillo Massimiliano Musso?Da poche ore è stato annunciato il Referendum No Green Pass, che mira ad abrogare gli ultimi decreti legge del Governo. Su Byoblu abbiamo dunque deciso di affrontare l’argomento dando spazio alle opinioni di alcuni tra i protagonisti più stimati dai cittadini che si oppongono alle misure di restrizione della libertà. Ecco l’opinione dell’avvocato
Lillo Massimiliano Musso.
#referendumNoGreenPass
https://go.byoblu.com/MussoSuReferendum
SE IL "PENNUTO" È FAVOREVOLE CIÒ VUOL DIRE CHE NON È DA FARSI
Grazie PENNUTO per aver parlato!
Roberto Nuzzo
State solo facendo danni all’interesse comune senza cognizione di causa.
Capiamoci.
Il referendum potrebbe essere ad aprile.
A quel punto il GP potrebbe essere in vigore o meno: il regolamento europeo lo consente fino al 2022.
A seconda della situazione si potrà decidere se rinunciare al referendum nel caso non sia più necessario.
Ma l’aspettò più rilevante è il fatto che, una volta raccolte le firme e sottoposto alla valutazione di correttezza costituzionale, tutte le televisioni dovranno per legge adeguarsi a disporre spazi in par condicio di rappresentanti e comitati per il si e per il no.
Il referendum (che probabilmente non arriverà mai alla votazione), potrà essere un cavallo di Troia per le emittenti televisive, che finalmente dovranno occuparsene.
Questo sembra essere lo scopo più significativo, non è il mero risultato, ma gli strumenti che avremmo nel frattempo.
Questo la gente non lo sa, perché non conosce la normativa sui referendum.
Le azioni giudiziarie serie, cioè che abbiano possibilità di riuscita, vadano coltivate (ci sono errori di procedura, categorie che non vanno comprese nell’obbligo, provvedimenti lacunosi che consentono di annullare o ritardare le sospensioni) ma sono casi specifici e circostanziati.
Ciò non esclude un’azione di resistenza collettiva con la possibilità di mettere piede in tv da parte di persone di grandissima levatura.
Nel comitato organizzativo ci sono l’Avv. Olga Milanese del Foro di Salerno, Prof. Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, già vice presidente del Comitato nazionale per la Bioetica, Prof. Francesco Benozzo, docente di Filologia romanza all’Università di Bologna; nel comitato dei saggi, Prof. Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione, Prof. Ugo Mattei, docente di diritto civile all’Università di Torino, Prof. Alberto Contri, ex presidente della Fondazione Pubblicità progresso, Carlo Freccero, giornalista ed ex consigliere di amministrazione RAI.
Almeno quattro mesi in cui la legge obbliga le televisioni a dare spazio ai promotori potrebbe portare addirittura alla vittoria, se dovesse avere luogo.
Avremmo mesi per parlarne.
Considerate che nel frattempo ci saranno altri effetti collaterali, gente che non vuole la terza dose, ristoratori incazzati, persone vaccinare con GP in scadenza: in 4 mesi si possono fare grandi progressi sul fronte dell’informazione televisiva che ora ci è preclusa.
Il referendum NON LO VOGLIAMO!!!!
🔽 Unisciti a Giubbe Rosse