L’Italia di Fronte al Superbonus e al Debito PubblicoIl Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di Economia e Finanza (Def) per il 2024, delineando una panoramica economica che riflette le sfide presenti e future dell’Italia. Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha enfatizzato la necessità di ulteriori tagli di spesa in risposta all’aumento del debito pubblico, notevolmente influenzato dal Superbonus edilizio. Nonostante la revisione al ribasso della crescita del PIL all’1% per il 2024, rispetto all’1,2% previsto nella Nadef, il debito pubblico rimane al di sotto del 140%, attestandosi al 137,8% per l’anno in corso.
Il Def di quest’anno si concentra esclusivamente sulle previsioni tendenziali, basate sulla legislazione attuale, senza includere il quadro programmatico. Questo approccio è stato concordato con Bruxelles e segue un modello che altri paesi europei stanno prendendo in considerazione. Il governo difende questa scelta, mentre le opposizioni e la Cgil esprimono preoccupazione, quest’ultima definendo il Def una “scatola chiusa” e richiedendo garanzie sul mantenimento del taglio del cuneo fiscale.
Il deficit tendenziale per l’anno in corso è fissato al 4,3%, con una previsione di riduzione al 3,7% nel 2025 e al 3% nel 2026. Tuttavia, il debito pubblico è previsto in aumento progressivo fino al 139,8% nel 2026, con una riduzione attesa solo nel 2027. Questa tendenza è attribuita all’impatto “pesante” del Superbonus, che ha generato un considerevole onere finanziario per il bilancio dello Stato. I
l valore del Superbonus è stato stimato in 85 miliardi di euro a cui vanno aggiunti gli altri sgravi fiscali per l’edilizia per un totale di circa 210 miliardi di euro. Questa somma si scaricherà progressivamente sul debito pubblico almeno nel corso del prossimo triennio, ma forse anche di più.Giorgetti ha sottolineato la resilienza dell’economia italiana, con un mercato del lavoro solido e un’inflazione contenuta che potrebbe giustificare un possibile allentamento dei tassi di interesse da parte della BCE. Tuttavia, il Superbonus rimane una fonte di preoccupazione per il Ministro, che aspetta una decisione da Eurostat sulla classificazione dei crediti relativi ai bonus edilizi e non esclude ulteriori interventi normativi. Inoltre, c'è il taglio del cuneo fiscale confermato nella Legge di Bilancio 2024 prevede uno sconto sui contributi per i lavoratori dipendenti, con un esonero contributivo del 7% fino a 25.000 euro di retribuzione annua e del 6% fino alla soglia dei 35.000 euro.
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