Alex Pineschi muore in guerra in Ucraina a 42 anni. Ex Alpino, contractor, istruttore militare e scrittore, era diventato noto anni fa come il primo italiano partito volontario per combattere lâIsis al fianco dei Peshmerga curdi in Iraq. Una figura controversa, estrema, lontana dalla narrazione tradizionale del soldato: non un militare âdi carrieraâ rimasto dentro le istituzioni, ma un uomo che dopo lâEsercito aveva scelto di continuare a vivere dentro i conflitti.
Secondo le prime ricostruzioni, Pineschi sarebbe stato ucciso il 23 maggio sotto il fuoco russo durante una missione nella zona di Liman, mentre operava con unâunitĂ speciale ucraina legata alle operazioni con droni. Il corpo sarebbe stato recuperato nelle ultime ore.
Originario di La Spezia, aveva servito negli Alpini prima di lasciare lâEsercito italiano. Nel 2014 era partito per il Kurdistan iracheno durante lâavanzata dellâIsis, combattendo tra Kirkuk e Mosul. Da quellâesperienza nacque anche il libro âPeshmerga. Di fronte alla morteâ, diventato noto negli ambienti legati alla sicurezza e ai conflitti internazionali.
Negli ultimi anni aveva fondato a Pavia unâaccademia specializzata in tiro difensivo e sicurezza personale. Poi, ad aprile, la nuova partenza: lâUcraina, le operazioni speciali, i droni, la guerra vera. Fino allâultima missione.
Una storia che riapre anche il tema dei volontari stranieri nei conflitti moderni: uomini che scelgono di lasciare tutto per combattere guerre non loro, spesso lontano da qualsiasi tutela ufficiale