Fanno tenerezza le proposte per dare più soldi a quel settore o a quell'altro. Quello che qui non si vuole capire è che i cosiddetti "ristori" hanno un senso nel breve periodo ma poi bisogna ritornare a produrre. Il problema è che qui non si vede la fine, anzi, la Commissione Europea sta già trattando i vccn per il 2022 e per il 2023. Quindi continuerà la logica del "tampona, vccna e chiudi" fino al 2023 almeno.
Al di là dei costi francamente insostenibili ciò che ne risulta è l'impossibilità a riprendere un sentiero di crescita. Sfortunatamente in un economia basata sulla finanza (e dunque sul tasso d'interesse) ciò comporta il rendere sempre più insostenibile il sistema: ristorare significa solo spostare l'asse del rischio dal settore privato al settore pubblico.
E noi in Italia siamo già ampiamente oltre qualunque logica di sostenibilità del nostro debito pubblico, ormai volato al 160% per il 2020 e Dio solo sa dove arriverà nel 2021 considerato che le previsioni del Mef sul bilancio sono totalmente campate in aria: non sanno né quante siano le aziende efficienti e quelle che sono morte, ergo non possono fare previsioni serie sul gettito, peraltro non sanno manco come siamo messi sul lato delle spese.
Semplicemente quando la Bce smetterà di acquistare debito pubblico andiamo in crisi e verso qualche forma di default selettivo (nella migliore delle ipotesi), ovvero saremo chiamati a pagare con i risparmi tutte le munifiche spese che stanno sostenendo. E chi soldi non ne ha pagherà comunque con la diminuzione delle prestazioni del welfare. Niente, siamo un paese molto molto povero. Così ci hanno ridotto. Stanno solo dando un calcio al barattolo.
Cosa possiamo fare? Studiatevi qualcosa per quanto potete. Quello nessuno ve lo può rubare.

3 comments

In compenso pare che verrà distribuito gratuitamente il libro di speranza "come guariremo". "Maestà il popolo muore di fame, non c'è più pane":
"non c'è più pane? Dategli il mio libro".
Francesco
Uscire dalla truffa del debito pubblico
Però va detto che tutta la normativa ( e non legislazione) restrittiva è ancorata sullo stato d’emergenza che scadrà inderogabilmente entro il 31 gennaio 2022 ( termine ultimo). Ciò che mi inquieta è cosa si inventeranno per aggirare tale limite