Il problema è che, come ogni strumento tecnico, non è assoluto e illimitato, ma concreto e parziale, dunque se lo hai tu, lo potrebbe avere anche quello che sarebbe meglio disintegrare. Il disintegratore dunque potrebbe diventare il disintegrato ed entrambi un mucchietto di cenere. Non c’è dunque strumento tecnico che sia la soluzione per universale necessità del mondo. Ma soprattutto ciò mostra quello che gli antichi sapevano (lo sapevano gli indiani col mito di Arjuna; lo sapevano i greci col mito di Artemide e Atteone) il cacciatore diventa cervo, si trasforma nel suo opposto, perché l’orizzonte del mondo non contempla una logica lineare e unidirezionale. Quello che oggi è A domani diventa non A; non esiste strumento tecnico che risolto un problema non ne generi uno eguale e contrario.Oggi che siamo all’apice di un mondo che ha fatto, travisando il concetto, della razionalità l’idea stessa del bene, l’unica cosa nella quale possiamo sperare è non si dissolva in fungo atomico e che accetti il limite, ovvero che non su di noi possiamo contare, ma sul vero, che come tutti sanno è il nascosto che si cela dietro quello che ci appare e ci confonde, ma del quale non possiamo parlare, come sosteneva Platone, se non attraverso un racconto verosimile per approssimazione ma mai capace di dirci il senso compiuto di quanto abbiamo vissuto. Non possiamo che continuare a cercare e immaginare. Ma lo possiamo fare solo se smettiamo di credere che pensare è risolvere problemi.

Alfredo Morosetti, facebook

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Ogni eccesso genera il suo opposto, anche quando è finto, come l'amore, la democrazia e il benessere che dovrebbero caratterizzare la società occidentali.