LA FINE DI UN MONDO
Quanto sta avvenendo non mi stupisce. Insieme a molti altri avevo fin dall'inizio capito che la tentazione di trasformare l'emergenza sanitaria in un'occasione per distruggere tutte le garanzie democratiche sarebbe stata irresistibile. Non sono quindi deluso nè dalla classe politica - da cui non mi aspettavo nulla - nè da quella intellettuale - la più corrotta e conformista del mondo - nè dal popolo. Ogni giudizio sul comportamento di quest'ultimo non può che partire da una valutazione radicalmente pessimistica sulla natura umana. Gli uomini, come insegna il Machiavelli, sono simulatori, dissimulatori, cupidi di guadagno, fuggitori dei pericoli e sdimenticano prima la morte del padre della perdita del patrimonio. Questa è la dura realtà.
Non sono deluso, perchè non mi sono mai illuso.
Devo nondimeno dire che mi è difficile rimanere impassibile. E' vero. Fin da quando ho l'età della ragione, insieme a molti altri, non ho fatto che denunciare come probabile e imminente un esito di questo tipo. Lo ho fatto in modo spesso ingenuo, individuando dei nemici sbagliati e degli amici che lo erano ancora di più, ma ho sempre avuto ben presente che una svolta autoritaria fosse nelle cose. Che un ciclo storico si avviasse al compimento.
Ora che tutte le più pessimistiche previsioni si stanno avverando, guardo desolato alla cancellazione della costituzione, alla sovversione delle regole democratiche, all'asservimento della stampa, alla violenza contro i diritti e il lavoro, allo spaventoso conformismo della casta intellettuale, all'acquiescenza dei cittadini, all'incoscienza dei giovani, che barattano la loro libertà per uno spritz hour.
E' difficile restare ad occhi asciutti quando una civiltà - la propria - va a fuoco. Il futuro, naturalmente, riserverà altri conflitti . La storia non finisce. La memoria di noi che abbiamo resistito in queste condizioni difficilissime ispirerà sicuramente nuove lotte. I vincitori di oggi non devono dormire sonni tranquilli.
Resta il fatto che il mondo di prima non tornerà più. E quando muore il mondo che ci ha cresciuti, un po' si muore dentro anche noi.

(Dalla bacheca Facebook di Silvio Della Torre)

1 comment

rosalba
😢Tristemente vero