LA FINE DEL PENSIERO LOGICO E LA DITTATURA DELLE EMOZIONI

Niente può più essere bianco, o nero, non sono più accettabili giudizi netti e circostanziati: tutto deve essere sempre arcobalenato e caramelloso, come quegli enormi lecca lecca cancerogeni che si vendono alle fiere di paese. Chi segue un pensiero logico, è pericoloso, non solo per l’establishment, ma anche per l’equilibrio interiore di chi lo ascolta…

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4 comments

Oltre al pensiero logico bisognerebbe attivare l'istinto, la parte spirituale (non religiosa) che molte volte e' superiore alla logica, anche sembrando irrazionale, ma che ti fa 'percepire' cio' che piu' si avvicina alla verità..
Questo è un bell'articolo... Come non ne leggevo da un po' e che sottoscrivo in toto... Rispecchia fedelmente quello che vedo coi miei occhi tutti i santi giorni... Perfetto, generale, come un passepartout che va bene per ogni cosa...calza a pennello senza nemmeno entrare nel merito di questioni... Universale... 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
Sara Menichelli
Niente di più vero...
Buongiorno,
nel 1973 un illuminato di nome Fabrizio De Andrè ci donava un albun
con il nome “Storia di un impiegato”.

Questo album è molto attuale, ma c’è
un brano che titola “Sogno numero 2” che è meglio rileggere.


Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.
Tu non sapevi di avere una coscienza al
fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa
della loro celebrazione.
E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo più
eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.
Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.
Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?

La differenza che c’è tra il 1973 e
oggi è: che nel 1973 le classi sociali, escluse quelle dominanti
erano unite, quando scendevano in piazza gli operai scendevano anche
gli studenti e anche gli impiegati.
Il popolo era solidale e quindi mandava
precisi segnali alle classi dominanti.
Oggi dopo circa quarant’anni di
neoliberismo ci troviamo svuotati dai principi fondamentali
dell’essere popolo. Le classi dominanti ci hanno diviso, ci hanno
resi schiavi del “progresso”, siamo diventati individualisti e
qualunquisti. Giorno dopo giorno ci hanno tolto un po' di libertà.
Oggi le classi sociali si stanno trasformando in caste. Ci troviamo
nell’angolo all’interno di un libro che le classi dominanti
stanno per chiudere. Abbiamo il dovere per noi e per le generazioni
future di impedire la chiusura di quel libro.
Incominciamo con piccole cose, per
esempio abbandonare le Big Tech (Amazon), le Big Food (Glovo), alcuni
social (Facebook), i sistemi operativi proprietari (Microsoft) e
tutto quello che da alle classi dominanti la possibilità di
controllo sulle persone.
Lo hanno detto “il popolo deve stare a
margine della democrazia” Mario Monti
Stiamo vicino a chi protesta. Stiamo
uniti, ritroviamo l’umanità perduta altrimenti la nostra società
(occidentale) sarà perduta.

Virginio Ferrarini