Epstein non è nato al potere. Non era figlio di un miliardario, di un senatore o di un uomo d'affari. Era figlio di un giardiniere e di una segretaria scolastica. Eppure, in qualche modo, è diventato il fulcro di una delle reti di ricatto e influenza più estese della storia moderna.
Come fa un uomo a passare dall'oscurità al potere globale?
Come fa qualcuno senza laurea, senza pedigree e senza risultati visibili a entrare nei più alti livelli della finanza, della politica, del mondo accademico e delle élite internazionali?
Se si fosse trattato solo dell'opera di un singolo criminale, il sistema lo avrebbe annientato immediatamente. Invece, lo ha protetto... per decenni.
Il potere in questo mondo non risiede nei parlamenti o alla Casa Bianca. Opera a porte chiuse, attraverso agenzie di intelligence, istituzioni finanziarie e reti irresponsabili che non compaiono mai sulle schede elettorali. I nomi cambiano. I presidenti ruotano. La macchina rimane.
Ci viene detto che viviamo in democrazie. Eppure, ancora una volta, vediamo che il vero potere non ha a che fare con elettori, leggi o limiti morali.
Epstein non era la malattia. Era un sintomo.
E la domanda più inquietante di tutte è questa: se questo sistema esiste e tutte le prove lo suggeriscono, la gente comune ha il potere di smantellarlo, o siamo solo pedine in giochi progettati ben al di sopra delle nostre capacità... DW

8 comments

IL TALE E' ARRIVATO DOVE E' ARRIVATO PER DUE MOTIVI : AMBIZIONI SMISURATE; ZERO SCRUPOLI. IN UN MONDO NORMALE SAREBBE UN CASO PSICHIATRICO. NON È POSSIBILE SMANTELLARE QUESTO SISTEMA SENZA UN BAGNO DI SANGUE SENZA PRECENDENTI.
Epstein è stato uno strumento del sionismo per controllare, ricattare, chi ha le redini del potere e quindi dirigerlo verso i loro interessi.
Difficile se non impossibile che il vero potere abbia a che fare con elezioni e suffragio popolare, se non nella misura e fino al punto in cui il consenso dei piú non sia stato manipolato e direzionato opportunamente da coloro che hanno il potere vero a propria disposizione e saldamente nelle proprie mani. Se esistono delle eccezzioni, naturalmente, ben vengano peró. Epstein evidentemente era, ammesso e non concesso che sia veramente morto, l'elemento fidato del potere vero. Assieme ad un connaturato e incontrollabile istinto alla perversione e al crimine era sicuramente provvisto della sufficiente furbizia che lo vincolava, magari e sicuramente mediante riccatto, a non tradire chi gli stava sopra, procurandogli quindi gli agi corrispondenti proprio in cambio dell'esecuzione dei crimini che gli erano commissionati di volta in volta. E tutto il 'lavoro' di Epstein era chiaramente e obbedientemente eseguito su commissione di un potere vero che stava piú in alto, e che cosí si ritrovava in mano il 'matriale' per riuscire a estorcere e ricattare i 'clienti' adescati dalla loro maitress sotto le sembianze di un perverso impiegato.
La seconda che hai detto
Seconda ipotesi
In effetti è troppo scontato per i media che fosse il solo ed unico colpevole di questa rete criminale denunciata anche la cinema, tanto che Jeffrey Epstein e Stanley Kubrick potrebbero avere molte cose in comune se si guarda con più attenzione ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto l’imprenditore e l’ultimo film del regista...
https://dubitoergosum.it/2024/11/06/jeffrey-epstein-e-stanley