Il conflitto in corso nel Golfo Persico è di natura diversa rispetto alla guerra dei 12 giorni del 2025 a causa della morte dell'Ayatollah Khamenei che la trasforma in uno scontro di civiltà tra Occidente e Iran. Una guerra che però nasconde un altro scenario: quello della lotta per la sopravvivenza degli USA come impero.
di Giusppe Masala per l'AntiDiplomatico
Sono troppo ottimista?
Forse.
Il punto dolente è che l'Iran è solo, Cina e Russia forniscono supporto e armi, forse, ma non stanno agendo come potrebbero e dovrebbero per respingere Israele e ridimensionarlo.
Questo è il punto debole dei Brics, se non c'è mutua assistenza fino in fondo, è solo un castello di carte.
Lo abbiamo visto col Venezuela. Se l'Iran cade in mano sionista, Cuba sarà la prossima e poi c'è l'India che è un paese molto facile da destabilizzare visti i problemi con il Pakistan e visto che comunque è dentro un mondo finanziario anglosassone per motivi di eredità storica.
Quindi a questo punto tutto si deciderà in Iran.
Se cade l'Iran, i Brics sono finiti.
Se invece Israele e Usa se ne tornano nei loro paesi con la coda fra le gambe, è l'inizio di un nuovo mondo.