Spero sia solo strategia per tenere insieme il centro destra prima delle elezioni... diversamente sarà un altro fallimento, anche Gasperini secondo me ha la stessa visione e non so se mi cascano le braccia...
Massimo
Spero anch'io sia strategia o, più semplicemente, una non conoscenza dell'argomento da parte del Generale che ha risposto in modo affrettato. Non dimentichiamoci che anche lui, come tutti, subisce la propaganda neoliberista e qualche strafalcione può uscire...
Cristian
Ma davvero avete pensato che Vannacci fosse diverso dagli altri??? Bluff fin dalla sua comparsa!
Daniele Basso
Si faccia guidare dai ragazzi di Indipendenza confluiti in FN o da Gasperini su questi temi che ne sanno più di lui
Vannacci è un Grillo che ce la vorrebbe fare (e probabilmente ce la farà). Ma da un punto di vista politico FN è uguale al M5S: uno specchietto per allodole. Avvocato Mori si ravveda!
Ma santo Dio comincio a pensare che anche mori sia in malafede.....come si fa a non capire che siamo di fronte ad un'altra figura messa lì per togliere voti agli antisistema???? Come fu Salvini come si e' dimostrata la meloni.....di FN ce n'è una e non e' Vannacci.....Forza nuova
Comunque è più complicato di così, il "debito pubblico" è una parte della moneta che viene "congelata" per agire sul tasso di interesse (come disse Abba Lerner). Ma questo "debito pubblico" non deve essere per forza la somma dei deficit fatti di anno in anno. Lo Stato è liberissimo di fare deficit senza emettere titoli di Stato. Sono due leve macroeconomiche separate. Comunque va be', forse pretendo troppo.
Verissimo. Ma chiaramente qui dovevo essere sintetico sul punto dell’assurdità di demonizzare l’idea di debito sovrano. Che poi si debba smettere di dare rendite agli speculatori e comprendere che lo Stato non ha bisogno di loro per creare moneta è altro discorso ancora.
Non credo che i titoli di Stato siano così attraenti per gli speculatori rispetto agli obbrobriosi strumenti finanziari che ci sono oggi. Invece coi titoli di Stato lo Stato è price setter e fissa il rendimento dell'attività priva di rischio. E finché esiste un settore bancario privato con un mercato del credito, lo Stato deve poter influenzare almeno il tasso di interesse, perché il tasso privo di rischio ancora l'intera struttura dei tassi. Un deficit ha due effetti distinti: aumenta la domanda aggregata (e con essa le riserve nel sistema) e spinge i tassi verso il basso. Il primo si regola con la tassazione, che riduce il reddito disponibile e frena la domanda; il secondo con l'emissione di titoli, che drena riserve e riporta il tasso al livello voluto. Così si hanno tre leve (spesa, tasse, titoli) per due obiettivi (domanda aggregata e tasso di interesse), e non si deve sacrificare un obiettivo per l'altro. Resta il fatto che oggi, con la remunerazione delle riserve, il tasso a breve si può fissare anche senza titoli, quindi la terza leva conta soprattutto per la parte lunga della curva.
Alberto La Qualunque
Uannacci sta all'economia come Parenzo sta alla simpatia
Avvocato Mori si ravveda!
Invece coi titoli di Stato lo Stato è price setter e fissa il rendimento dell'attività priva di rischio. E finché esiste un settore bancario privato con un mercato del credito, lo Stato deve poter influenzare almeno il tasso di interesse, perché il tasso privo di rischio ancora l'intera struttura dei tassi.
Un deficit ha due effetti distinti: aumenta la domanda aggregata (e con essa le riserve nel sistema) e spinge i tassi verso il basso. Il primo si regola con la tassazione, che riduce il reddito disponibile e frena la domanda; il secondo con l'emissione di titoli, che drena riserve e riporta il tasso al livello voluto.
Così si hanno tre leve (spesa, tasse, titoli) per due obiettivi (domanda aggregata e tasso di interesse), e non si deve sacrificare un obiettivo per l'altro. Resta il fatto che oggi, con la remunerazione delle riserve, il tasso a breve si può fissare anche senza titoli, quindi la terza leva conta soprattutto per la parte lunga della curva.