MINORI CHE INTRAPRENDONO L’ITER PER CAMBIARE SESSO: IL FENOMENO SOMMERSO DEI “DETRANSITIONERS”

Si parla molto di diritti LGBTQ in questo periodo anche per quanto riguarda i giovanissimi. Da relativamente poco tempo In Italia esistono delle strutture che accompagnano i minori a cui è stata diagnosticata la disforia di genere, in questo percorso attraverso la somministrazione di farmaci che bloccano lo sviluppo puberale. Ma cosa succede quando una volta diventati grandi questi ragazzi si accorgono che la transizione non era davvero quello che volevano per stare bene con il loro corpo? In Italia se ne parla molto poco, ma negli USA e in UK il fenomeno dei “detransitioners” esiste ed è forse troppo poco tenuto in considerazione nella lotta all’uguaglianza tra sessi.

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Flo Flo
E da anni che combatto per questo...se nasci femmina rimani femmina o viceversa. Dio non ha sbagliato a creare l’essere umano.
Ma questo gente e veramente folle .
Ci sono individui XX e individui XY dal nome dei cromosomi presenti in tutte le cellule, se riescono a cambiare i cromosomi in tutte le cellule si può dire di aver cambiato sesso, altrimenti qualcosa sarà sempre incompleto.
maledetti infami pedofili
Chiara
Si chiama DISFORIA DI GENERE ed è sempre esistita. Si tratta di una condizione del cervello che non si identifica con il sesso biologico.
Ci si sente letteralmente intrappolat* e rifiutat* se la cosa non viene accolta.
Non è una fase.
Non è una moda.
Si soffre e ci si deprime fino a togliersi la vita nei casi più estremi.
Chiara
La letteratura è lì per tutti, si trova in biblioteca, su internet... non serve che io scriva qualcosa in merito per legittimare anni di studi antropologici e psicologici. Gli Inuit hanno una cultura aperta in merito e riconoscono il fenomeno con rispetto. Idem per molte altre culture. Nell'800 erano pieni i salotti...
Telejack
Natura non fecit saltus.
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Questo è il principio.
Tradotto : "niente in Natura è bianco o nero.
È proprio il rispetto della diversità tra ciascuno di noi che dovrebbe essere il principio fondamentale.
Purtroppo mi sembra che invece da entrambi le barricate si tenda a catalogare in modo semplicistico.
Da una parte maschi e femmine per attributi sessuali fisici,dall'altra per tendenze comportamentali, ma sempre con lo schema maschi_femmine.
Da una parte la schematizzazione vieta di cambiare sesso, dall'altra lo incentiva, se si è psicologicamente meno omologati.
Così in ogni caso ti vogliono vedere rosso o verde, mentre tu sei una sfumatura intermedia.
Tradotto per far capire la mia opinione.
Quante donne preferiscono un uomo meno macho e quanti uomini una donna un po' più masculina.
Non c'è da stupirsi.
E così una infinità di sfumature omo e etero sessuali.
Non capisco questo accanimento a "incasellare", quando la natura non ha nessuna intenzione di farlo.
Ma noi siamo più furbi. Tutti quanti, quelli da una parte e quelli dall'altra.
Mia opinione.
L'importante è il rispetto della peculiarità.
Anche perché nella vita la singola persona evolve. L'avrete notato anche su di voi?!
Andrea Collu
Chiara
La letteratura è lì per tutti, si trova in biblioteca, su internet... non serve che io scriva qualcosa in merito per legittimare anni di studi antropologici e psicologici. Gli Inuit hanno una cultura aperta in merito e riconoscono il fenomeno con rispetto. Idem per molte altre culture. Nell'800 erano pieni i salotti...
Per quanto riguarda gli Inuit ho trovato che assegnano un sesso al neonato in base a quello della persona che credono si sia reincarnata in lui. Scusa, ma a meno che non abbiano tutti capacità spiritiche encomiabili, mi sembra un crimine verso i bambini. Per cui se un genitore facesse credere al figlio di essere un tacchino, bisognerebbe assecondare questo condizionamento e festeggiarci il Ringraziamento?
Chiara
Andrea Collu
Le fonti in questione determinano il fenomeno come malattia mentale. Intendevi questo? Perché altro non ne trovo.
Quali fonti? Le prime due che trovi che catalogano tutto come malattia mentale? Oppure fonti tratte dalla letteratura e dalle esperienze dei genitori che hanno avuto il coraggio di lottare per i propri figli? Guarda le loro testimonianze e non fermarti a quello che la subcultura cattolica italiana definisce come parametro universale di etica... Non è una fase, non è una moda, non è un'imposizione o un plagio. È una realtà che, biologicamente, accade e che mette alla prova.
Luciana Zighetti
Non si può e non si deve andare contro natura La natura non va confusa con il vizio
Gino Celletti
L'uomo sapiens fa schifo, da sempre
Non c’è niente da fare ormai l’arroganza dell’uomo è arrivata a rivoltarsi contro la natura fino all’estremo.Stiamo andando meritatamente verso l’autodistruzione dell’essere umano.
Ma che vadano tutti a cagare..speriamo che sto vaccino ci lasci solo gli intelligenti- incazzati...per me il resto può morire malamente
Chiara
Andrea Collu
Scusa tanto, ma se un genitore induce il figlio a immaginare un sesso diverso dal proprio è ovvio che non testimonierà contro sé stesso e la presenterà come una lotta da portare avanti. Sarebbe come se un giudice, ogni volta che un imputato si dichiarasse innocente, lo assolvesse senza discutere.
Dunque, forse non mi sono spiegata, non è il genitore che induce o propone libertà di scelta sul genere come dono di espansione mentale. È il figlio o la figlia che si oppongono con tutte le loro forze a essere identificati nel genere corrispondente al sesso biologico. Significa che il loro cervello non riconosce il sesso biologico e si identifica con il suo opposto. E non basta stroncare le cose sul nascere, questo tipo di conflitto è identitario e si ripresenta sempre, finchè la persona non viene lasciata libera di scegliere il genere a cui sente di appartenere. Io a due anni sapevo benissimo di essere una femmina e mi ci sentivo! Il mio genere era corrispondente al mio sesso biologico. Prova a immaginare il contrario di quella sensazione di identità, quella è la disforia di genere. Una condizione mentale potente perchè mina le basi della percezione identitaria ed è costante nel tempo. Basta informarsi, ci sono famiglie che descrivono la lotta estenuante anche solo per accettare di cambiare i pronomi in casa.
Dev'essere terribile per una persona vivere costretti in un corpo alieno...
Ascoltate Elisabetta frezza su byoblu ....questa è la punta dell'iceberg
Andrea Collu
Chiara
Dunque, forse non mi sono spiegata, non è il genitore che induce o propone libertà di scelta sul genere come dono di espansione mentale. È il figlio o la figlia che si oppongono con tutte le loro forze a essere identificati nel genere corrispondente al sesso biologico. Significa che il loro cervello non riconosce il sesso biologico e si identifica con il suo opposto. E non basta stroncare le cose sul nascere, questo tipo di conflitto è identitario e si ripresenta sempre, finchè la persona non viene lasciata libera di scegliere il genere a cui sente di appartenere. Io a due anni sapevo benissimo di essere una femmina e mi ci sentivo! Il mio genere era corrispondente al mio sesso biologico. Prova a immaginare il contrario di quella sensazione di identità, quella è la disforia di genere. Una condizione mentale potente perchè mina le basi della percezione identitaria ed è costante nel tempo. Basta informarsi, ci sono famiglie che descrivono la lotta estenuante anche solo per accettare di cambiare i pronomi in casa. Dev'essere terribile per una persona vivere costretti in un corpo alieno...
No, sono io che non mi sono spiegato: non hai garanzie che i genitori (o qualunque altra persona) non abbiano condizionato i bambini. La disforia è ritenuta un fenomeno culturale, ciò implica influenze esterne. Se vuoi contraddire tu la letteratura in merito dovresti portare delle prove, non articoletti su ipotetiche famiglie che non sanno nemmeno cosa sia successo.