SIAMO PRONTI PER LA NUOVA CAMPAGNA DI RUSSIA? E così Lucio Caracciolo, direttore di “Limes”, rivista di geopolitica, rompe il tabu. Oggi sulla “Stampa” scrive che se la Nato non scende in campo, Kiev perderà la guerra. L’invio di armi agli ucraini non basta più, bisogna considerare l’invio di nostre truppe in Ucraina. Gli Occidentali, secondo Caracciolo, non devono cadere nell’illusione di congelare lo scontro per inventare una convivenza pacifica fra russi e ucraini, il conflitto è ancora caratterizzato da squilibrio e se continua questa deriva, se la guerra insiste su questo “piano inclinato”, non resterà, prima o poi, che considerare l’invio di nostre truppe in Ucraina. Le parole di Caracciolo non sono quelle di un analista di geopolitica che delinea eventuali scenari futuri, sono le parole di un fautore dell’intervento militare diretto, con le nostre truppe. Parole gravi che non esprimono solo il punto di vista di un direttore della carta stampata, ma gli “umori” che stanno sempre più montando all’interno della Nato (Usa), della quale noi siamo diventati i più servili esecutori. Il governo Meloni, alla faccia del sovranismo proclamato, svende completamente i nostri interessi nazionali alla bramosia aggressiva dell’apparato militare americano, che ha preparato da anni questo scenario, nell’intenzione di mettere sotto scacco la Russi. La quale non ha fatto altro, costretta, che limitarsi a intervenire in Ucraina per mettere in sicurezza non solo i suoi confini ma la sua stessa esistenza. Con gli ucraini utilizzati come carne da cannone dagli americani, che in quanto a “umanità” non hanno nulla da insegnare. Sul fronte politico interno non si muove foglia, tutti allineati al diktat atlantista, se non fosse per la generosa compagine che la scorsa estate ha dato vita all’area di “Italia Sovrana e Popolare”, la quale, attraverso i suoi canali denuncia la pericolosa deriva guerrafondaia intrapresa dal nostro paese, che con il governo Meloni ha registrato una forte accelerazione. Dove sono i 5stelle, che alcuni ingenui pensavano potessero arginare questa deriva? Dov’è la loro battaglia contro il coinvolgimento dell’Italia in guerra? Erano pregiudizi quelli di chi – come il sottoscritto – ammoniva sulla natura opportunistica di certe posizioni (peraltro molto blande) assunte dai pentastellati sulla questione ucraina? Ho visitato il loro sito ufficiale. Disarmante. Per trovare qualcosa che accenni alla questione bisogna andare al 2 dicembre 2022, dove in una breve nota si critica il governo per aver scelto di voler destinare più soldi alle armi che alla scuola. Poi, silenzio assoluto. Nessun lamento, nessuna indignazione, ma lavorare per costruire un percorso di opposizione netta e decisa alla deriva guerrafondaia. #No Zalensky a Sanremo! (Antonio Catalano, facebook)
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Massimo
Chiunque esca dal coro verrebbe bastonato a sangue dalle squadracce tv e di carta stampata per poi venire attaccato dalla baronessa ue, dalla bce dai vertici dello stato per poi essere finito in aereo o a piedi dagli americani.
La voce del padrone… Limes fa parte del gruppo Gedi, società editoriale controllata da una holding finanziaria olandese della famiglia Elkann/Agnelli, la Exor. A parte l’editoria, la Exor controlla anche la Iveco Defence Vehicles che, invece, si occupa di costruire carri armati e mezzi militari di vario tipo. Finché c’è guerra c’è speranza, diceva il grande Alberto Sordi in un suo mai dimenticato film di un po’ di anni fa. La famiglia Elkann/Agnelli vuole continuare a “sperare” e i suoi dipendenti, tra cui spicca anche questo vecchio rincitrullito, sono richiamati all’ordine.
Zelenskj a San Remo è senza dubbio la principale prova dell'escalation in corso. Quando le nonnine d'Italia vorranno andare a salvare i bambini ucraini con le truppe sarà fatta. La gente se ne strafrega dei samp-t il 98% manco ha idea che esistono. Questo è un segnale politico davvero importante. L'intervento della Nato davvero sempre più probabile perché alla fine o arriveranno loro o i russi saranno costretti a colpire almeno satelliti e droni (minimo) se non addirittura i centri logistici fuori dall'Ucraina visto il sempre maggiore coinvolgimento in uomini e mezzi Nato. La prima scommessa della Nato è tenere un conflitto entro i confini dell'ucraina. La seconda è vincerlo la terza è una volta acquisito un grande vantaggio sul campo è che la Russia non utilizzi le sue armi nucleari. Se la Nato non può perdere figuriamoci la Russia.
Ne scrivevo giusto qualche post indietro...l’ opinione pubblica/popolazione non è ancora pronta alla guerra e ora comincia la fase seguente della manipolazione...si comincia a parlare di possibile entrata diretta in campo del personale militare de gli stati coinvolti (che già ci sono)...altra finestra di Overton che di spalanca...la temperatura si sta alzando e la rana come sempre sarà bella cotta
Si ma francamente non ce li vedo i nostri "impiegati in divisa " ad andare " a morire russia".Non mi risulta infatti ancora nessun " exspecialista" dell' esercito italiano morto o prigioniero in ucraina . Certo i nostri "digerenti" ( non è un refuso) possono anche essere i soliti "armiamoci e partite" ma chi poi dovrebbe partire (e morire) DAVVERO non credo che ne sarà "entusiasta". Loro sanno benissimo che una"campagna di russia" non è la solita "missione coloniale" in cui quasi sicuramente , insieme e agli "straordinari " , poi si porta a casa anche la pelle .
Tatacattiva
ma che fanno coscrivono? sai quanti disertori? chi ci va a farsi ammazzare per Draghi e la von der Laida ?
Lucio Anneo
Se si vuole che il sistema crolli quale occasione migliore per svegliare gli italioti dal loro torpore
Poco tempo fa era uscita una lista fornita dal governo in cui erano presenti i soldati/mercenari uccisi o catturati dei vari paesi tra i quali figuravano anche italiani...naturalmente non so a che titolo...anche sotto all’ Azovstal si parlava di militari italiani intrappolati ma certamente non ti posso fornire certezze che ovviamente non ho...come nella presa di Backmut figura un italiano deceduto. Non credo che mai ci sarà mai persone entusiaste di partire per la guerra...a parte naturalmente i professionisti che non mi sembra manchino...comunque la manipolazione e preparazione allo stato di guerra riguarda principalmente la popolazione...tutto il resto viene da se...e non dimentichiamo che dalle basi americane in Italia partono già ora una moltitudine di voli di ricognizione e spionaggio ...e come già successo non dubito che saranno pronti a partire in caso di scontri velivoli a svopo di distruzione. Come alla Germania e a pochi stati europei oramai rimane solo una cosa da fare in questa guerra ormai in fase di allargamento...scegliere da che parte stare.
In effetti, a giudicare da come ci siamo bevuti la narrazione COVID, temo tu abbia ragione. Peccato perché se un tempo agli italiani veniva attribuita una certa disonestà politica ( quale ad esempio :entrare in guerra alleato con uno e uscirne "alleato" con il suo nemico) implicitamente ci veniva riconosciuta in questo anche una certa "furbizia". Ma evidentemente la seconda non c' è più , probabilmente anche questo un devastante effetto della TV.
Corretto...l’ operazione Covid tra i suoi scopi ha avuto anche il compito di preparare la popolazione “all’entrata in uno stato di guerra”. Siamo letteralmente bombardati da messaggi atti alla manipolazione mentale...tv, internet, giornali, social già questa è una guerra ibrida.
L'Italia è già divisa su questa guerra che tra l'altro non fa parte Né della NATO e né dell'Europa in ogni caso se metteranno una mobilitazione in Italia scoppierà una guerra civile altro che Guerre in Ucraina
Limes fa parte del gruppo Gedi, società editoriale controllata da una holding finanziaria olandese della famiglia Elkann/Agnelli, la Exor.
A parte l’editoria, la Exor controlla anche la Iveco Defence Vehicles che, invece, si occupa di costruire carri armati e mezzi militari di vario tipo.
Finché c’è guerra c’è speranza, diceva il grande Alberto Sordi in un suo mai dimenticato film di un po’ di anni fa. La famiglia Elkann/Agnelli vuole continuare a “sperare” e i suoi dipendenti, tra cui spicca anche questo vecchio rincitrullito, sono richiamati all’ordine.
Aspettiamoci manifestazioni contro la nato🙈🙉🙊
Loro sanno benissimo che una"campagna di russia" non è la solita "missione coloniale" in cui quasi sicuramente , insieme e agli "straordinari " , poi si porta a casa anche la pelle .
Non credo che mai ci sarà mai persone entusiaste di partire per la guerra...a parte naturalmente i professionisti che non mi sembra manchino...comunque la manipolazione e preparazione allo stato di guerra riguarda principalmente la popolazione...tutto il resto viene da se...e non dimentichiamo che dalle basi americane in Italia partono già ora una moltitudine di voli di ricognizione e spionaggio ...e come già successo non dubito che saranno pronti a partire in caso di scontri velivoli a svopo di distruzione.
Come alla Germania e a pochi stati europei oramai rimane solo una cosa da fare in questa guerra ormai in fase di allargamento...scegliere da che parte stare.
Siamo letteralmente bombardati da messaggi atti alla manipolazione mentale...tv, internet, giornali, social già questa è una guerra ibrida.