L’ITALIA È LA QUARTA POTENZA COMMERCIALE DEL PIANETA.
Il 21 novembre l’OCSE ha certificato: con 643 miliardi di euro di export nel 2025, l’Italia è quarta al mondo. Davanti solo Cina, Stati Uniti, Germania. Dietro Giappone, Corea del Sud, Francia.
Nel 2000 eravamo decimi.
E il Paese continua a raccontarsi in declino.
COSA È SUCCESSO DAVVERO
In venticinque anni si è ricostruita un’architettura industriale che nessuna narrazione pubblica ha ancora messo a fuoco.
Tre filiere hanno cambiato il posizionamento del Paese:
1. FARMACEUTICO: 69 miliardi di export nel 2025, +28% in un anno solo.
2. MECCANICA STRUMENTALE: 44,7 miliardi di surplus, terzi al mondo dietro Cina e Germania.
3. NUOVO MADE IN ITALY (farmaceutica, agroalimentare, nautica): prima posizione globale, con 62 miliardi di avanzo.
Non lo hanno fatto grandi gruppi visibili. Lo hanno fatto migliaia di PMI in centinaia di distretti.
Un primato distribuito, e quindi silenzioso per natura.
IL DATO CHE RIMANE
Export 2025: 643 miliardi di euro (+8,5%, seconda crescita al mondo tra i G20 dopo la sola Argentina).
Surplus commerciale: +50,7 miliardi.
Saldo manifatturiero al netto dell’energia: +104 miliardi, il valore più alto dal 1993.
Nuovo Made in Italy: 62 miliardi di avanzo, +20,3 sulla Germania, +23,7 sulla Francia.
Quando i dazi di Trump hanno colpito l’Europa: export tedesco verso USA -9,3%, spagnolo -8%, francese in tenuta solo grazie agli aerei. Quello italiano è cresciuto del 7,2%.
Siamo l’unico esportatore europeo che non ha subito Trump.
LA VERA PARTITA
Robert Shiller, in Narrative Economics, l’ha mostrato: le economie non sono guidate solo dai fondamentali, ma dalle storie che ne organizzano la percezione.
Oggi più di 1.130 miliardi di euro restano fermi sui conti correnti italiani a rendimento reale negativo. Sono capitali di chi non investe perché crede di vivere in un Paese in declino.
Una rappresentazione errata produce decisioni reali.
Senza aggiornare quella rappresentazione, l’Italia non riesce a proiettarsi come piattaforma del Mediterraneo allargato, non attrae i capitali per infrastrutturarla, non convince gli imprenditori a entrare nei mercati emergenti del Nord Africa e del Golfo dove si decideranno i prossimi vent’anni.
Il declino è una lettura di trent’anni fa, calibrata su un Paese che nel frattempo è diventato un’altra cosa.
🇮🇹 🇮🇹 🇮🇹 🇮🇹 🇮🇹
Il primato c’è. Manca chi ne parla. DIFFONDETE. FORZA ITALIA
🇮🇹 🇮🇹 🇮🇹 🇮🇹 🇮🇹
Fonti: OCSE «G20 International Trade» (21-11-2025), Istat (Commercio Estero 2025), WTO, Fondazione Edison, SACE Export Report 2025. Elaborazione Monteluna.
Autore: Alberto Bertini

13 comments

E i salari di merda? Ah già! Quelli sono rimasti al palo dal 1992…
Gp
E i salari di merda? Ah già! Quelli sono rimasti al palo dal 1992…
Ecco perché riusciamo a esportare, facendo concorrenza con i salari più bassi, questi dati NON ci dicono che siamo un Paese ricco, ci dicono che ora in Italia ci saranno 1000? 2000? 5000 nuovi medi ricchi, neanche ricchissimi, ma il resto della popolazione italiana continua a stare sempre peggio nella merda, e per continuare a soppravivere queste medie PMI resistere agli aumenti degli energetici e continuare ad essere competitive dovranno ulteriormente abbassare i salari. Non prendete ste cazzo di notizie come buone notizie, perché non lo sono.
Joe
Puttanate! ... esportiamo con stipendi da fame, la gente non arriva a fine mese, non risparmia più, si indebita con banche e credito, ... nè prospettive per i giovani.

Il popolo italiano non risparmia più, e nkn alimenta nemmeno la raccolta statale di prestiti obbligazionarii, quel poco che ha lo ha consegnato a banche ed assicurazioni. ...

Un insegnante guadagna quanto uno spazzino...

La classe media e lavoratrici sono livellate allo stesso livello.

Nella metà degli anni '80 eravamo la 4 potenza mondiale economica, con una classe media fortissima, una classe lavoratrice dinamica e con possibilità di evolversi... e con capacità di negoziazione elevatissima.


Questa è una puttanata... uno specchio per le allodole: abbiamo perso il polo tessile, il polo chimico, il polo automobilistico, il polo siderurgico, il polo metalmenccanico... manifettura marginale, esportiamo ciò che viene prodotto fuori, ci schiaffano solo il made in Italy (fake) ...

È chiaro che ci sono aziende che ancora lavorano, ma sempre di meno. Non c'è paragone... siamo un paese in pieno declino industriale, economico, sociale e con classe media e lavoratrice che non sono più in grado dinegoziare un emerito cazzo... un cazzo!!

Siamo un fantasma del passato!
Guardate che vuol dire che noi produciamo e a consumare son altri...
Joe
Alberto Torazzi
Guardate che vuol dire che noi produciamo e a consumare son altri...
Ma che produciamo noi, sono filiere esterne dove la manodopera costa poco, il made in Italy (vero) non esiste quasi più... se non in realtà a macchie di leopardo.
Ottimo!!! Peccato però che si viva sempre peggio.

Magari se riuscissimo a dimezzare gli stipendi potremmo superare la Germania.....
Qualcuno maneggia dati cifre come meglio crede il fatto e’ che i salari reali sono in diminuzione da 25 anni che la povertà aumenta che un ingegnere prende 1400 euro al mese ma come cazzo si fa a dire che il paese ha tutti sti record balle spaziali
Esportiamo le bombe e le armi di guido, tant'è che i crucchi con le pezze al culo sono segnalati come secondi. Sai che vanto e felicità. La costituzione è la carta igienica del garante.
Gianluca F.
Sarà per questo che oramai CENTINAIA DI MIGLIAIA di persone s'indebitano pure per andare in vacanza.
È soltanto una "percezione" il Declino RIPIDO che stiamo vivendo: una semplice "percezione", questa però mi pare di averla già sentita...
Ad avere tesi preconcetti e cercare i soli tre dati che le dimostrano sono buoni tutti.

Inoccupazione e sottocupazione

Salari da fame

Pensioni irraggiungibili

Sanità ed istruzione allo sfascio

Costi energetici insostenibili che infatti il furbastro scorpora

Lavoro senza qualifica

Bassa creazione di valore aggiunto

Erosione dei risparmi.

Questa è la realtà.
Totalmente in disaccordo, anni fa in una intervista a un giornalista di lingua Inglese Mario monti alla domanda "cosa fate per rendere appetibili le merci italiane all'estero" rispose testuale "stiamo distruggendo la domanda interna" che collima esattamente col meno 6% della capacità di acquisto degli stipendi italiani a differenza degli altri paesi europei che sono cresciuti, alcuni, anche del 50%...... quindi niente di cui vantarsi
Show next 1 comment