Ogni anno, da ottobre a marzo, si registra un'epidemia influenzale. È una cosa ben nota. Questo comporta un aumento piuttosto consistente della mortalità, perché l'influenza comune è molto pericolosa per le persone già deboli e malate. In qualche raro caso, essa può avere gravi conseguenze anche per chi gode di buona salute. Nel 2020 e nel 2021 l'influenza, che in realtà non è mai uguale a se stessa, ma assume forme sempre diverse, è stata chiamata covid. So che fare un'affermazione del genere significa essere iscritto di diritto nel registro abominevole dei negazionisti. Me ne faccio una ragione. Tra le tante assurdità raccontate in questi due anni, quella più risibile è che l'influenza comune sia scomparsa , l'anno scorso, grazie alle mascherine e al distanziamento sociale. Ma come è possibile, di grazia, che il covid prosperi e l'influenza scompaia se covid ed influenza si trasmettono nello stesso identico modo? Molto più semplice pensare che il covid sia una forma di influenza. Magari molto più grave, più pericolosa, meritevole di tutto lo sconquasso che si è fatto, ma comunque influenza. Alla luce di tutto questo , una sola cosa si può dire con certezza. Nei prossimi mesi ci sarà una nuova epidemia influenzale e un conseguente aumento della mortalità. Non è possibile dire se questa influenza verrà chiamata covid o influenza comune ( sospetto che il suo nome cambierà a seconda che ad esserne afflitti siano i vaccinati o i non vaccinati), ma è certo che ci sarà. Vaccino o non vaccino. Distanziamento o non distanziamento. Lockdown o non lockdown.