MEGLIO ASCOLTARE I MILITARI CHE I FINTI INFORMATORI Come al solito, quando scoppiano grandi tensioni internazionali, conviene lasciar perdere politici e “informatori” telepilotati (alla Gianni Riotta, per intenderci) e ascoltare i militari: sicuramente ne capiscono di più e, oltretutto, sono meno inclini a giri di parole. Il generale Mario Bertolini è uno di questi. Già a capo del Comando operativo di vertice interforze, intervistato dalla “Verità ” (oggi, domenica 6 marzo). In massima sintesi: - Mandare armi in Ucraina è un atto di ostilità che rischia di coinvolgerci nelle operazioni militari, neanche in Somalia si è mai mandato neanche una mitragliatrice. - Mosca voleva interrompere il percorso che avrebbe dovuto portare l’Ucraina nella Nato. - L’Italia ha una politica estera particolarmente debole, la dichiarazione di Di Maio su Putin («Putin è peggio di un animale») ci taglia fuori da ogni trattativa. - Intelligentemente, Macron si è guadagnato il ruolo di rispettato interlocutore di Putin. - Zelensky fa finta di non sapere che istituire una “fly zone” significherebbe avere i velivoli Nato sul Paese. - I russi in una settimana hanno quasi ottenuto il collegamento tra Crimea e Donbass, le grandi città al momento sono risparmiate, non è ancora partita la caccia al presidente ucraino. - Per scelta tattica la temibile aviazione russa resta a terra, i bombardamenti dall’alto sarebbero l’extrema ratio. - La Russia non vuole governare l’Ucraina, vuole solo concordare una ricomposizione. - Il presidente russo non è un pazzo, è in sella da venti anni, se fosse davvero pazzo ce ne saremmo accorti da tempo, invece ha trasformato un Paese in ginocchio in un'aspirante superpotenza. - La Russia non è in guerra contro il mondo, è solo un Paese con interessi che giudica irrinunciabili. - La Russia vuole essere europea, ma noi non facciamo altro che schiacciarla verso l’Asia e la Cina. - Nelle immagini al presunto attacco alla centrale Zaporizhzhia non c'erano missili ma bengala che servivano per illuminare gli obiettivi. - La guerra, purtroppo, durerà a lungo, come nel mondo arabo. - Criminalizzare il nemico non serve a nulla. Una volta vinceva la diplomazia, adesso invece gli avversari vengono criminalizzati, devono arrendersi senza condizioni, lo scontro diventa tra buoni e cattivi. (Antonio Catalano, pagina Facebook)
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