“Le persone con doti superiori non possono non essere dispotiche e hanno sempre corrotto più che giovato; esse vengono scacciate o soppresse. A Cicerone si taglia la lingua, a Copernico si cavano gli occhi, Shakespeare viene lapidato (…). Gli schiavi devono essere eguali: senza dispotismo non c’è ancora stata né libertà né eguaglianza. (…) La sete di istruzione è una sete aristocratica. Non appena sorge la famiglia o l’amore, ecco già anche il desiderio della proprietà. Noi faremo morire il desiderio: diffonderemo le sbornie, i pettegolezzi, le denunce; spargeremo una corruzione inaudita, spegneremo ogni genio nelle fasce. Tutto allo stesso denominatore, l’eguaglianza perfetta. (…) Piena obbedienza, completa assenza di personalità, ma una volta ogni trent’anni (…) si scatena anche una convulsione e tutti cominceranno a un tratto a divorarsi l’un l’altro, però fino a un certo punto, unicamente per evitare la noia”.

Piotr Verchovenskij, ne "I demoni" di F. Dostoevskij

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Con un piccolo particolare, l'istruzione non è sinonimo di intelligenza, infatti la Storia Dell'umanità lo conferma
Trovo queste parole a pennello per questĂ  societĂ  occidentale.