La Rus' di Kiev ( l'entità statale medievale che fu incubatrice della civiltà russa, ed è cardine della deforme retorica nazionalista piccola russa ) non occupò mai quelle terre { [3] ... } che successivamente vennero progressivamente civilizzate, cristianizzate, e sviluppate economicamente dall'Impero Russo, cui venne data la denominazione ufficiale transitoria di Novorossija ( Новороссия; trad. : Nuova Russia ) [4] prima della sistemazione amministrativa definitiva dell'area. Nel gergo comune, l'espressione ''Novorossija'' persistette a indicare le terre selvagge strappate ai nomadi e normate secondo la civiltà europea.
2.1
I territori abitati prevalentemente dalle popolazioni che parlavano il dialetto piccolo russo corrispondevano alla parte centrale e occidentale dell'attuale e transitorio assetto amministrativo, e per secoli furono soggetti a Regno di Polonia e Granducato di Lituania → Confederazione Polacco-Lituana [5].
Nel Settecento, l'impero zarista riportò progressivamente al controllo russo gran parte delle terre che furono della Rus' kievana e, con tre spartizioni tra le potenze confinanti, la Polonia e la Lituania sparirono dalle cartine geografiche ( 1795 ) [6][7], mentre le terre piccole russe occidentali ( Galizia ) vennero acquisite dall'Impero Austro-Ungarico : una frattura che sanguinò durante la Seconda Guerra Mondiale ( o ''Grande Guerra Patriottica'', secondo la denominazione sovietica ) ed ancora fino ai nostri giorni e all'attualità quotidiana.
L'area sottoposta al governatore zarista, storicamente nota come Russia Minore, ricevette la nomenclatura di Piccola Russia ( Малороссия; trasl. : Malorossija ) ed i suoi abitanti ricevettero appunto la definizione etnica di Piccoli Russi, così distinti dai Grandi Russi cioè i russi ''moscoviti''. Chierici, politici, letterati e pittori nati in quella terra usavano consuetamente il toponimo e l'etnonimo distintivo della regione [8].
2.2
Allo scoppio della Rivoluzione di Febbraio ( 1917 ), il governo auto-proclamatosi a Kiev – l'effimera esperienza della Repubblica Popolare dell'Ucraina [9] – dapprima supportò i bolscevichi, ma dopo la Rivoluzione d'Ottobre entrò in conflitto con l'autorità moscovita. Ne seguì un periodo di sbandamento, tra una prima azione militare e operaia, l'invasione germanica, l'etmanato tartaro ... dopo tre anni di grande confusione all'interno della Guerra civile russa ( 1917 – 1923 ), l'Armata Rossa ristabilì l'ordine a Kiev e venne proclamata la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina ( Украинская Советская Социалистическая Республика ).
Il Soviet Supremo definì i confini della RSS Ucraina, e l'insieme dei territori che costituivano lo Stato kievano ''indipendente'' prima del 2014 fu assemblato dai segretari del PCUS [10][11]: scelleratamente ( a posteriori possiamo ben dare questo giudizio ) il russo-tartaro Vladimir Il'ich Ul'janov detto ''Lenin'' ( Владимир Ильич Ульянов ) spostò con un tratto di penna la Novorossija alla costituita RSS Ucraina nel 1922, e l'ucraino Nikita Khrushjov ( Никита Сергеевич Хрущёв ) fece altrettanto con la Crimea nel 1954. Il termine ''Ucraina'' ( Украина; trad. : ''[terra] sul confine'' ) che storicamente era usato per indicare le terre ''cuscinetto'' tra la Polonia-Lituania e la Russia, prese piede a partire dall'istituzione sovietica [8].
3
Non esiste una letteratura alta in lingua piccola russa detta ''ucraina'', che pertanto dev'essere considerata alla stregua di un dialetto e non di una lingua maggiore. I grandi scrittori dell'Ottocento e Novecento che nacquero nelle terre oggi temporaneamente amministrate dalla giunta kievana pensavano, parlavano, e scrivevano in lingua grande russa detta ''russa''. Ad esempio Nikolaj Gogol' ( Николай Васильевич Гоголь; nato nel 1809 nel villaggio di Velikije Sorocintsy, Великие Сорочинцы ) e Mikhail Bulgakov ( Михаил Афанасьевич Булгаков; nato nel 1891 a Kiev, Киев ) [12].
Una lingua non è definita tale se ha una letteratura alta, o colta che dir si voglia. In altre parole un dialetto non è una lingua se ha una letteratura alta e nemmeno se ha uno standard oppure no. Tutte le lingue sono composte da dialetti, ovvero variazioni geografiche della stessa lingua a cui appartengono. Non esistono lingue senza variazione geografica, le uniche a non averne sono le lingue morte di cui non si conoscono le variazioni geografiche che avevano, ma le avevano.
La distinzione tra lingua e dialetto c’è ma non è certo quella sociologica, perché non può esserne una causa ma è invece una conseguenza di chi è stato “messo sotto” socialmente, culturalmente e/o economicamente da un altro gruppo linguistico.
La distinzione sociologica, usata nel 1800 e ancora in alcuni posti (vedasi italia dove appunto si continuano erroneamente a chiamare dialetti le lingue regionali, ed ancor più grave in ambito scolastico e universitario) è un falso discriminante tra lingua e dialetto.
La distinzione sociologica, usata nel 1800 e ancora in alcuni posti (vedasi italia dove appunto si continuano erroneamente a chiamare dialetti le lingue regionali, ed ancor più grave in ambito scolastico e universitario) è un falso discriminante tra lingua e dialetto.