"Avere quelle ragazze nel mio corso fu la mia educazione: vedere come si combinavano, osservare in che modo si liberavano della buona educazione e scoprivano la propria volgarità, ascoltare la loro musica con loro, fumare insieme a loro e ascoltare Janis Joplin, la loro Bessie Smith con la pelle bianca, la loro urlatrice, la loro squallida e strafatta Judy Garland, ascoltare insieme a loro Jimi Hendrix, il loro Charlie Parker della chitarra, farsi con loro e sentire Hendrix che suonava la chitarra a rovescio, capovolgendo ogni cosa, rallentando il ritmo, affrettando il ritmo, e Janie che salmodiava, come un mantra perfettamente chiaro, «Hendrix e sesso, Hendrix e sesso», e Carolyn: «Un bell’uomo con una bella voce…». Osservare la spavalderia e l’ appetito e l’eccitazione delle Janie che non avevano il terrore biologico dell’erezione, che non temevano la trasformazione fallica dell’uomo.
Le Janie Wyatt degli anni Sessanta, in America, sapevano come regolarsi con gli uomini arrapati. Erano arrapate anche loro, e perciò sapevano come intendersi con gli uomini. L’avventuroso impulso maschile, l’iniziativa del maschio, non era un'azione illegale che richiedeva denuncia e giudizio, ma un segno sessuale al quale si risponde oppure no. Controllare l’impulso maschile e denunciarlo? Non erano cresciute in quel sistema ideologico. Erano troppo giocherellone per farsi instillare dall’alto risentimento, malanimo e animosità. Erano cresciute nel sistema istintuale. Non avevano interesse a rimpiazzare le vecchie inibizioni e proibizioni e istruzioni morali con nuove forme di sorveglianza e nuovi sistemi di controllo e una nuova serie di idee ortodosse. Sapevano dove andare a prendersi il piacere, e sapevano come abbandonarsi al desiderio senza paura. Impavide difronte all’impulso aggressivo, immerse nel fracas trasformatore - e per la prima volta sul suolo americano da quando le pellegrine della colonia di Plymouth erano state isolate e messe in guardia da un governo ecclesiastico contro la corruzione della carne e l’immoralità degli uomini - una generazione di ragazze che tiravano dalla loro figa le conclusioni sulla natura dell’esperienza e sulle delizie del mondo".
Philip Roth, L'animale morente, 2001.

6 comments

Freedom Is Just another word to say nothing left to lose. Janis Joplin
Questo supervalutato scrivano se vive ancora potrebbe compiacersi di essere stato parte degli orrori delle sue narrazioni che hanno propiziato orrori che sono giunti a corrompere l'innocenza dei bambini. Domanda: a quale civilizzazione appartiene o apparteneva tale gramigna?
Giuseppe Luciano F.
Questo supervalutato scrivano se vive ancora potrebbe compiacersi di essere stato parte degli orrori delle sue narrazioni che hanno propiziato orrori che sono giunti a corrompere l'innocenza dei bambini. Domanda: a quale civilizzazione appartiene o apparteneva tale gramigna?
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Vedo che le nuove generazioni non apprezzano. Forse perché non sanno e non riescono a capire cosa fu quel periodo della nostra storia. Tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso in Occidente si visse il periodo più felice dell’intero secolo scorso e del secolo attuale da quel che vediamo. Felice perché si realizzò uno stato di liberazione mentale, ‘culturale’ senza di cui la società di oggi assomiglierebbe ancora a quella dell’800. E felice perché mai forte come in quel tempo l’uomo ha vissuto la speranza che potesse esistere un mondo libero e giusto, un mondo migliore per l’essere umano.
...quando , trascorsi i lustri - irrimediabilmente invecchiate e riposta l'ormai inutile figa - si fecero intransigenti vestali del new deal ideologico della classe dominante.