🇺🇸🇮🇷⚡️ — L'inviato speciale statunitense Steve Witkoff sull'Iran: Lasciatemi dire questo, perché ho dimenticato questo piccolo dettaglio.
In quel primo incontro, entrambi i negoziatori iraniani ci hanno detto direttamente, senza vergogna, che controllavano 460 chilogrammi di uranio arricchito al 60% e che erano consapevoli che questo poteva servire a fabbricare 11 bombe nucleari, e questa era l'inizio della loro posizione negoziale.
Quindi questo — ne erano orgogliosi.
Erano orgogliosi di aver eluso tutti i protocolli di sorveglianza per arrivare a un punto in cui potevano consegnare 11 bombe nucleari.
12 comments
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Willi
Ah, lo avessero saputo a Los Alamos che bastava il 60% ...
A bugiardo, te ne esci adesso con questa notiziona!
Roberto
Le 🏀🏀🏀 che stanno raccontando...😎
Willi
È una bomba con un uranio al 60% quanto peserebbe? Sarebbe trasportabile su un missile balistico?
Willi
Ma l'Iran non ha missili balistici (e anche solo IRBM) con 4000kg.di carico. Il più grande ne porta meno di 2000kg.
Willi
No, ho solo trovato strano che tutti sostengano che l'Iran sia un passo dal dotarsi di una bomba atomica e poi Witkoff ci dica che già ce l'hanno. È strano, perché tutti gli altri non adottano una linea di narrativa più concreta del "l'Iran è a due settimane dal dotarsi di una bomba atomica" che portano avanti da vent'anni? È incongruente.
Lasciando i particolari tecnici del materiale e del suo arricchimento, basta porsi la domanda: perché gli ameriCani hanno attaccato l'Iraq nel 2003 (con le famose prove farlocche) invece dell'Iran che era molto, ma molto più nemico e molto indebolito dalla guerra da poco conclusa con l'Iraq stesso? Forse la bomba atomica ce l'aveva già all'epoca e questo è tutto un teatrino per gli imbecilli?
Guarda, non escludo che l'Iran abbia già l'atomica o che giochi nel dubbio che possa già averla, e passi che l'agenzia atomica internazionale confermi che l'Iran abbia il 60% di arricchimento da tempo e che questo grado non sia sufficiente per scopi militari. Per quanto riguarda l'ordine con cui i 6 o 7 (non ricordo) paesi individuati da 'sistemare' e del perché si sia scelto quell'ordine, non so quali fattori abbiano determinato l'ordine, tra vendibilità al pubblico,, plausibilità retorica, opportunità e interesse di Israele o altro. Uno sarà stato sicuramente la possibilità degli iraniani, nota da tempo, di poter chiudere lo stretto di Hotmuz. Per quanto tempo è quanto efficacemente non so, però il mondo era molto più sensibile allora alle instabilità causate dalla sua chiusura. Una per tutti gli USA erano allora i più grandi importatori di petrolio al mondo, mentre oggi sono degli esportatori.
Ti rispondo tecnicisticamente: Per passare dal 0,7% (uranio naturale) al 60%, con le giuste tecnologie (che l'Iran ha) occorre un periodo di tempo molto superiore che passare dal 60 al 90%. Siccome hanno fatto trovare all'Aiea questo quantitativo già da quasi 10 anni, mi chiedo come in quest'ultimo periodo non abbiano fatto alcun progresso. Due risposte plausibili. La prima è che non sono interessati ad arricchirlo ancora e quindi a produrre la vera arma atomica (posizione governativa). La seconda è più semplice: non ne hanno bisogno. I cinesi sono in Iran da parecchi anni e loro non hanno mai aderito al trattato di non proliferazione. 1+1=2 2+2=4
Forse la bomba atomica ce l'aveva già all'epoca e questo è tutto un teatrino per gli imbecilli?
Per quanto riguarda l'ordine con cui i 6 o 7 (non ricordo) paesi individuati da 'sistemare' e del perché si sia scelto quell'ordine, non so quali fattori abbiano determinato l'ordine, tra vendibilità al pubblico,, plausibilità retorica, opportunità e interesse di Israele o altro. Uno sarà stato sicuramente la possibilità degli iraniani, nota da tempo, di poter chiudere lo stretto di Hotmuz. Per quanto tempo è quanto efficacemente non so, però il mondo era molto più sensibile allora alle instabilità causate dalla sua chiusura. Una per tutti gli USA erano allora i più grandi importatori di petrolio al mondo, mentre oggi sono degli esportatori.
Per passare dal 0,7% (uranio naturale) al 60%, con le giuste tecnologie (che l'Iran ha) occorre un periodo di tempo molto superiore che passare dal 60 al 90%. Siccome hanno fatto trovare all'Aiea questo quantitativo già da quasi 10 anni, mi chiedo come in quest'ultimo periodo non abbiano fatto alcun progresso. Due risposte plausibili.
La prima è che non sono interessati ad arricchirlo ancora e quindi a produrre la vera arma atomica (posizione governativa).
La seconda è più semplice: non ne hanno bisogno.
I cinesi sono in Iran da parecchi anni e loro non hanno mai aderito al trattato di non proliferazione.
1+1=2
2+2=4