Ho chiesto a Grok su questa notizia ed ecco la sua risposta
Non risultano notizie recenti (al 3 settembre 2026) che confermino che Polonia e Francia abbiano richiamato i propri ambasciatori da Mosca. Le ricerche su fonti di stampa e aggiornamenti diplomatici mostrano invece azioni diverse e di segno opposto o simmetrico: Polonia e Francia (insieme ad altri paesi UE) hanno di recente convocato gli ambasciatori russi nelle rispettive capitali (Varsavia e Parigi), non i propri a Mosca. Questo è avvenuto in diversi momenti del 2025-2026, ad esempio in risposta a minacce russe contro diplomatici a Kiev (maggio 2026), a incursioni di droni sullo spazio aereo polacco (settembre 2025) e, più recentemente (inizio settembre 2026), in solidarietà con la Germania dopo l’accusa a Mosca di un attentato ibrido/complotto con drone all’aeroporto di Lipsia.La Polonia ha chiuso tutti i consolati russi sul suo territorio (e la Russia ha risposto chiudendo quelli polacchi), lasciando operative solo le ambasciate, e ha chiesto a livello UE di espellere più diplomatici russi sospettati di attività di intelligence. Non risulta un richiamo dell’ambasciatore polacco da Mosca.La Francia ha nominato un nuovo ambasciatore a Mosca (Nicolas de Rivière) in passato e i rapporti restano a un livello molto basso, ma non c’è traccia di un richiamo recente dell’ambasciatore francese. Un precedente storico c’è: nel marzo 2018, dopo l’avvelenamento di Sergej Skripal nel Regno Unito, diversi paesi UE (tra cui Polonia, Lituania e Lettonia) richiamarono i propri ambasciatori da Mosca per consultazioni, mentre altri espulsero diplomatici russi. Quella situazione non corrisponde però a notizie attuali. In sintesi, l’affermazione non trova riscontro nelle informazioni disponibili al momento: le tensioni diplomatiche con la Russia restano elevate (soprattutto per le azioni ibride e la guerra in Ucraina), ma si manifestano principalmente attraverso convocazioni degli ambasciatori russi, chiusure di consolati e richieste di riduzioni del personale diplomatico russo in Europa, non attraverso un richiamo coordinato di Polonia e Francia dei loro rappresentanti da Mosca.
Non risultano notizie recenti (al 3 settembre 2026) che confermino che Polonia e Francia abbiano richiamato i propri ambasciatori da Mosca.
Le ricerche su fonti di stampa e aggiornamenti diplomatici mostrano invece azioni diverse e di segno opposto o simmetrico:
Polonia e Francia (insieme ad altri paesi UE) hanno di recente convocato gli ambasciatori russi nelle rispettive capitali (Varsavia e Parigi), non i propri a Mosca. Questo è avvenuto in diversi momenti del 2025-2026, ad esempio in risposta a minacce russe contro diplomatici a Kiev (maggio 2026), a incursioni di droni sullo spazio aereo polacco (settembre 2025) e, più recentemente (inizio settembre 2026), in solidarietà con la Germania dopo l’accusa a Mosca di un attentato ibrido/complotto con drone all’aeroporto di Lipsia.La Polonia ha chiuso tutti i consolati russi sul suo territorio (e la Russia ha risposto chiudendo quelli polacchi), lasciando operative solo le ambasciate, e ha chiesto a livello UE di espellere più diplomatici russi sospettati di attività di intelligence. Non risulta un richiamo dell’ambasciatore polacco da Mosca.La Francia ha nominato un nuovo ambasciatore a Mosca (Nicolas de Rivière) in passato e i rapporti restano a un livello molto basso, ma non c’è traccia di un richiamo recente dell’ambasciatore francese.
Un precedente storico c’è: nel marzo 2018, dopo l’avvelenamento di Sergej Skripal nel Regno Unito, diversi paesi UE (tra cui Polonia, Lituania e Lettonia) richiamarono i propri ambasciatori da Mosca per consultazioni, mentre altri espulsero diplomatici russi. Quella situazione non corrisponde però a notizie attuali.
In sintesi, l’affermazione non trova riscontro nelle informazioni disponibili al momento: le tensioni diplomatiche con la Russia restano elevate (soprattutto per le azioni ibride e la guerra in Ucraina), ma si manifestano principalmente attraverso convocazioni degli ambasciatori russi, chiusure di consolati e richieste di riduzioni del personale diplomatico russo in Europa, non attraverso un richiamo coordinato di Polonia e Francia dei loro rappresentanti da Mosca.