🇪🇺 L'avvertimento del capo di Stato Maggiore francese sul rischio guerra in Europa

“Un’Europa indebolita potrebbe diventare un animale braccato”. Con queste parole, il generale Thierry Burkhard, Capo di Stato Maggiore della Difesa francese fino a fine mese, ha lanciato un monito diretto: l’Unione Europea deve smettere di vivere nella negazione e imparare ad affermare il proprio potere duro, se vuole restare un attore rilevante nello scacchiere globale.

⚔️ Secondo Burkhard, il problema non riguarda soltanto la forza militare, ma una questione più ampia di consapevolezza politica e culturale: governi e opinioni pubbliche europee sottovalutano il livello di violenza che oggi plasma le relazioni internazionali. Nel frattempo, attori come Cina, Russia, Iran e Corea del Nord consolidano le proprie sfere di influenza, mentre gli Stati Uniti chiedono all’Europa di assumersi un ruolo più attivo e autonomo nella difesa.
Il generale individua quattro fattori determinanti del nuovo ordine mondiale:

1️⃣ l’uso della forza come strumento primario di risoluzione dei conflitti;

2️⃣ la sfida aperta di potenze revisioniste all’Occidente;

3️⃣ la centralità della guerra dell’informazione;

4️⃣ l’impatto del cambiamento climatico sulla stabilità geopolitica.

➡️ In questo contesto, la frammentazione europea diventa il principale rischio: senza una massa critica comune, nessuno Stato membro può aspirare a contare davvero. Le divergenze interne – come la diversa percezione della minaccia russa tra Estonia e Portogallo, o le richieste di deroghe alla spesa NATO – evidenziano la difficoltà di parlare con una sola voce.

Burkhard lega inoltre la riflessione europea al tema ucraino: il futuro dell’indipendenza di Kiev e le garanzie di sicurezza da offrirle dipenderanno anche dalla capacità dell’Europa di mostrare determinazione, senza affidarsi interamente alla copertura americana. “Fornire garanzie significa spesso assumersi dei rischi”, sottolinea, ricordando che il prezzo della libertà e dell’indipendenza non può essere scaricato su altri.

Il generale introduce infine una distinzione cruciale: le “guerre scelte” (Iraq, Afghanistan, Mali), in cui l’Occidente dettava tempi e limiti dell’impegno, e le “guerre imposte”, come quella in Ucraina, che diventano conflitti esistenziali, senza alternative alla sopravvivenza. È in questo secondo scenario che l’Europa deve ripensare la propria postura strategica, combinando armi avanzate con capacità di logoramento a basso costo, per garantire resilienza sul lungo periodo.

⚡️ Il messaggio di Burkhard è netto: la difesa europea non può più essere un capitolo secondario dell’agenda politica. Senza una solidarietà strategica forte e visibile, l’Europa rischia di scivolare nell’irrilevanza, diventando terreno di conquista – non solo militare, ma economica, tecnologica e culturale.

15 comments

Un impiegato delle forze armate non puo che ragionare così, guerrafondaio.... la forza prima del dialogo...prepotenza.
Giorgio
L'Europa non c'è, non c'è mai stata. L'appartich con tale nome quanto resisterà?...Troppo!
" ....senza una massa critica comune, nessuno Stato membro può aspirare a contare davvero... " Ancora con più Europa?
Lo so è visto quanto conta la massa critica europea nei "negoziati" con Trump.
Se non lo si è capito basta confrontare i dazi europei con quelli britannici.
Cercano in tutti i modi di arrivarci, a questa guerra, la vogliono e basta. È una continua retorica distorta dove l'attacco viene propagandato come difesa, è questa l'arma del cartello finanziario sionista che tiene per le palle l'Europa e confonde tutti continuamente attraverso l'informazione che ha in mano.
Nessuno riesce a unire quello che hanno fatto in Ucraina e quello che stanno facendo in Israele, eppure son le stesse persone e gli stessi gruppi di potere che conoscono una sola legge, la guerra, il darwinismo sociale.
L'Europa è già irrilevante per colpa della UE che è schiava delle lobby anglo-sioniste. L'UE non tutela gli interessi europei! Quando lo capirà la gente?
Francesco
Una operazione di propaganda per cercare di dare un senso fittizio a quel che è da sempre insensato: la guerra
Bentornato. Inizia il conto alla rovescia.
Il cambiamento climatico c'entra sempre, pure nella guerra, come il prezzemolo
Ma allora il coglione sta' confermando che la nato non esiste più? 🤣🤣🤣
Bè il disfattismo lo sottolinea per bene il coglione di generale francese, cazzo io credevo che ci fosse la nato che servisse a posta per questo, ma allora la nato non esiste più cucciolino?
Show next 3 comments