Di questi tempi, creare uno slogan contro i presunti "no-qualsiasicosa" è come gettare una bistecca a un branco di cani affamati. L'ultima frase che si ode ripetere a tappeto è quella che afferma che una maggioranza responsabile non può essere ostaggio di una minoranza violenta. A ciò si aggiunge, in genere, la velata minaccia che la pazienza sta per finire.
Nonostante tale argomento sia nato per giustificare la repressione delle manifestazioni di piazza, oggi viene serenamente esteso al dissenso in quanto tale, valevole come condanna e minaccia tout court. Sarebbe interessante sapere come la minoranza di cui si parla terrebbe in ostaggio la maggior parte della popolazione, visto che allo stato attuale gli unici a subire limitazioni intenzionalmente e dichiaratamente vessatorie è appunto la minoranza stessa. Bisognerebbe far notare che il dissenso è il sale della democrazia, e che quest'ultima è tanto più avanzata quanto più rispetta e tutela le minoranze, e che proprio per questo, quando una minoranza è dichiaratamente perseguitata e ricattata dallo stato, sarebbe ora di iniziare a porsi delle domande sulla natura del potere che si sta esercitando. Bisognerebbe che qualcuno spiegasse in che cosa consiste esattamente la "fine della pazienza" e a che titolo qualcuno può "finire la pazienza" in uno stato di diritto senza violarne irreparabilmente i principi, perchè la soglia di ciò che costituzionalmente è possibile imporre è già oltre la linea di stress, anche per ammissione del medesimo governo che si impone.
Certo, lo sappiamo, non ci saranno spiegazioni e risposte. Dai la bistecca ai cani affamati, e la sbraneranno senza troppi distinguo. Attenzioni alle mani, però; non sia mai che un giorno la bistecca non basti più.
WI
1 comment
Monica Poppyfield
Se la minoranza e' nera, gay o musulmana, va coccolata e integrata. Curiosa distinzione tra minoranze da proteggere o da sventrare