Una vita di merda per tutti Viviamo ormai da quasi due anni in un regime di eccezione in cui la norma democratica sembra essere un’anomalia che mette in pericolo la nostra vita. Abbiamo accettato con inquietante facilità un numero sempre crescente di restrizioni alle nostre libertà pubbliche e individuali, alcune delle quali perfettamente grottesche. Ci siamo subito abituati a loro, peggio ancora, hanno innescato una dipendenza da proibizionismo e coercizione. L’intera società oggi assomiglia a un gigantesco ospedale, con un reparto psichiatrico sovraffollato, dove l’unica regola che prevale è quella di avere un green pass, cioè un lasciapassare per qualsiasi cosa, in pratica l'istituzionalizzazione di un sistema di crediti sociali, come una patente a punti. I non vaccinati e i supervaccinati si guardano come nemici mortali in una sorta di guerra civile sanitaria. Si contano le “contaminazioni” su base giornaliera e i dati sanitari, pubblici e privati, veri o solo presunti, determinano quasi ogni momento della nostra vita quotidiana. Ci dicono se possiamo lasciare le nostre case, prendere un mezzo di trasporto, dove possiamo bere, mangiare, stare in piedi-seduti-sdraiati, quanti bastoncini di cotone dobbiamo ficcare nelle narici e a che velocità. La garanzia dell’anonimato nello spazio pubblico è stata relegata al deposito delle vecchie cose, e noi abbiamo abbandonato senza rimpianti uno dei più importanti principi fondamentali, ossia che la legge si applica a tutti e che tutti sono uguali davanti ad essa. Hanno creato una categoria de facto di subcittadini, i senza pass, privati praticamente di tutti i diritti senza aver commesso alcun reato e subito una condanna. Questa concezione dell’esercizio del potere è debordante rispetto ai precetti costituzionali. Possibile che nessuno se ne vergogni? Più è lungo il periodo eccezionale, più complicato è il ritorno allo Stato di diritto. Ora è diventato ovvio che dovremo convivere con questo virus, come abbiamo sempre fatto con tutti i virus: è la nostra condizione di creature biologiche. Dover convivere con questo “stato di emergenza sanitaria”, che si sta mangiando letteralmente non solo la Costituzione ma secoli di diritti faticosamente conquistati, non sarà il primato per i vaccinati e una vita di merda per i non vaccinati. Di certo, sarà una vita di merda per tutti, plurinoculati a vita e no. (Dalla bacheca Facebook di Mario Rossi)
1 comment
Paola
Tutto grazie al governo dei migliori e al reparto psichiatria