Medici e operatori sanitari non vaccinati contro il Covid-19 verranno "sospesi" dall'attività finché non vaccinati, "non oltre il 31 dicembre". Così la Federazione nazionale degli Ordini dei medici dopo le sospensioni avviate dalle Asl in varie regioni sulla base del chiarimento del ministero sul decreto di aprile che introduce l'obbligo vaccinale per queste categorie.
"Abbiamo dato indicazioni agli Ordini territoriali,dopo un accertamento della Asl, che si provveda 'ope legis' (per forza di legge, ndr) alla sospensione".

​Fonte: RAI Televideo

Regime, regime biopolitico

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Provo disgusto e preoccupazione, siamo al regime sanitario
Lettera non pubblicata da L'Arena di Verona

Gentile Direttore,

relativamente all’attacco al Prof Paolo Bellavite, docente in pensione della Facoltà di Medicina di Verona, da parte della medesima Facoltà, attacco di cui si è scritto nel numero del giornale L’Arena dello scorso 8 maggio 2021, desidero proporle alcune riflessioni.

Anch’io sono docente i pensione della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell’Università di Padova e sono amico del Prof. Bellavite di cui ho grande stima. Secondo me la Facoltà di Medicina di Verona dovrebbe vantarsi di aver avuto come docente uno studioso che, anche dopo essere andato in pensione, è in grado di stimolare dibattiti su temi chiave dello sviluppo della sperimentazione medica, compresi i rischi di certe terapie. L’attacco in questione più che sorprendermi mi ha rattristato e confermato nelle mie opinioni sul mondo universitario italiano.

Pur essendo soddisfatto delle mia esperienza di docente e ricercatore universitario, mi sono fatto un’opinione non del tutto positiva sul mondo della nostra università. Nella mia carriera ho realizzato nel corso degli anni che la maggior parte dei colleghi delle mie discipline (sono stato docente e ricercatore di Geografia Fisica e di Geomorfologia, di studi sul Quaternario e sull’impatto umano negli ambienti carsici terrestri; sono stato anche chairman di commissioni Internazionali e presidente di associazioni nazionali), sono purtroppo disponibili a “prostituirsi” al “potente di turno”, accettando quindi di entrare in un sistema relazionale nel quale ci si rende disponibili allo scambio di favori. Ad esempio: se io favorisco la carriera di un tuo allievo, tu sarai a suo tempo disponibile a favorire quella del mio allievo; se io favorisco il finanziamento di una tua ricerca, tu, a suo tempo, mi restituirai il favore. …

Io mi sono sempre rifiutato, anche se mi è costato, di entrare a far parte di sistemi relazionali di questo tipo. Devo precisare anche che non pochi, ma in ogni caso una netta minoranza, tra i colleghi ed amici, non si sono piegati a imposizioni di questo tipo.

Tra le conseguenze di un simile sistema relazionale c’è quella che chi ne è parte diventa sempre più sottomesso al gruppo dominante e quindi soggetto al “pensiero unico”. Questo mi sembra tanto più evidente in situazioni critiche come quella che stiamo vivendo della pandemia. E, se esaminiamo quanto è successo e sta succedendo nel mondo medico con l’imposizione a usare solo la tachipirina per i malati iniziali, con il divieto di usare anche integratori alimentari come certe vitamine quali la D3 e la C, si comprende come la pandemia sia stata favorita anziché combattuta. Così, per esempio, la Finlandia e la Norvegia, le quali hanno agito in modo meno impositivo e più oculato hanno avuto solo circa 1/10 dei decessi per milione di abitanti rispetto all’Italia. Personalmente sono convinto che se si fosse favorita, anziché combattuta, una sperimentazione oculata per combattere il morbo e il suo decorso, i decessi e i casi con effetti collaterali gravi avrebbero potuto essere notevolmente ridotti.

Invece vediamo, dall’esempio della Facoltà di Medicina di Verona, come la maggioranza dei docenti si dimostri nei fatti succube del pensiero dominante che vede solo i vaccini - che in realtà non sono neanche veri vaccini e dei quali non si conoscono ancora gli effetti collaterali a medio e a lungo termine - come “i salvatori dell’umanità”. Personalmente ritengo quindi che l’utilizzo di tali vaccini sia discutibile anche da un punto di vista etico.

Invito pertanto non soltanto i colleghi dell’università, ma anche tutti i cittadini a non rendersi succubi del sistema, ma di sforzarsi prima di tutto di capire, per poi battersi per la ricerca di vie alternative nella lotta contro la pandemia e per favorire nel nostro Paese la crescita di una vera democrazia

Ugo Sauro
Già c'è carenza di personale sanitario e il sistema fatica a reggersi, se vengono sospesi centinaia (perché non sono pochi quelli che non accettano di essere trattati da cavie) di medici, il sistema collassa definitivamente. La cosa inaccettabile è che i pazienti se la prenderanno con i medici che saranno sospesi, perché la propria salute viene sempre prima di quella degli altri. È questa visione miope ed egoista alimentata da una massiccia e pilotata disinformazione il terreno fertile per qualsiasi guerra.