Tra l’eseguire un ordine e la propria coscienza spesso il limite è molto sottile. Tale confine si è spesso confuso in questi mesi, per questo il sito
Poliziotti.it ha deciso di pubblicare una lettera in cui denuncia l’esagerazione nei controlli indiscriminati. “Mi rifiuto di mettere le mani nella busta della spesa dei miei concittadini, per controllare cosa hanno comprato e quanto hanno speso” spiega Salvatore Baiocchi, ideatore del sito. “Un ordine deve essere diretto, inequivoco e preciso. Non mi sembra che in questi mesi gli ordini abbiano sempre contenuto questi tre elementi” dice. “L’eccesso di zelo e la mancanza di una comunicazione chiara sulle regole da adottare ha contribuito a creare un senso di sfiducia e rabbia nei confronti delle forze dell’ordine” conclude Baiocchi. #Byoblu24
https://go.byoblu.com/SalvatoreBaiocchiC'è una sfida a cui adesso nessuno si può sottrarre. E comincia da qui:
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Ho apprezzato la sua posizione e mi sembra che sia condivisibile la questione della comunicazione ai cittadini.
Resta un problema enorme che crea una enorme discrezionalità da parte degli agenti che si interfacciano con i cittadini.
Tradotto: quando con regolamenti (forse temporanei) si scardinano principi maturati culturalmente da secoli, che sono ornai connaturati e derivano da una generale condivisione, creare "nuove regole provvisorie" comporta una infinità di "buchi" logici che non possono essere tappati con delle sanzioni.
Mi si permetta un paragone non certo offensivo.
Quando si chiede ad un parente di curare un nostro animale domestico, per quanto ciò venga fatto amorevolmente, l'animale patisce normalmente un forte
stress. Tende a comportarsi "naturalmente" secondo il suo imprinting. Non possiamo sgridarlo o tanto meno, picchiarlo se si rifiuta di mangiare in una ciotola diversa o un cibo diverso.
Sperando che nessuno si sia offeso, voglio dire che l'artificiosità di un norma viene necessariamente scontata in termini di incomprensione e probabile violazione.
Lo so bene come insegnante. Tu puoi darne di regole in classe, ma se non vengono metabolizzate intelligentemente, i ragazzi ti "sputano nel caffè" che ti offrono alla macchinetta.
Se vogliamo evocare un termine che non mi piace perché equivoco, la guerra; In guerra se i soldati non comprendono veramente le scelte del comandante sono incapaci di sacrificarsi, spesso tradiscono.
Non so se mi sono spiegato.
Questi "tenentini" alla pulcinella, mai visti prima, che con voce suadente ci raccontano la storiella del virus cattivo, non sono dei "comandanti", sono dei marescialli della mensa. (con tutto il rispetto per i marescialli di mensa).
Quanto agli agenti che "non se la sentono di...", se ritengono che gli ordini ricevuti non abbiano le caratteristiche richieste da protocollo oppure violano la normativa di grado superiore devono:
1) chiedere formalmente al superiore di ripetere l'ordine in forma definitiva
2) eseguire l'ordine
3) nel caso ravvisino una violazione nell'ordine ricevuto ed eseguito, ricorrano all'autorità competente, che in prima istanza è il Comandante di grado superiore e altrimenti all'autorità giudiziaria.
Mio parere.
Virus o non virus, fa poca differenza.