«Se già nel campo della produzione si riconosce che la macchina, che dovrebbe liberare l’uomo dal lavoro servile a contatto con la natura, lo ha abbassato al livello di schiavo della macchina.
È sbagliato credere che la potenza spirituale della vita sia passata dalla forma dell’individuo in quella delle masse; è passata, piuttosto nell’immensa abbondanza nell' utilità delle cose. Analogamente, la «rivolta degli schiavi», che preme per spodestare l’autocrazia e le forti individualità , non è la rivolta delle masse, ma delle cose. La tecnica ha ottenuto il predominio sull’appartenenza a noi stessi, tramite mille distrazioni.