"Dove si trova il pericolo...": L'alternativa comunitaria in Venezuela.Nel 2009, lo stesso anno in cui ha lanciato il progetto comunitario in Venezuela, Hugo Chávez ha partecipato al vertice sul clima COP15 a Copenaghen. Lì parlò in modo brillante, scherzando sul fatto che se il clima fosse una banca, sarebbe già stato salvato. Rifacendosi a Karl Marx e Frederick Engels, Chávez ha sostenuto che c'era uno "spettro" che infestava la conferenza ed era il "capitalismo". Ha anche detto che uno dei migliori slogan che ha sentito nelle proteste di strada che si sono svolte intorno all'evento è stato "Non cambiate il clima, cambiate il sistema!". Nel suo discorso, che è stato ben accolto dagli attivisti di tutto il mondo, Chávez non ha mai menzionato il nuovo progetto di costruzione del socialismo con la comune come "cellula di base" che aveva avviato quell'estate, ma il fatto è che il progetto di socialismo comunitario che stava emergendo in Venezuela in quel momento è proprio il tipo di cambiamento di sistema che potrebbe salvare il clima e il Sistema Terra più in generale.1 Seguendo questa linea di pensiero, questo saggio esamina alcuni degli aspetti ecologici del progetto venezuelano di socialismo comunitario, così come la sua relazione con l'economia estrattiva ereditata dal Paese.
https://monthlyreview.org/2023/07/01/where-danger-lies-the-communal-alternative-in-venezuela/
Già l'altro ieri ho espresso questa mia idea in altre parole e nel contesto del post del Prof. Zhok su fb che si chiedeva come superare il problema della frammentazione e non organizzazione del fronte antisistema. Lì però ho usato le mie "armi" tecniche di giurista, andando ad approfondire cosa sia una comunità organizzata, come ben indicato dal Santi Romano.
Finché non si abbandona e non abbandonate queste premesse ideologiche che hanno la stessa radice, non ci potrà essere davvero alternativa di organizzazione sociale e politica e di salvezza per l'essere umano. O almeno per la nostra comunità nazionale.*
Perché entrambe prescindono dalla essenza dell'uomo, perché entrambe partono da una mera concezione e visione materiale. Moltissimi anni fa mi posi la domanda del perché non potevo essere comunista, pur condividendone alcune idee economiche e sociali, come non potevo essere capitalista.
Non sono mai riuscita ad accettare la subordinazione della libertà all'uguaglianza che poi si rifvela e si è rivelata in entrambi i regimi storicamente attuati solo formale.
La libertà per lungo tempo è divenuto in Italia una parola da non pronunciare da parte dei comunisti se non solo il 25 aprile e riguardo a determinati contesti. La parola d'ordine superiore era e sempre è stata uguaglianza... formale, ovviamente, nella realtà vissuta.
E nella mia gioventù di studentessa di giurisprudenza di una università di una regione comunista e proveniente da una regione bianca, capii dopo varie riflessioni che entrambe le sponde avevano un peccato d'origine.
Questi ultimi tre anni mi hanno confermato a cosa entrambi questi sistemi mirano: alla subordinazione dell'essere umano vuoi per il bene comune o un interesse superiore della comunità , e al disconoscimento della sua naturale essenza spirituale e dunque libertà che solo nel cristianesimo, intesa come filosofia, se volete, è riconosciuta come valore primario indiscutibile e naturale: il libero arbitrio.
So bene che molti hanno delle loro certezze ideologiche che è difficile lasciarsi dietro nel passato perché sono le loro certezze che hanno forgiato la vostra vita. Io ho affrontato questo percorso già dal 2012 e davvero sono stati anni terribili su una zattera in un oceano in tempesta e senza albero e vela. Ma senza questo passaggio resterete solo a girare intorno allo stesso cerchio e non riuscirete mai a trovare una vera strada d'uscita. E visto che a volte serve indicare che cosa si è e da dove si traggono certe considerazioni vi invito a leggere Norberto Bobbio, Destra e sinistra, 1995 che lessi tanti anni fa, appunto, accanto agli studi e ricerche sulla brevettazione del vivente, il genoma umano, la clonazione e tutto ciò che stava imponendosi nel nostro emisfero oltre alla narrazione climatica del Club di Roma, che per la cronaca insegnavo anche io all'Università nelle mie lezioni sullo sviluppo sostenibile e la disciplina normativa internazionale del prima e dopo Rio 1998.
Badate bene che anche Chavez parte da una premessa condivisa con il capitalismo, ossia che davvero ci sia un cambiamento climatico di origine antropica, ossia la falsa narrazione utilizzata dai capitalisti per cambiare i sistemi di governo delle persone a loro opportunità . Come vedete siamo sempre lì.
Sabrina Liberatoscioli
Dott.ssa Sabrina Lineratoscioli, PhD Diritto internazionale e Comunitario, avvocato, docente, ricercatrice e libera pensatrice.
* ad es. vi invito a partire dalla etimologia della parola nazione, ad esempio e restare aderenti al significato intimo delle parole, perche spesso già li si trovano suggerimenti e soluzioni ai dilemmi complessi come questo in cui ci troviamo.
Si tratta di una tesi in filosofia del dititto sulla creatività giudiziaria nel nostro ordinamento pluralistico di civil law. Mi piacerebbe legarci l'importanza della prevedibilità (nomofilachia) e della predittività (intelligenza artificiale con risorse e criticità ). Grazie
Se poi guardiamo cosa c'e' dietro il cattolicesimo........allora........ apriti cielo.
Questa ossessione sulla necessità di abbandonare le ideologie è utile al sistema di controllo capitalista. Si chiama omologazione culturale. È un idiozia utile al controllo sociale da parte di elite capitaliste.