"Dove si trova il pericolo...": L'alternativa comunitaria in Venezuela.

Nel 2009, lo stesso anno in cui ha lanciato il progetto comunitario in Venezuela, Hugo Chávez ha partecipato al vertice sul clima COP15 a Copenaghen. Lì parlò in modo brillante, scherzando sul fatto che se il clima fosse una banca, sarebbe già stato salvato. Rifacendosi a Karl Marx e Frederick Engels, Chávez ha sostenuto che c'era uno "spettro" che infestava la conferenza ed era il "capitalismo". Ha anche detto che uno dei migliori slogan che ha sentito nelle proteste di strada che si sono svolte intorno all'evento è stato "Non cambiate il clima, cambiate il sistema!". Nel suo discorso, che è stato ben accolto dagli attivisti di tutto il mondo, Chávez non ha mai menzionato il nuovo progetto di costruzione del socialismo con la comune come "cellula di base" che aveva avviato quell'estate, ma il fatto è che il progetto di socialismo comunitario che stava emergendo in Venezuela in quel momento è proprio il tipo di cambiamento di sistema che potrebbe salvare il clima e il Sistema Terra più in generale.1 Seguendo questa linea di pensiero, questo saggio esamina alcuni degli aspetti ecologici del progetto venezuelano di socialismo comunitario, così come la sua relazione con l'economia estrattiva ereditata dal Paese.

https://monthlyreview.org/2023/07/01/where-danger-lies-the-communal-alternative-in-venezuela/

9 comments

Non mi fido del sistema capitalistico né di quello cd socialista o comunista che sia, perché entrambi nascono dalla stessa radice del totalitarismo e stabiliscono un dominio sulla dignità umana ed individuo ed il suo libero arbitrio per un bene superiore o bene comune che sia.

Già l'altro ieri ho espresso questa mia idea in altre parole e nel contesto del post del Prof. Zhok su fb che si chiedeva come superare il problema della frammentazione e non organizzazione del fronte antisistema. Lì però ho usato le mie "armi" tecniche di giurista, andando ad approfondire cosa sia una comunità organizzata, come ben indicato dal Santi Romano.

Finché non si abbandona e non abbandonate queste premesse ideologiche che hanno la stessa radice, non ci potrà essere davvero alternativa di organizzazione sociale e politica e di salvezza per l'essere umano. O almeno per la nostra comunità nazionale.*

Perché entrambe prescindono dalla essenza dell'uomo, perché entrambe partono da una mera concezione e visione materiale. Moltissimi anni fa mi posi la domanda del perché non potevo essere comunista, pur condividendone alcune idee economiche e sociali, come non potevo essere capitalista.
Non sono mai riuscita ad accettare la subordinazione della libertà all'uguaglianza che poi si rifvela e si è rivelata in entrambi i regimi storicamente attuati solo formale.

La libertà per lungo tempo è divenuto in Italia una parola da non pronunciare da parte dei comunisti se non solo il 25 aprile e riguardo a determinati contesti. La parola d'ordine superiore era e sempre è stata uguaglianza... formale, ovviamente, nella realtà vissuta.

E nella mia gioventù di studentessa di giurisprudenza di una università di una regione comunista e proveniente da una regione bianca, capii dopo varie riflessioni che entrambe le sponde avevano un peccato d'origine.

Questi ultimi tre anni mi hanno confermato a cosa entrambi questi sistemi mirano: alla subordinazione dell'essere umano vuoi per il bene comune o un interesse superiore della comunità, e al disconoscimento della sua naturale essenza spirituale e dunque libertà che solo nel cristianesimo, intesa come filosofia, se volete, è riconosciuta come valore primario indiscutibile e naturale: il libero arbitrio.

So bene che molti hanno delle loro certezze ideologiche che è difficile lasciarsi dietro nel passato perché sono le loro certezze che hanno forgiato la vostra vita. Io ho affrontato questo percorso già dal 2012 e davvero sono stati anni terribili su una zattera in un oceano in tempesta e senza albero e vela. Ma senza questo passaggio resterete solo a girare intorno allo stesso cerchio e non riuscirete mai a trovare una vera strada d'uscita. E visto che a volte serve indicare che cosa si è e da dove si traggono certe considerazioni vi invito a leggere Norberto Bobbio, Destra e sinistra, 1995 che lessi tanti anni fa, appunto, accanto agli studi e ricerche sulla brevettazione del vivente, il genoma umano, la clonazione e tutto ciò che stava imponendosi nel nostro emisfero oltre alla narrazione climatica del Club di Roma, che per la cronaca insegnavo anche io all'Università nelle mie lezioni sullo sviluppo sostenibile e la disciplina normativa internazionale del prima e dopo Rio 1998.

Badate bene che anche Chavez parte da una premessa condivisa con il capitalismo, ossia che davvero ci sia un cambiamento climatico di origine antropica, ossia la falsa narrazione utilizzata dai capitalisti per cambiare i sistemi di governo delle persone a loro opportunità. Come vedete siamo sempre lì.

Sabrina Liberatoscioli

Dott.ssa Sabrina Lineratoscioli, PhD Diritto internazionale e Comunitario, avvocato, docente, ricercatrice e libera pensatrice.

* ad es. vi invito a partire dalla etimologia della parola nazione, ad esempio e restare aderenti al significato intimo delle parole, perche spesso già li si trovano suggerimenti e soluzioni ai dilemmi complessi come questo in cui ci troviamo.
Lib ♾
Non mi fido del sistema capitalistico né di quello cd socialista o comunista che sia, perché entrambi nascono dalla stessa radice del totalitarismo e stabiliscono un dominio sulla dignità umana ed individuo ed il suo libero arbitrio per un bene superiore o bene comune che sia. Già l'altro ieri ho espresso questa mia idea in altre parole e nel contesto del post del Prof. Zhok su fb che si chiedeva come superare il problema della frammentazione e non organizzazione del fronte antisistema. Lì però ho usato le mie "armi" tecniche di giurista, andando ad approfondire cosa sia una comunità organizzata, come ben indicato dal Santi Romano. Finché non si abbandona e non abbandonate queste premesse ideologiche che hanno la stessa radice, non ci potrà essere davvero alternativa di organizzazione sociale e politica e di salvezza per l'essere umano. O almeno per la nostra comunità nazionale.* Perché entrambe prescindono dalla essenza dell'uomo, perché entrambe partono da una mera concezione e visione materiale. Moltissimi anni fa mi posi la domanda del perché non potevo essere comunista, pur condividendone alcune idee economiche e sociali, come non potevo essere capitalista. Non sono mai riuscita ad accettare la subordinazione della libertà all'uguaglianza che poi si rifvela e si è rivelata in entrambi i regimi storicamente attuati solo formale. La libertà per lungo tempo è divenuto in Italia una parola da non pronunciare da parte dei comunisti se non solo il 25 aprile e riguardo a determinati contesti. La parola d'ordine superiore era e sempre è stata uguaglianza... formale, ovviamente, nella realtà vissuta. E nella mia gioventù di studentessa di giurisprudenza di una università di una regione comunista e proveniente da una regione bianca, capii dopo varie riflessioni che entrambe le sponde avevano un peccato d'origine. Questi ultimi tre anni mi hanno confermato a cosa entrambi questi sistemi mirano: alla subordinazione dell'essere umano vuoi per il bene comune o un interesse superiore della comunità, e al disconoscimento della sua naturale essenza spirituale e dunque libertà che solo nel cristianesimo, intesa come filosofia, se volete, è riconosciuta come valore primario indiscutibile e naturale: il libero arbitrio. So bene che molti hanno delle loro certezze ideologiche che è difficile lasciarsi dietro nel passato perché sono le loro certezze che hanno forgiato la vostra vita. Io ho affrontato questo percorso già dal 2012 e davvero sono stati anni terribili su una zattera in un oceano in tempesta e senza albero e vela. Ma senza questo passaggio resterete solo a girare intorno allo stesso cerchio e non riuscirete mai a trovare una vera strada d'uscita. E visto che a volte serve indicare che cosa si è e da dove si traggono certe considerazioni vi invito a leggere Norberto Bobbio, Destra e sinistra, 1995 che lessi tanti anni fa, appunto, accanto agli studi e ricerche sulla brevettazione del vivente, il genoma umano, la clonazione e tutto ciò che stava imponendosi nel nostro emisfero oltre alla narrazione climatica del Club di Roma, che per la cronaca insegnavo anche io all'Università nelle mie lezioni sullo sviluppo sostenibile e la disciplina normativa internazionale del prima e dopo Rio 1998. Badate bene che anche Chavez parte da una premessa condivisa con il capitalismo, ossia che davvero ci sia un cambiamento climatico di origine antropica, ossia la falsa narrazione utilizzata dai capitalisti per cambiare i sistemi di governo delle persone a loro opportunità. Come vedete siamo sempre lì. Sabrina Liberatoscioli Dott.ssa Sabrina Lineratoscioli, PhD Diritto internazionale e Comunitario, avvocato, docente, ricercatrice e libera pensatrice. * ad es. vi invito a partire dalla etimologia della parola nazione, ad esempio e restare aderenti al significato intimo delle parole, perche spesso già li si trovano suggerimenti e soluzioni ai dilemmi complessi come questo in cui ci troviamo.
Stavo per scrivere un commento, ma questo mi ha tolto e molto bene le parole di bocca. Grazie.
Ma come si fa a dire che: il capitalismo e il comunismo nascono da radici del totalitarismo? Non vale nemmeno la pena di continuare a leggere il commento sopra. Già dalle premesse denota ignoranza.
Lib ♾
Non mi fido del sistema capitalistico né di quello cd socialista o comunista che sia, perché entrambi nascono dalla stessa radice del totalitarismo e stabiliscono un dominio sulla dignità umana ed individuo ed il suo libero arbitrio per un bene superiore o bene comune che sia. Già l'altro ieri ho espresso questa mia idea in altre parole e nel contesto del post del Prof. Zhok su fb che si chiedeva come superare il problema della frammentazione e non organizzazione del fronte antisistema. Lì però ho usato le mie "armi" tecniche di giurista, andando ad approfondire cosa sia una comunità organizzata, come ben indicato dal Santi Romano. Finché non si abbandona e non abbandonate queste premesse ideologiche che hanno la stessa radice, non ci potrà essere davvero alternativa di organizzazione sociale e politica e di salvezza per l'essere umano. O almeno per la nostra comunità nazionale.* Perché entrambe prescindono dalla essenza dell'uomo, perché entrambe partono da una mera concezione e visione materiale. Moltissimi anni fa mi posi la domanda del perché non potevo essere comunista, pur condividendone alcune idee economiche e sociali, come non potevo essere capitalista. Non sono mai riuscita ad accettare la subordinazione della libertà all'uguaglianza che poi si rifvela e si è rivelata in entrambi i regimi storicamente attuati solo formale. La libertà per lungo tempo è divenuto in Italia una parola da non pronunciare da parte dei comunisti se non solo il 25 aprile e riguardo a determinati contesti. La parola d'ordine superiore era e sempre è stata uguaglianza... formale, ovviamente, nella realtà vissuta. E nella mia gioventù di studentessa di giurisprudenza di una università di una regione comunista e proveniente da una regione bianca, capii dopo varie riflessioni che entrambe le sponde avevano un peccato d'origine. Questi ultimi tre anni mi hanno confermato a cosa entrambi questi sistemi mirano: alla subordinazione dell'essere umano vuoi per il bene comune o un interesse superiore della comunità, e al disconoscimento della sua naturale essenza spirituale e dunque libertà che solo nel cristianesimo, intesa come filosofia, se volete, è riconosciuta come valore primario indiscutibile e naturale: il libero arbitrio. So bene che molti hanno delle loro certezze ideologiche che è difficile lasciarsi dietro nel passato perché sono le loro certezze che hanno forgiato la vostra vita. Io ho affrontato questo percorso già dal 2012 e davvero sono stati anni terribili su una zattera in un oceano in tempesta e senza albero e vela. Ma senza questo passaggio resterete solo a girare intorno allo stesso cerchio e non riuscirete mai a trovare una vera strada d'uscita. E visto che a volte serve indicare che cosa si è e da dove si traggono certe considerazioni vi invito a leggere Norberto Bobbio, Destra e sinistra, 1995 che lessi tanti anni fa, appunto, accanto agli studi e ricerche sulla brevettazione del vivente, il genoma umano, la clonazione e tutto ciò che stava imponendosi nel nostro emisfero oltre alla narrazione climatica del Club di Roma, che per la cronaca insegnavo anche io all'Università nelle mie lezioni sullo sviluppo sostenibile e la disciplina normativa internazionale del prima e dopo Rio 1998. Badate bene che anche Chavez parte da una premessa condivisa con il capitalismo, ossia che davvero ci sia un cambiamento climatico di origine antropica, ossia la falsa narrazione utilizzata dai capitalisti per cambiare i sistemi di governo delle persone a loro opportunità. Come vedete siamo sempre lì. Sabrina Liberatoscioli Dott.ssa Sabrina Lineratoscioli, PhD Diritto internazionale e Comunitario, avvocato, docente, ricercatrice e libera pensatrice. * ad es. vi invito a partire dalla etimologia della parola nazione, ad esempio e restare aderenti al significato intimo delle parole, perche spesso già li si trovano suggerimenti e soluzioni ai dilemmi complessi come questo in cui ci troviamo.
Ma come si fa a dire che: il capitalismo e il comunismo nascono da radici del totalitarismo? Non vale nemmeno la pena di continuare a leggere il commento sopra. Già dalle premesse denota ignoranza.
Lib ♾
Non mi fido del sistema capitalistico né di quello cd socialista o comunista che sia, perché entrambi nascono dalla stessa radice del totalitarismo e stabiliscono un dominio sulla dignità umana ed individuo ed il suo libero arbitrio per un bene superiore o bene comune che sia. Già l'altro ieri ho espresso questa mia idea in altre parole e nel contesto del post del Prof. Zhok su fb che si chiedeva come superare il problema della frammentazione e non organizzazione del fronte antisistema. Lì però ho usato le mie "armi" tecniche di giurista, andando ad approfondire cosa sia una comunità organizzata, come ben indicato dal Santi Romano. Finché non si abbandona e non abbandonate queste premesse ideologiche che hanno la stessa radice, non ci potrà essere davvero alternativa di organizzazione sociale e politica e di salvezza per l'essere umano. O almeno per la nostra comunità nazionale.* Perché entrambe prescindono dalla essenza dell'uomo, perché entrambe partono da una mera concezione e visione materiale. Moltissimi anni fa mi posi la domanda del perché non potevo essere comunista, pur condividendone alcune idee economiche e sociali, come non potevo essere capitalista. Non sono mai riuscita ad accettare la subordinazione della libertà all'uguaglianza che poi si rifvela e si è rivelata in entrambi i regimi storicamente attuati solo formale. La libertà per lungo tempo è divenuto in Italia una parola da non pronunciare da parte dei comunisti se non solo il 25 aprile e riguardo a determinati contesti. La parola d'ordine superiore era e sempre è stata uguaglianza... formale, ovviamente, nella realtà vissuta. E nella mia gioventù di studentessa di giurisprudenza di una università di una regione comunista e proveniente da una regione bianca, capii dopo varie riflessioni che entrambe le sponde avevano un peccato d'origine. Questi ultimi tre anni mi hanno confermato a cosa entrambi questi sistemi mirano: alla subordinazione dell'essere umano vuoi per il bene comune o un interesse superiore della comunità, e al disconoscimento della sua naturale essenza spirituale e dunque libertà che solo nel cristianesimo, intesa come filosofia, se volete, è riconosciuta come valore primario indiscutibile e naturale: il libero arbitrio. So bene che molti hanno delle loro certezze ideologiche che è difficile lasciarsi dietro nel passato perché sono le loro certezze che hanno forgiato la vostra vita. Io ho affrontato questo percorso già dal 2012 e davvero sono stati anni terribili su una zattera in un oceano in tempesta e senza albero e vela. Ma senza questo passaggio resterete solo a girare intorno allo stesso cerchio e non riuscirete mai a trovare una vera strada d'uscita. E visto che a volte serve indicare che cosa si è e da dove si traggono certe considerazioni vi invito a leggere Norberto Bobbio, Destra e sinistra, 1995 che lessi tanti anni fa, appunto, accanto agli studi e ricerche sulla brevettazione del vivente, il genoma umano, la clonazione e tutto ciò che stava imponendosi nel nostro emisfero oltre alla narrazione climatica del Club di Roma, che per la cronaca insegnavo anche io all'Università nelle mie lezioni sullo sviluppo sostenibile e la disciplina normativa internazionale del prima e dopo Rio 1998. Badate bene che anche Chavez parte da una premessa condivisa con il capitalismo, ossia che davvero ci sia un cambiamento climatico di origine antropica, ossia la falsa narrazione utilizzata dai capitalisti per cambiare i sistemi di governo delle persone a loro opportunità. Come vedete siamo sempre lì. Sabrina Liberatoscioli Dott.ssa Sabrina Lineratoscioli, PhD Diritto internazionale e Comunitario, avvocato, docente, ricercatrice e libera pensatrice. * ad es. vi invito a partire dalla etimologia della parola nazione, ad esempio e restare aderenti al significato intimo delle parole, perche spesso già li si trovano suggerimenti e soluzioni ai dilemmi complessi come questo in cui ci troviamo.
Buongiorno Professoressa. Condivido tutto il suo ragionamento. Sono un laureando in giurisprudenza e, dato che mi pare che sia molto competente in materia di filosofia politica e del diritto, le chiedo cosa ne pensa dell'argomento della tesi che ho intenzione di discutere in dicembre.
Si tratta di una tesi in filosofia del dititto sulla creatività giudiziaria nel nostro ordinamento pluralistico di civil law. Mi piacerebbe legarci l'importanza della prevedibilità (nomofilachia) e della predittività (intelligenza artificiale con risorse e criticità). Grazie
Natale Babbo (nonno gelo)
Ma come si fa a dire che: il capitalismo e il comunismo nascono da radici del totalitarismo? Non vale nemmeno la pena di continuare a leggere il commento sopra. Già dalle premesse denota ignoranza.
Hai pienamente ragione. Io sono atea e per comportarsi onestamente non occorre credere in qualcosa, i valori li abbiamo dentro di noi, comunque.
Se poi guardiamo cosa c'e' dietro il cattolicesimo........allora........ apriti cielo.
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Non mi fido del sistema capitalistico né di quello cd socialista o comunista che sia, perché entrambi nascono dalla stessa radice del totalitarismo e stabiliscono un dominio sulla dignità umana ed individuo ed il suo libero arbitrio per un bene superiore o bene comune che sia. Già l'altro ieri ho espresso questa mia idea in altre parole e nel contesto del post del Prof. Zhok su fb che si chiedeva come superare il problema della frammentazione e non organizzazione del fronte antisistema. Lì però ho usato le mie "armi" tecniche di giurista, andando ad approfondire cosa sia una comunità organizzata, come ben indicato dal Santi Romano. Finché non si abbandona e non abbandonate queste premesse ideologiche che hanno la stessa radice, non ci potrà essere davvero alternativa di organizzazione sociale e politica e di salvezza per l'essere umano. O almeno per la nostra comunità nazionale.* Perché entrambe prescindono dalla essenza dell'uomo, perché entrambe partono da una mera concezione e visione materiale. Moltissimi anni fa mi posi la domanda del perché non potevo essere comunista, pur condividendone alcune idee economiche e sociali, come non potevo essere capitalista. Non sono mai riuscita ad accettare la subordinazione della libertà all'uguaglianza che poi si rifvela e si è rivelata in entrambi i regimi storicamente attuati solo formale. La libertà per lungo tempo è divenuto in Italia una parola da non pronunciare da parte dei comunisti se non solo il 25 aprile e riguardo a determinati contesti. La parola d'ordine superiore era e sempre è stata uguaglianza... formale, ovviamente, nella realtà vissuta. E nella mia gioventù di studentessa di giurisprudenza di una università di una regione comunista e proveniente da una regione bianca, capii dopo varie riflessioni che entrambe le sponde avevano un peccato d'origine. Questi ultimi tre anni mi hanno confermato a cosa entrambi questi sistemi mirano: alla subordinazione dell'essere umano vuoi per il bene comune o un interesse superiore della comunità, e al disconoscimento della sua naturale essenza spirituale e dunque libertà che solo nel cristianesimo, intesa come filosofia, se volete, è riconosciuta come valore primario indiscutibile e naturale: il libero arbitrio. So bene che molti hanno delle loro certezze ideologiche che è difficile lasciarsi dietro nel passato perché sono le loro certezze che hanno forgiato la vostra vita. Io ho affrontato questo percorso già dal 2012 e davvero sono stati anni terribili su una zattera in un oceano in tempesta e senza albero e vela. Ma senza questo passaggio resterete solo a girare intorno allo stesso cerchio e non riuscirete mai a trovare una vera strada d'uscita. E visto che a volte serve indicare che cosa si è e da dove si traggono certe considerazioni vi invito a leggere Norberto Bobbio, Destra e sinistra, 1995 che lessi tanti anni fa, appunto, accanto agli studi e ricerche sulla brevettazione del vivente, il genoma umano, la clonazione e tutto ciò che stava imponendosi nel nostro emisfero oltre alla narrazione climatica del Club di Roma, che per la cronaca insegnavo anche io all'Università nelle mie lezioni sullo sviluppo sostenibile e la disciplina normativa internazionale del prima e dopo Rio 1998. Badate bene che anche Chavez parte da una premessa condivisa con il capitalismo, ossia che davvero ci sia un cambiamento climatico di origine antropica, ossia la falsa narrazione utilizzata dai capitalisti per cambiare i sistemi di governo delle persone a loro opportunità. Come vedete siamo sempre lì. Sabrina Liberatoscioli Dott.ssa Sabrina Lineratoscioli, PhD Diritto internazionale e Comunitario, avvocato, docente, ricercatrice e libera pensatrice. * ad es. vi invito a partire dalla etimologia della parola nazione, ad esempio e restare aderenti al significato intimo delle parole, perche spesso già li si trovano suggerimenti e soluzioni ai dilemmi complessi come questo in cui ci troviamo.
"Finché non si abbandona e non abbandonate queste premesse ideologiche che hanno la stessa radice, non ci potrà essere davvero alternativa di organizzazione sociale e politica e di salvezza per l'essere umano. O almeno per la nostra comunità nazionale."

Questa ossessione sulla necessità di abbandonare le ideologie è utile al sistema di controllo capitalista. Si chiama omologazione culturale. È un idiozia utile al controllo sociale da parte di elite capitaliste.
Nicola Testi
Buongiorno Professoressa. Condivido tutto il suo ragionamento. Sono un laureando in giurisprudenza e, dato che mi pare che sia molto competente in materia di filosofia politica e del diritto, le chiedo cosa ne pensa dell'argomento della tesi che ho intenzione di discutere in dicembre. Si tratta di una tesi in filosofia del dititto sulla creatività giudiziaria nel nostro ordinamento pluralistico di civil law. Mi piacerebbe legarci l'importanza della prevedibilità (nomofilachia) e della predittività (intelligenza artificiale con risorse e criticità). Grazie
Guarda, la mia tesi di laurea fu essenzialmente sui venti anni giurisprudenza creativa ex art. 177 TCE (allora) della Corte di Lussemburgo. Poi la storia cambiò con la nomina di un presidente spagnolo e misero le briglie alla Corte, dopo il 1998. Evvero avevo una tesi in filosofia del diritto con il Prof. Alessandro Giuliani: me la propose lui. Poi alla fine di un lungo percorso, decisi per diritto istituzionale e commerciale europeo che era allora un complementare come diritto delle comunità europee. Non so chi ti segue, spero abbia spalle larghe, perché ad es io in dottorato in corsa al secondo anno fui costretta a cambiare tema di ricerca sulle biotecnologie del vivente e i diritti umani, perché scorsi ostilità dell'allora Direttore del Dipartimento di Diritto pubblico che era anche membro del Comitato Nazionale di Bioetica, e pur essendo il mio Prof relatore un vero potere, ritenemmo necessario in seguito ad alcune vicende, che era meglio passare al tema delle migrazioni internazionali e governance, allora poco trattato e ancora poco politico, allora. In ogni caso, interessante il confronto tra la prevedibilità e predittività della IA. Qui a Perugia l'ordine degli Avvocati fara già un convegno al riguardo. Ti rispondo a braccio con i dati che mi hai offerto: nel nostro sistema continentale molto imbastardito negli ultimi decenni con il sistema anglosassone, occorre dirlo, in conseguenza di una prolifica attività di normazione internazionale che europea, ancora le norme legano fortemente il giudice e quindi probabilmente la IA sarà maggiormente vicina alla prevedibilità dell'esito, in apparenza, però, perché l'astuzia e perizia giuridica italiana non ha eguali, finché ci sarà il dominio della interpretazione del dititto secondo le disposizioni delle preleggi con quello che ne consegue, soprattutto in termini di adattamento del diritto al caso particolare e secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico. Per il momento, non potrei aggiungere altro anche perché il tema della predittività è ancora per me da approfondire. Penso che comunque il nostro sistema di civil law ha molte più risorse della common law per affrontare questo nuovo argomento. Un testo magari per comprendere le origini del diritto inglese, molto legato alla teoria economica di Adam Smith così come davvero la intendeva Smith e non come poi fu diffusa dai poteri dominanti, e dell'influenza del diritto romano e dunque della civil law con tutto il suo portato aristotelico e la fondamentale definizione aristotelica della giustizia, lo trovi in una dispensa davvero illuminante di Alessandro Giuliani, Giustizia ed ordine economico, 1992-1993.
Lib ♾
Guarda, la mia tesi di laurea fu essenzialmente sui venti anni giurisprudenza creativa ex art. 177 TCE (allora) della Corte di Lussemburgo. Poi la storia cambiò con la nomina di un presidente spagnolo e misero le briglie alla Corte, dopo il 1998. Evvero avevo una tesi in filosofia del diritto con il Prof. Alessandro Giuliani: me la propose lui. Poi alla fine di un lungo percorso, decisi per diritto istituzionale e commerciale europeo che era allora un complementare come diritto delle comunità europee. Non so chi ti segue, spero abbia spalle larghe, perché ad es io in dottorato in corsa al secondo anno fui costretta a cambiare tema di ricerca sulle biotecnologie del vivente e i diritti umani, perché scorsi ostilità dell'allora Direttore del Dipartimento di Diritto pubblico che era anche membro del Comitato Nazionale di Bioetica, e pur essendo il mio Prof relatore un vero potere, ritenemmo necessario in seguito ad alcune vicende, che era meglio passare al tema delle migrazioni internazionali e governance, allora poco trattato e ancora poco politico, allora. In ogni caso, interessante il confronto tra la prevedibilità e predittività della IA. Qui a Perugia l'ordine degli Avvocati fara già un convegno al riguardo. Ti rispondo a braccio con i dati che mi hai offerto: nel nostro sistema continentale molto imbastardito negli ultimi decenni con il sistema anglosassone, occorre dirlo, in conseguenza di una prolifica attività di normazione internazionale che europea, ancora le norme legano fortemente il giudice e quindi probabilmente la IA sarà maggiormente vicina alla prevedibilità dell'esito, in apparenza, però, perché l'astuzia e perizia giuridica italiana non ha eguali, finché ci sarà il dominio della interpretazione del dititto secondo le disposizioni delle preleggi con quello che ne consegue, soprattutto in termini di adattamento del diritto al caso particolare e secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico. Per il momento, non potrei aggiungere altro anche perché il tema della predittività è ancora per me da approfondire. Penso che comunque il nostro sistema di civil law ha molte più risorse della common law per affrontare questo nuovo argomento. Un testo magari per comprendere le origini del diritto inglese, molto legato alla teoria economica di Adam Smith così come davvero la intendeva Smith e non come poi fu diffusa dai poteri dominanti, e dell'influenza del diritto romano e dunque della civil law con tutto il suo portato aristotelico e la fondamentale definizione aristotelica della giustizia, lo trovi in una dispensa davvero illuminante di Alessandro Giuliani, Giustizia ed ordine economico, 1992-1993.
Grazie è stata gentilissima!! Un caro saluto