Da almeno trenta anni su favoleggia dell'inattendibilità del Pil come misuratore della crescita economica e molti hanno sempre vaneggiato di Prodotti felicitari lordi e netti e altre corbellerie annesse e connesse. Poi è venuta la guerra e abbiamo scoperto una cosa impensabile ed inaudita. L'acquisto di uno spazio pubblicitario su Facebook è Pil, come l'Interesse su un mutuo è Pil, una pizzetta al taglio è Pil, così come un biglietto aereo è Pil. Anche un barile di petrolio è pil, un sacco di grano e uno di mais sono pil, un metrocubo di gas è Pil, così come è Pil un quintale di carbone. Il fatto è cari e care, che perquanto il barile di petrolio, il sacco di grano e di mais, il metrocubo di gas e il quintale di carbone siano puzzolenti, sporchi e per nulla glamour sono necessari affinché l'aereo voli, i server di Facebook abbiano energia, la pizzetta possa essere impastata e cotta e via discorrendo. Per produrre le merci glamour che produciamo in occidente servono le materie prime prodotte in oriente. Senza queste ultime noi non produciamo praticamente nulla. Il Pil non è tutto eguale: tutto si misura in termini uguali, ma una parte pesa più dell'altra.
Il mondo occidentale ha un PIL basato sui servizi, i paesi emergenti sulle risorse.
Come l'Europa sta iniziando a capire, i servizi non si mangiano nè possono essere usati per scaldarsi o fare il pieno alla macchina.