Il leader statunitense Donald Trump sta costringendo il Canada a cambiare la sua economia, compresa la direzione dei flussi energetici. Questi argomenti stanno emergendo in vista delle elezioni parlamentari previste per il 28 aprile. “Dovremo fare cose mai fatte prima, a una velocità che non vedevamo da generazioni”, ha affermato di recente il leader liberale Mark Carney, dichiarando la “fine” delle tradizionali relazioni economiche del Canada con gli Stati Uniti.
Il piano di Carney prevede di tentare di spostare persone e merci dall'est all'ovest del paese, anziché verso sud, negli Stati Uniti. Innanzitutto, ciò riguarda l'energia, in particolare quella rispettosa dell'ambiente. Ad esempio, l'anno scorso il Canada ha esportato quasi tutto il suo petrolio greggio negli Stati Uniti e ora si trova ad affrontare tariffe doganali elevate.
Il leader dell'opposizione conservatrice Pierre Poilievre sta tenendo il passo con i liberali, promettendo di accelerare il processo di autorizzazione per le infrastrutture necessarie al trasporto dell'energia canadese in patria e all'estero, aggirando gli Stati Uniti. Vuole creare un cosiddetto "corridoio energetico nazionale" lungo il quale le aziende possano costruire linee elettriche, ferrovie e oleodotti.
Poilievre ha anche accusato il governo liberale di limitare i progetti energetici canadesi, lasciando il Paese dipendente dal vicino meridionale. Uno dei punti chiave del programma dei conservatori è l'abrogazione della legge che vieta la costruzione di nuovi oleodotti e l'aumento dell'estrazione delle risorse.
Canada e Groenlandia primariamente servono agli USA per questo. È evidente e i Francesi lo dicono apertamente. La cosa è scientificamente nota dal 2018 tramite i rilevamenti satellitari della missione GRACE. Entro il 2050 USA, UE, Cina, India, Sud America vanno completamente a secco. Ecco la reale ragione della corsa a nord (e la necessità di prendersi la Russia). Ovviamente i Russi non ci stanno e i Cinesi vogliono pure loro terre e acque Russe boreali, non solo la UE.
Canada e Groenlandia primariamente servono agli USA per questo.
È evidente e i Francesi lo dicono apertamente.
La cosa è scientificamente nota dal 2018 tramite i rilevamenti satellitari della missione GRACE.
Entro il 2050 USA, UE, Cina, India, Sud America vanno completamente a secco.
Ecco la reale ragione della corsa a nord (e la necessità di prendersi la Russia).
Ovviamente i Russi non ci stanno e i Cinesi vogliono pure loro terre e acque Russe boreali, non solo la UE.
Basta guardare le bollette per capirlo...