💥💥💥‼️‼️‼️‼️ Mi ero già accorto di questo strano fenomeno qualche anno fa: o sono cambiati i miei gusti musicali, oppure da giovane non capivo assolutamente nulla.
Da ragazzo ascoltavo i soliti noti del cantautorato italiano: Guccini, De Gregori, De André. Insomma, quelli che strimpellavano i loro pezzi e apparivano (o almeno apparivano a me) come grandi intellettuali politicamente impegnati.
Poi, qualche anno fa, ho iniziato a notare qualcosa di diverso. Prendete Nada: a mio avviso è un'artista gigantesca. Non a caso ho fatto cantare Ma che freddo fa al protagonista del mio romanzo Ananke, mentre sparava dal tetto della Casa dei Sindacati a Kiev...
Oggi ero in macchina, ascoltavo la radio e a un certo punto è partita questa canzone: «Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è», scritta da Raf e cantata da Laura Pausini.
Appena l'ho sentita sono rimasto di sasso. «Ma chi l'ha scritta, Dostoevskij?» mi sono chiesto.
Prendete questo passaggio:
«Che vuoto che c’è / la vita cos’è? / è una gara senza senso e no / siamo soli nell’immenso vuoto che c’è / la vita cos’è?»
Potrebbe tranquilamente cantarla l'Uomo del Sottosuolo. Oppure ancora:
«Non ci sarà redenzione per i nostri peccati / e non c’è verità che non vada a pezzi / siamo pazzi siamo dannati / non prendersi mai, ritrovarsi qui distratti e abbandonati / quante stelle nei cellophane questa notte avvolgerai? / quanti sogni nell’anima come angeli incontrerai? / non lo vedi? Lo sai / siamo fragili noi...»
Ma non sembra una strofa recitata dal Principe Stavrogin ne I demoni?
A volte ci sembrano solo canzonette, e invece sono capolavori.
https://www.youtube.com/watch?v=1OdEF0mAkA4&list=RD1OdEF0mAkA4&start_radio=1
Non ti preoccupare.
Ti siamo vicini.
Coraggio Giuseppe, ce la puoi fare