Chi ci guadagna di questi tempi? Sicuramente sono in molti a perderci: i lavoratori, i commercianti, le imprese, le famiglie. Ma c’è qualcuno che invece ne trae profitto? C’è. E lo spiega bene il giurista internazionale Ugo Mattei, con un articolo su Il Fatto Quotidiano. Quando si usa la retorica della guerra, se ne dovrebbero trarre tuttavia anche le conseguenze: nei periodi bellici non si devono trarre profitti. Ogni arricchimento non motivato, come lo chiamano i giuristi, andrebbe restituito. È una questione di sicurezza nazionale. E mentre a New York si mette in dubbio la capacità di sfamare i cittadini, in Italia facciamo partire centinaia di migliaia di pacchi di pasta con treni speciali per i tedeschi. Scorte alimentari che forse serviranno a noi e che andrebbero invece custodite. È la follia del profitto privato: se non viene contenuta dalla mano ferma dello Stato, in Europa ci sarà presto il “Si salvi chi può”!
https://go.byoblu.com/MatteiEuropa
Certe cose non cambiano.
al minuto 9:18 e seguenti: è meglio che la gente vada al supermercato e non dai dettaglianti perché così fa meno code e quindi (immagino si voglia sottintendere) si infetta meno.
Fate voi.
Una cosa che forse potrebbe far capire: un agricoltore italiano produce il cibo per 20 suoi connazionali, ma non può immagazinarlo e quindi, essendo costretto a venderlo pena il deperimento, di fatto non può contrattare i prezzi. Fate un piccolo ragionamento e poi vedete come è messa l'agricoltura rispetto alla distribuzione. Ma questo è un vecchio discorso. Mi permetto di parlarne durante il coronavirus in cui si invoca l'agricoltura come strategica, salvo poi, finito tutto, riprenderla a calci nel culo, quando si tornerà alla c.d. normalità.
Scusate il francesismo.
Utilizziamoli così nostri militari (professionisti) al posto che controllare il traffico di presunti untori.
Vedrai come mollano infretta le mascherine.... ma bisogna avere i coglioni. Giusto?
Il latte poi, se non lo vendi subito lo butti e se non te lo ritirano non riesci a trovare facilmente un altro acquirente.
Un caseificio, se vende meno, non fa altro che comprare meno latte. Ma tu non puoi chiedere alle vacche di produrre più o meno latte a piacimento.
Il fieno anche se lo puoi iimmagazzinare, alla fine dell'inverno sei costretto a venderlo perché a maggio devi ricoverare quello nuovo. E i commercianti questo lo sanno bene.
Ecc. ecc.
Credo di essermi spiegato.
SEI BATTI UN COLPO, CONTATTA IL DOTT. SAMORINDO PECI E FALLO PARLARE
FINCHÉ SIAMO ANCORA IN TEMPO
https://youtu.be/sDVZROJwD1g