Chi ci guadagna di questi tempi? Sicuramente sono in molti a perderci: i lavoratori, i commercianti, le imprese, le famiglie. Ma c’è qualcuno che invece ne trae profitto? C’è. E lo spiega bene il giurista internazionale Ugo Mattei, con un articolo su Il Fatto Quotidiano. Quando si usa la retorica della guerra, se ne dovrebbero trarre tuttavia anche le conseguenze: nei periodi bellici non si devono trarre profitti. Ogni arricchimento non motivato, come lo chiamano i giuristi, andrebbe restituito. È una questione di sicurezza nazionale. E mentre a New York si mette in dubbio la capacità di sfamare i cittadini, in Italia facciamo partire centinaia di migliaia di pacchi di pasta con treni speciali per i tedeschi. Scorte alimentari che forse serviranno a noi e che andrebbero invece custodite. È la follia del profitto privato: se non viene contenuta dalla mano ferma dello Stato, in Europa ci sarà presto il “Si salvi chi può”!

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8 comments

Sofia
Ma mandiamoli quanta più pasta possibile, col glutine e le loro patate li annichiliremo.
Alex M
Glieli avremmo dovuti far pagare 10 volte tanto i pacchi di pasta ai crucchi, dopo una vita che ci chiamano " mafiosi " e dopo il terzo tentativo in un secolo di conquistare l' Europa intera con le cattive.
Certe cose non cambiano.
Telejack
https://go.byoblu.com/Federdistribuzione

al minuto 9:18 e seguenti: è meglio che la gente vada al supermercato e non dai dettaglianti perché così fa meno code e quindi (immagino si voglia sottintendere) si infetta meno.
Telejack
Telejack
https://go.byoblu.com/Federdistribuzione al minuto 9:18 e seguenti: è meglio che la gente vada al supermercato e non dai dettaglianti perché così fa meno code e quindi (immagino si voglia sottintendere) si infetta meno.
Quanto al bonus di 600€ ricordo, tanto per fare un esempio, che un copertone di un trattore di media potenza costa 2500€ e un ricambio di oilio idraulico di un piccolo escavatore costa 800€
Fate voi.
Una cosa che forse potrebbe far capire: un agricoltore italiano produce il cibo per 20 suoi connazionali, ma non può immagazinarlo e quindi, essendo costretto a venderlo pena il deperimento, di fatto non può contrattare i prezzi. Fate un piccolo ragionamento e poi vedete come è messa l'agricoltura rispetto alla distribuzione. Ma questo è un vecchio discorso. Mi permetto di parlarne durante il coronavirus in cui si invoca l'agricoltura come strategica, salvo poi, finito tutto, riprenderla a calci nel culo, quando si tornerà alla c.d. normalità.
Scusate il francesismo.
Telejack
Visto che mi sembra si è parlato delle mascherine trattenute in Germania, proviamo a mettere un battaglione di truppe speciali che rimandano indietro le autobotti di latte che entrano a Vipiteno dal Brennero!!!
Utilizziamoli così nostri militari (professionisti) al posto che controllare il traffico di presunti untori.
Vedrai come mollano infretta le mascherine.... ma bisogna avere i coglioni. Giusto?
Telejack
Agnese Bazzani
perchè non può immagazinarlo? gli è vietato? per legge? grazie perchè non conosco questa cosa
perché i prodotti agricoli sono generalmente molto deperibili e in grandi volumi. Una volta per proteggere da questo rischio esistevano i consorzi agrari che riuscivano ad evitare in parte questo problema.
Il latte poi, se non lo vendi subito lo butti e se non te lo ritirano non riesci a trovare facilmente un altro acquirente.
Un caseificio, se vende meno, non fa altro che comprare meno latte. Ma tu non puoi chiedere alle vacche di produrre più o meno latte a piacimento.
Il fieno anche se lo puoi iimmagazzinare, alla fine dell'inverno sei costretto a venderlo perché a maggio devi ricoverare quello nuovo. E i commercianti questo lo sanno bene.
Ecc. ecc.
Credo di essermi spiegato.
Guardate questo e fatelo girare il più possibile grazie!! MESSORA SE CI
SEI BATTI UN COLPO, CONTATTA IL DOTT. SAMORINDO PECI E FALLO PARLARE
FINCHÉ SIAMO ANCORA IN TEMPO
https://youtu.be/sDVZROJwD1g