Eh no Cazzaballa, gli asintomatici positivi non contagiano affatto. Lo ha detto persino la stessa OMS. Il compito di una vera opposizione sarebbe stato dirlo subito, ma quando sei su Twitter a fare il gatekeeper, il tuo compito non è opporsi alla dittatura ma reggergli il gioco.

48 comments

Cesare non ho parole di come si sia ridotto questo ex trader
🤦‍♂️🤦‍♂️🤦‍♂️
Ma la vera domanda è:
perché perdere tempo a discutere con Cazzaballa?
Ma se sono vaccinato con 2 dosi ma positivo posso partire?
Le loro balle non di possono piĂą sopportare
Che imbecille!!! Ma perché questa gente deve influenzare la nostra vita con le loro stupidaggini?
marco x
Da denunciare per procurato allarme
Che idiots
Ma questo cialtrone perché non ha la buona creanza di tacere? Asintomatico covid = sano = non contagioso. Fine. Vaffanculo. Ma poi... La costituzione nessuno di questi bastardi si è preso la briga di leggerla?!
"LA VERITĂ€ NON DETTA.
Un medico di base di Bologna che ha continuato imperterrita il suo mestiere ... tra cento difficoltà: “Noi medici di medicina generale, tutti gli anni, generalmente da ottobre a marzo, vediamo polmoniti interstiziali, polmoniti atipiche. E tutti gli anni le trattiamo con antibiotico. Si tratta di sintomi simil-influenzali - tosse, febbre, poi compare “senso di affanno” - che non si esauriscono nell’arco di qualche giorno.
La valutazione del paziente e l’evoluzione clinica depongono per forme batteriche; si dà loro un antibiotico macrolide (e nei casi più complicati del cortisone) e, nell’arco di qualche giorno, si riprendono egregiamente con completa risoluzione dei sintomi.
Quest’anno non è andata così.
Il 22 febbraio di quest’anno è stata comunicata la circolazione di un nuovo coronavirus.
Il Ministero della Salute ha mandato un’ordinanza a tutti noi medici del territorio, dicendoci sostanzialmente che eravamo di fronte a un nuovo virus, sconosciuto, per il quale non esisteva alcuna terapia.
La cosa paradossale è che fino a quel giorno avevamo gestito i medesimi pazienti con successo, senza affollare ospedali e terapie intensive; ma da quel momento si è deciso che tutto quello che avevamo fatto fino ad allora non poteva più funzionare. Non era più possibile un approccio clinico/terapeutico.
Noi, medici di Medicina generale, dovevamo da allora delegare al dipartimento di Sanità Pubblica, che non fa clinica, ma una sorveglianza di tipo epidemiologico; potevamo vedere i pazienti solamente se in possesso di mascherina FFP2, che io ho potuto ritirare all’ASL solo il 30 di marzo.
Ma c’è una cosa più grave.
Nella circolare ministeriale, il Ministro della SanitĂ  ci dava le seguenti indicazioni su come approcciarci ai malati: isolamento e riduzione dei contatti, uso dei vari DPI, disincentivazione delle iniziative di ricorso autonomo ai servizi sanitari, al pronto soccorso, al medico di medicina generale. Dunque, le persone che stavano male erano isolate; e, cosa ancora piĂą grave, il numero di pubblica utilitĂ  previsto non rispondeva.
Tutti i pazienti lamentavano che non rispondeva nessuno; io stessa ho provato a chiamare il 1500 senza successo. Un ministro della salute che si accinge ad affrontare una emergenza sanitaria prevede che i numeri di pubblica utilitĂ  non rispondano?
Un disastro.
In sintesi: le polmoniti atipiche non sono state più trattate con antibiotico, i pazienti lasciati soli, abbandonati a se stessi a domicilio. Ovviamente dopo 7-10 giorni, con la cascata di citochine e l’amplificazione del processo infiammatorio, arrivavano in ospedale in fin di vita.
Poi, la ventilazione meccanica ha fatto il resto.
IO HO CONTINUATO A FARE QUELLO CHE HO SEMPRE FATTO, RISCHIANDO ANCHE DENUNCE PER EPIDEMIA COLPOSA, E NON HO AVUTO NÉ UN DECESSO, NÉ UN RICOVERO IN TERAPIA INTENSIVA.
HO PARLATO CON UNA COLLEGA DI BERGAMO E UN ALTRO COLLEGA DI BOLOGNA, CHE HANNO CONTINUATO A LAVORARE NEL MEDESIMO MODO, E NESSUNO DI NOI HA AVUTO DECESSI E RICOVERI IN TERAPIA INTENSIVA.
Anche l’OMS ha dato indicazioni problematiche: nelle prime fasi della malattia ha previsto solo l’isolamento domiciliare, nella seconda e terza fase, quindi condizioni di gravità moderata e severa, l’unico approccio terapeutico previsto doveva essere l’ossigenoterapia e la ventilazione meccanica.
A mio modo di vedere c’è una responsabilità anche dell’OMS, perché non ha dato facoltà al medico di valutare clinicamente il paziente.”
(Dott.ssa Grazia Dondini - Medico di base in provincia di Bologna).
Show next 37 comments