Con l’Italia paralizzata dal virus, la distribuzione dei beni di prima necessità non si ferma. Eppure ci chiediamo se sarà sempre così, dovesse il blocco dell’Italia protrarsi per lungo tempo. Come si organizza la distribuzione degli alimentari e di altri beni in situazioni di crisi sanitaria? Come viene garantito l’approvvigionamento dei beni nei negozi? Con quali garanzie per chi lavora nel settore della distribuzione e per i consumatori? Lo abbiamo chiesto a Stefano Crippa, Direttore dell’Ufficio studi e comunicazione di Federdistribuzione.
https://go.byoblu.com/Federdistribuzione
Infatti spinge le persone ad acquistare al famoso "supermercato" perché quello che garantisce "una fila sola", quindi speriamo che quei pochi dettaglianti che sono rimasti nelle città e nei paesi, nei centri storici, con questa mazzata, chiudano definivamente, lasciando, dopo il coronavirus, tutta la distribuzione a grandi catene di distribuzione magari tedesche e francesi.
Per quanto concerne i negozi di beni non alimentari, avviene peggio, perché questi sono chiusi, mentre i famosi "supermercati" esercitano, sulla scorta di una necessità dei cittadini ("pennarelli e pile", ma anche saponi profumi, articoli per il bagno, ricambi di bicicletta, ecc.) evidentemente una concorrenza di fatto sleale, che causerà la chiusura post virus di molti dettaglianti che lasceranno via libera, ancora una volta alle grandi catene.
Sono un agricoltore, avrei molto da dire sui prodotti italiani, latte compreso, ma per ora mi permetto di ringraziare il signor Crippa a nome dei dettaglianti italiani.
Saluti.
Vale però la pena offrire qualche numero anche al sig Crippa oltre che a Byoblu poco frequentato come il mainstream dall'agricoltura italiana, a parte le olive.
Lascio il file su Dropbox qualche giorno
https://www.dropbox.com/s/ojay4fy78zossbi/Troppa-importazione_27_03_2020.jpg?dl=0