Un uomo condannato per omicidio viene imprigionato in una gabbia di legno in una strada cinese. Verrà lasciato morire di sete, fame e freddo. Circa 1930

Questa agghiacciante fotografia cattura una forma di giustizia tanto psicologica quanto fisica. Nella Cina degli anni '30, quest'uomo, condannato per omicidio, fu rinchiuso in una gabbia di legno nota come cangue, uno strumento di punizione secolare progettato per infliggere una morte lenta e pubblica. Immobilizzato in posizione eretta, veniva lasciato per strada a morire di fame, disidratazione ed esposizione agli elementi. La struttura della cangue rendeva impossibili anche i più piccoli movimenti, come sedersi, grattarsi o coprirsi il viso.

Sebbene possa sembrare medievale, la pratica persistette fino al XX secolo nelle aree rurali della Cina, in particolare dove prevalevano ancora l'autorità tradizionale e gli ideali confuciani di ordine. La punizione non mirava semplicemente a espellere un criminale dalla società, ma a trasformare l'atto di morire in un monito pubblico. La folla, come si vede sullo sfondo dell'immagine, si radunava per assistere al processo, a volte offrendo avanzi di cibo o acqua, sebbene ciò fosse spesso proibito.

A differenza delle esecuzioni occidentali, che spesso miravano a una rapida conclusione, questo metodo era teatrale, trasformando il condannato in un simbolo vivente di importanza. La lenta degradazione del corpo, durata giorni, a volte persino settimane, aveva lo scopo di umiliare, svergognare e scoraggiare altri dal commettere reati.

Curiosità: nel XX secolo, il cangue era ormai ampiamente caduto in disgrazia nei centri urbani modernizzati, ma continuava a essere utilizzato nelle province remote. Osservatori internazionali per i diritti umani e missionari documentarono casi come questo fino agli anni '30, utilizzandoli per fare pressione sulla Cina affinché introducesse una riforma penale.

9 comments

ci lascerei calenda e la picierno..
Giuseppe, fossi in te mi porrei qualche domanda sul fatto di avere un canale i cui utenti mettono i cuoricini a queste porcherie
e non sembra neanche un cinese..
E poi ci si domanda se esista o meno l’inferno…ci siamo dentro fino al collo.
Ripugnante
Andrea
Giuseppe, fossi in te mi porrei qualche domanda sul fatto di avere un canale i cui utenti mettono i cuoricini a queste porcherie
interessa solo avere n. utenti, altrimenti non si condividerebbe qualsiasi cosa senza verificarla...ripeto, rispetto ad altri social spesso ho il dubbio che non sia farina di Giuseppe ma di qualche pischello sotto di lui per fare quantità...
In effetti di cose così non dovrebbe nemmeno esistere il pensiero. ... ció che degrada la dignità umana dovrebbe essere bandito... !!

Queste immagini emanano solo vibrazioni negative,
Ma è il Potere che blinda e difende se stesso, non è mai stato l'intento la Giustizia, ma il TERRORE, coem INSTRUMENTUM REGNI...


d'altronde chi è il potere per infliggere male per fermare il male?! Quis custodiet ipsos custodes? ... ed il potere, i Mandarini ed i dignitari in questo caso ne erano esenti da tale "giustizia"... Come nell'Europa dell'Ancienne Regime... ed anche ora é così, giacché QUI le aristocrazie non le ha mai spodestate nessuno, ...

Ora non ti espongono in una gabbia di legno ma presto la gabbia sará digitale, e per molto meno...

Meditate e resistete !!!
Usiamolo in italia per i maranza
Una vita per una vita, hai fatto soffrire qualcuno uccidendo e morirai soffrendo, giusto così.
Leggi occidentali a tutela dei criminali. Viva la.cina del 1930.