Colpisce vedere la classifica degli aiuti militari all'Ucraina per nazione che ci viene fornito oggi dal sempre informatissimo e attentissimo sito americano
statista.com. L'Italia si posiziona al quarto posto appena sotto la bellicosa UK e con tre volte circa gli aiuti forniti dalla bellicosissima (a parole) Polonia.
E del resto è ovvio, Mario Draghi prima che l'Italia coli a picco deve trovarsi un altra poltronissima sulla quale poggiare le augustissime terga. Poltronissima - si vocifera quella di Segretario Generale della Nato - che otterrà come ha sempre ottenuto quelle precedenti: curando al meglio i propri interessi personali anche a discapito dei doveri previsti dall'ufficio pro tempore occupato. Quando era Direttore Generale del Tesoro ha fatto carne di porco del patrimonio dello stato guadagnando benemerenze presso le banche d'affari internazionali che lo hanno lanciato nella sua carriera fantasmagorica. Ora contro quelli che sono gli evidenti interessi italiani manda armi a profusione a Kiev guadagnandosi gli applausoni di Washington e di Londra che lo premieranno, appunto, con la solita super poltrona. Ma anche a livello diplomatico Draghi mantiene l'Italia silente e supina (verrebbe da dire a pecorina) sulle posizioni dei peggiori falchi anglosassoni che non vedono l'ora di assestare il colpo definitivo alla manifattura europea troncando il flusso di gas e petrolio russo che la alimenta dal punto di vista energetico.
"Noi ci attenderemo a ciò che dice l'Europa" ha detto Draghi in materia di sanzioni energetiche. Ma che vuol dire? Siamo il secondo paese manifatturiero, siamo il terzo più popoloso, siamo il secondo per importazioni di gas dalla Russia. Chi diamine deve parlare se non noi per andare a formare quella "volontà europea unitaria"? Deve forse parlare il Lussemburgo? Eppure, avremmo sponda: il Cancelliere Scholz si sta battendo da solo a mani nude contro questa follia delle sanzioni energetiche e noi dovremmo dargli una mano. Solo che farlo, significherebbe per Draghi far arrabbiare americani e inglesi che poi la poltrona che concupisce non gliela danno. E allora, tra la poltrona e il popolo la scelta è facile, è quella solita: si fotta il popolo e si pensi alla poltrona.
Non parliamo poi dell'assurda pantomima che stanno inscenando Cingolani e Di Maio in giro presso capitali dell'Africa Nera alla ricerca di gas forse - chissà - anche inesistente. Il Congo e l'Angola, ne estraggono poco, e poi bisogna trovare le navi bombola per il trasporto senza parlare dei liquefatori in loco e dei rigassificatori in Italia. Insomma, roba che ci vogliono anni e investimenti colossali. E a noi il gas serve subito, mica dopo che il sistema produttivo è andato definitivamente distrutto. Infatti secondo me congolesi e angolani prendono per scemi Di Maio e Cingolani (nuova versione di Totò e Peppino) e si limitano a firmare generiche dichiarazioni d'intenti che sì ci daranno gas dal 2024 se dio vorrà. Quello che non capiscono gli africani è che i due ministri italici scemi non sono, sanno benissimo che è tutta una pantomima per tenere buoni gli italiani; un facite ammuina del XXIesimo secolo...in attesa che qualcuno, forse Draghi ma più probabilmente Mattarella, esca in televisione e faccia l'ennesimo proclama al popolo bue sulle ore fatali delle scelte irrevocabili: "Italiani, servono sacrifici contro il despota del Cremlino".
E insomma, come al solito ce la prenderemo in tasca. Ci mancava solo questa storia.
😂😂😂😂PS Intanto Repubblica avvisa che manderemo in Ucraina missili antinave e blindati. Te pareva...
Per tacere del fatto che stiamo parlando di realtà politiche fragilissime e passibili di guerre interne in grado di sconvolgerne gli equilibri: e allora addio gas (sempre che alla fine ce ne sia laggiù...)