📺 🎙 La comunicazione è ormai parte integrante delle tattiche di guerra. Ce ne accorgiamo proprio durante questa "guerra mondiale a pezzi" proprio grazie alla sua raffinatezza che non può essere casuale.

Quando la tensione arriva all'apice in un teatro, ecco che immediatamente l'attenzione del pubblico viene attratta da un nuovo evento nel teatro alternativo. Per esempio, ora che in questi ultimi giorni la tensione nel teatro europeo aveva raggiunto il suo apice con l'esplosione nell'enorme polveriera di Toropets nella regione di Tver, in Russia proprio a causa del fatto che è impossibile che gli ucraini abbiano fatto una operazione del genere ecco che riesplode il conflitto in Medio Oriente con la sempre più certa guerra tra Israele e Libano attirando la nostra attenzione e distraendoci da quello che sta accandendo tra Nato/Ucraina e Russia.

E così, passo dopo passo, in questa messa in scena comunicativa che sembra una partita a ping pong ecco che ci stiamo ritrovando sull'orlo del burrone.

2 comments

Ma veramente credete che ci beviamo tutto quello che viene scritto o diffuso? Illusi! È come il Covid :il 30 % erano convinti del vaccino ma il 40 % li avete obbligati ma vi siete fottuti la credibilità. Adesso il 70 % non vuole la guerra. 😆
Insomma secondo Masala l'esplosione del deposito in Russia è qualcosa di eccezionale fatto con tecniche eccezionali di cui solo la nato dispone e che ha praticamente distrutto le riserve russe di missili moderni tutte concentrate li. Esattamente ciò che gli ucraini e la nato vogliono che si dica..
Chiunque abbia visto le foto satellitari prima dell'esplosione ha visto le enormi cataste di casse di munizioni bellamente tenute all'aperto. Un sabotatore come in Russia purtroppo ne sono stati infiltrati tanti poteva fare saltare il tutto con.una bomba a mano.
Il che mi fa pensare che molta di.quella ruba messa all'aperto e alla rinfusa potesse essere addirittura scaduta. Di certo non si tengono missili moderni pieni di elettronica che costano molte centinaia di migliaia di dollari al pezzo accatastati all'aperto e del resto nelle foto satellitari non se ne vedono. Prima di sparare cazzate sarebbe buona cosa informarsi. Marsala mi è sempre piaciuto molto come divulgatore economico ed analista è anche uomo dai pensieri robusti e molto competente in letteratura e filosofia ma di cose militari lasciamo perdere.
Sull'orlo del burrone ci siamo e non da ora ma per la Russia l'esplosione di questo deposito, che per inciso non rientrava neppure nella logistica della smo ed era molto poco protetto dalla contraerea, non cambia minimamente le carte in tavola. L'uso dei joint rivett e dei globalhawk sui paesi baltici faceva già pensare che sarebbero stati colpiti obbiettivi a queste latiduni. Forse colpire la logistica impegnata nella smo è un po troppo ostica. È anche probabile che in caso di sblocco dell'autorizzazione sui missili a lungo raggio (che poi lungo raggio vabbe') aerei e droni del sistema isr nato siano i primi obbiettivi ad essere colpiti se la Russia vorrà dare una risposta militare. Gli r37m contro bersagli grossi e lenti possono colpire davvero molto lontano stesso dicasi per s400 visto che questi grossi aerei che volano molto in alto sono sicuramente facilmente individuabili sui radar del.sistemi che hanno una portata di 500 km